Cassazione Penale, Ordinanza n. 25700/2025 del 14/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo manifestamente infondata o comunque riproduttiva di una censura già disattesa in appello la doglianza relativa all'art. 131-bis c.p. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Milano deducendo la mancata applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. La censura riguardava una condotta di allontanamento dagli arresti domiciliari protrattasi per molte ore, rilevata tra un controllo e l'altro. La Corte territoriale aveva già respinto la richiesta, ritenendo il fatto non tenue per la durata dell'allontanamento e per la particolare gravità della situazione cautelare, considerato che la misura degli arresti domiciliari era stata concessa solo in ragione della maternità di un figlio di cinque mesi, nonostante l'accertata notevole pericolosità della imputata.
Norme richiamate
art. 131-bis c.p.
La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata ritenuta non applicabile in presenza di una condotta di allontanamento protratta per molte ore e valutata come grave dalla Corte territoriale.
Massime di principio
- La particolare tenuità del fatto non può essere riconosciuta quando la condotta, per durata e modalità, presenti un disvalore non lieve e sia incompatibile con una valutazione di minima offensività.
- Se il giudice di merito ha già motivatamente escluso la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre la medesima censura senza confrontarsi efficacemente con la motivazione è inammissibile.
Come è indicizzato
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