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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31826/2024 del 05/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'assoluzione pronunciata dalla Corte d'appello (art. 629 c.p. ascritto all'imputato). Il ricorso deduce manifesta illogicità della motivazione e mancata assunzione di prova decisiva: la Corte d'appello avrebbe attribuito valore preminente a circostanze minimali (es. il fatto che taluni testimoni chiamassero l'autore "Angelo" invece che con il soprannome o nome) trascurando invece la prova diretta costituita dal riconoscimento fotografico e dalla deposizione della persona offesa, che aveva individuato senza ombra di dubbio l'imputato. La Procura chiedeva che, in presenza di perplessità, la Corte procedesse d'ufficio alla rinnovazione istruttoria (ricognizione/identificazione anche coattiva) per dirimere i dubbi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la motivazione della Corte d'appello come contraddittoria e manifestamente illogica per non avere adeguatamente valutato il contributo probatorio della persona offesa e del riconoscimento fotografico e per non aver effettuato verifiche integrative utili a dirimere i dubbi sull'identificazione. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio, con istruzioni a tener conto dei rilievi formulati dalla Cassazione (in particolare sulla necessità di valutare la rinnovazione istruttoria quando i dati probatori siano incerti e decisivi).

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020, n. 137, conv. L. 18/12/2020, n. 176

    applicabile per la trattazione scritta

    norma procedurale richiamata per giustificare la trattazione scritta del ricorso; la Cassazione segnala che il procedimento si è svolto con questo regime

  • art. 94, comma 2, decreto-legislativo 10/10/2022, n. 150, come modificato dall'art. 17, decreto-legge 22/06/2023, n. 75

    richiamata per l'applicabilità della trattazione scritta

    richiama la sequenza di norme che rendono applicabile la trattazione scritta (collegamento normativo indicato nella sentenza)

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    disciplinante la rinnovazione istruttoria d'ufficio in appello

    la norma consente al giudice d'appello di disporre la rinnovazione probatoria "se la ritiene assolutamente necessaria"; la Cassazione ritiene che, quando i dati probatori appaiono incerti e decisivi, il giudice d'appello debba valutare l'opportunità di tali verifiche

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017, Troise)

    richiamata in motivazione rafforzata

    stabilisce l'onere argomentativo rafforzato del giudice d'appello quando si rovescia una sentenza di condanna: deve indicare precisamente le ragioni della diversa valutazione probatoria

  • Giurisprudenza (Sez. 5, n. 12920 del 13/02/2020, Ciotti)

    riferimento sull'efficacia probatoria della deposizione della persona offesa

    conferma che la deposizione della persona offesa, se ritenuta attendibile, può da sola costituire prova della responsabilità dell'imputato

  • Giurisprudenza (Sez. 5, n. 23090 del 10/07/2020, Signorelli)

    riferimento sull'efficacia dell'individuazione fotografica

    afferma l'efficacia probatoria dell'individuazione fotografica operata durante le indagini preliminari, previa verifica di attendibilità

  • Giurisprudenza (Sez. 3, n. 44171 del 19/09/2023)

    riferimento sulla rinnovazione istruttoria in appello

    spiega che la rinnovazione disposta d'ufficio non obbliga a confermare la condanna ma può chiarire se le prove precedenti erano lacunose; l'assenza di elementi nuovi indicativi può comunque determinare ragionevole dubbio e consentire il ribaltamento

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma una condanna in assoluzione è richiesta una "motivazione rafforzata": il giudice deve spiegare dettagliatamente perché valuta diversamente le medesime prove rispetto al primo grado
  • La deposizione della persona offesa e l'individuazione fotografica, se ritenute attendibili, possono costituire prova decisiva della responsabilità e vanno valorizzate, salvo specifici e ben motivati rilievi di inattendibilità
  • Se permangono dubbi significativi sull'identificazione dell'imputato, il giudice d'appello dovrebbe valutare la rinnovazione probatoria (es. ricognizione/identificazione), anche d'ufficio, quando la prova raccolta risulta incerta e decisiva
  • Non è sufficiente basare l'assoluzione su circostanze minimalmente contrastanti con la prova principale (p.es. discrepanze di soprannome o nome): il giudice deve ponderare tutti i mezzi di prova e motivare perché ritiene insufficiente la prova diretta
  • In caso di motivazione insufficiente o contraddittoria dell'appello, la Cassazione può annullare con rinvio per nuovo giudizio, indicando i punti specifici da riesaminare

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