Cassazione Penale, Sentenza n. 14254/2022 del 13/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Carrozzino impugna la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro (14/01/2020) che aveva confermato la condanna del Tribunale di Paola per due tentate estorsioni nei confronti di De Rosa Angelo: capo b) minaccia di sparargli alle gambe per costringerlo a non vendere a Santa Maria del Cedro (18/07/2011); capo c) minacce in concorso con Madonia Rolando (deceduto) con la frase "sei un infamone la devi smettere di vendere qui ... vattene subito e non farmi scendere dalla macchina altrimenti ti taglio la testa" per ottenere il vantaggio concorrenziale (27/07/2011). Il ricorrente denuncia la mancata declaratoria di prescrizione e la errata qualificazione del fatto come tentata estorsione anziché come esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
La decisione
La Cassazione ritiene corretta la qualificazione come tentata estorsione: le minacce miravano ad appropriarsi di una quota di clientela e non a tutelare un diritto soggettivo legittimo (eventuali profili amministrativi dovevano essere gestiti dall'amministrazione locale). Tuttavia, quanto al capo b) la Corte annulla senza rinvio per intervenuta prescrizione (il termine massimo di prescrizione era decorso al momento della pronuncia d'appello) ed elimina la pena correlata (mesi 4 di reclusione e euro 350,00 di multa). Per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 157, comma 3, cod. pen.
l'art. 157, comma 3, cod. pen. esclude espressamente che il giudizio di cui all'art. 69 cod. pen. abbia incidenza sulla determinazione della pena massima del reato
Ai fini della prescrizione va considerata la pena massima legale comprensiva delle circostanze aggravanti ad effetto speciale; il giudizio sul concorso di circostanze attenuanti/aggravanti ai sensi dell'art. 69 c.p. non riduce la misura massima del reato quando si computa il termine di prescrizione.
art. 69 cod. pen.
Richiamato per spiegare che il giudizio di diminuzione della pena per circostanze (art. 69) non incide sulla determinazione della pena massima ai fini del calcolo della prescrizione (secondo l'art. 157, comma 3).
Massime di principio
- Se le minacce hanno come fine ottenere vantaggi economici/di clientela è configurabile il reato di estorsione anche tra concorrenti che svolgono la stessa attività; non si può ritenere esercizio di un diritto soggettivo meramente perché ambedue hanno licenze simili.
- Nel calcolo della prescrizione occorre tener conto della pena massima del reato comprensiva delle circostanze aggravanti ad effetto speciale: anche se tali aggravanti sono valutate trascurabili ai fini della pena concreta, influenzano il termine prescrizionale se previste come incrementi legali.
- La Cassazione può annullare senza rinvio una sentenza impugnata solo per la parte estinta per prescrizione (e quindi eliminare la relativa pena), mentre dichiarerà inammissibile il ricorso per le parti non fondate.
- In processi con più capi di imputazione è possibile una decisione mista: parziale accoglimento (estinzione per prescrizione) e parziale inammissibilità; chi impugna può ottenere l'estinzione di singoli reati anche se la condanna complessiva resta per il resto confermata.
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