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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8368/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Cassino che non convalidava l'arresto operato nella quasi flagranza per rissa aggravata (art. 588 co. 2 c.p.), ritenendo insussistente lo stato di flagranza in quanto l'identificazione definitiva degli indagati sarebbe avvenuta solo successivamente mediante riconoscimento fotografico e altre indagini. Il Pubblico Ministero ha dedotto che, al momento dell'arresto, la polizia giudiziaria disponeva di elementi immediati e univoci (osservazione in diretta della rissa tramite telecamera da parte dell'operatore della centrale e la presentazione in caserma dei due soggetti riconosciuti dallo stesso operatore) tali da integrare lo stato di quasi flagranza, e che il giudice della convalida doveva limitarsi a una verifica ex ante della ragionevolezza della decisione di arrestare, senza valorizzare elementi investigativi acquisiti dopo l'arresto.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. I giudici della Cassazione hanno ritenuto che, ai fini della convalida di un arresto facoltativo in flagranza, il controllo del giudice è limitato alla verifica ex ante e di mera ragionevolezza sulla base degli elementi conosciuti o conoscibili con ordinaria diligenza dalla polizia giudiziaria al momento dell'arresto. Nel caso concreto la polizia giudiziaria aveva assistito in diretta alla rissa tramite immagini di videosorveglianza e aveva subito riconosciuto i due soggetti che si presentarono in caserma, elementi che, insieme alle lesioni visibili su uno degli arrestati, erano sufficienti a giustificare l'arresto in quasi flagranza. Il Tribunale di Cassino aveva invece valutato elementi acquisiti successivamente e motivato in termini non pertinenti al controllo di legittimità dell'arresto; tale valutazione è stata ritenuta errata.

Norme richiamate

  • art. 588 comma 2 cod. pen.

    Rissa aggravata come fattispecie contestata; la Corte utilizza la qualificazione del reato come contesto fattuale per valutare la sussistenza di tracce immediate del reato al momento dell'arresto.

  • art. 381 cod. proc. pen.

    Disciplinante il controllo del giudice sulla convalida dell'arresto; la Corte ricorda che il giudice deve verificare la legittimità formale e la ragionevolezza della decisione di arresto sulla base degli elementi conoscibili al momento dell'intervento della polizia giudiziaria.

  • art. 382 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente nella distinzione tra elementi immediati di conoscenza e informazioni acquisite tramite indagini successive, con la conseguenza che l'identificazione fondata su atti d'indagine successivi non può giustificare uno stato di flagranza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida dell'arresto il giudice deve limitarsi a una verifica ex ante e di mera ragionevolezza sulla base degli elementi che la polizia giudiziaria conosceva o avrebbe potuto conoscere con ordinaria diligenza al momento dell'arresto.
  • La sussistenza della quasi flagranza può essere riconosciuta quando chi esegue l'arresto ha percepito immediatamente e autonomamente tracce del reato e il loro collegamento inequivocabile con l'indiziato, ad esempio mediante visione in diretta di immagini video e contestuale riconoscimento dei partecipanti.
  • Non è legittimo fondare l'arresto in flagranza su identificazioni ottenute attraverso attività investigative successive all'atto, come accertamenti che richiedono indagini e riscontri postumi (es. riconoscimento fotografico successivo), salvo che vi fosse già un collegamento inequivocabile al momento dell'arresto.
  • Lesioni visibili e altre tracce immediate sul luogo o sulle persone coinvolte possono rafforzare la ragionevolezza dell'arresto, ma il giudice non deve spingersi a valutazioni proprie di gravità indiziaria o esigenze cautelari che sono riservate alle fasi successive.
  • Se il controllo della convalida rileva un errore di metodo del giudice a quo contrario ai criteri di verifica ex ante, la Cassazione può annullare senza rinvio quando la fase è definitivamente esaurita e non sussistono effetti pratici dal rinvio.

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