Cassazione Penale, Sentenza n. 1833/2022 del 17/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Torino che lo ha condannato per tentato furto aggravato e ha rigettato la sua richiesta, formulata in appello, di conversione della pena detentiva breve in una sanzione sostitutiva (pena pecuniaria o libertà controllata). Lamenta violazione di legge per la mancata accoglimento della conversione, sostenendo che la Corte d'Appello ha fondato il diniego su una ragione illegittima (la presenza di precedenti penali) e su una valutazione prognostica non richiesta per la pena pecuniaria, poiché, secondo il ricorrente, la conversione ex artt. 53 e 158 legge n. 689/1981 non presuppone una prognosi favorevole sulla futura condotta ma solo una valutazione di meritevolezza rispetto alla condotta processuale e alla riparazione del danno.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, pur sussistendo un errore di diritto nella motivazione della Corte d'Appello circa l'inammissibilità di valutare la prognosi per la sola pena pecuniaria, la decisione impugnata era comunque corretta e sorretta da adeguate argomentazioni. In particolare la Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la sostituzione con pena pecuniaria non richiede prognosi favorevole sulla futura condotta (diversa invece per semidetenzione e libertà controllata), ma che nell'esercizio della discrezionalità il giudice deve valutare i criteri dell'art. 133 cod. pen. (modalità del fatto, personalità del reo, precedenti ecc.). La Corte d'Appello aveva motivato negativamente la meritevolezza del ricorrente con riferimento alla gravità e ripetitività della condotta e ai numerosi precedenti, argomentazioni ritenute sufficienti a giustificare il diniego della sostituzione; l'errore motivazionale su un punto formale non ha inciso sul dispositivo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e il rigetto è confermato.
Norme richiamate
art. 625 cod. pen.
Norma sostanziale utilizzata per la qualificazione del reato contestato; la Corte d'Appello ha riqualificato l'originaria contestazione nel delitto di tentato furto aggravato ai sensi di questo articolo
art. 62 cod. pen., comma primo, n. 2 e n. 6
Riconoscimento di attenuanti al ricorrente: l'art. 62 è stato richiamato per giustificare l'apprezzamento positivo di alcuni elementi attenuanti (tra cui la riparazione del danno) nella valutazione complessiva della persona
legge n. 689 del 1981, artt. 53, 55, 56, 58
sostituzione delle pene detentive brevi con sanzioni alternative (pena pecuniaria, semidetenzione, libertà controllata)
Gli articoli disciplinano le sanzioni sostitutive: la Corte ha ribadito, seguendo la giurisprudenza, che la pena pecuniaria sostitutiva non è assoggettata alla valutazione prognostica di inadempimento richiesta per le sanzioni accompagnate da prescrizioni (semidetenzione, libertà controllata), mentre la discrezionalità del giudice deve comunque seguire i criteri dell'art. 133 cod. pen.
art. 133 cod. pen.
criteri per la determinazione della pena
Elenca i criteri che il giudice deve considerare nella valutazione di meritevolezza per l'applicazione di sanzioni sostitutive (modalità del fatto, intensità del dolo, capacità a delinquere, precedenti, condizioni personali, vita individuale/familiare/sociale); la Corte ha ritenuto che queste valutazioni giustificano il diniego della sostituzione nel caso concreto
Sezioni Unite, sent. n. 24476 del 22/4/2010 (Gagliardi)
massima giurisprudenziale sulla non necessità della prognosi per la pena pecuniaria
Principio nomofilattico secondo cui la prognosi di inadempimento prevista dall'art. 58 L. 689/1981 si riferisce solo alle sanzioni sostitutive accompagnate da prescrizioni; la pena pecuniaria non richiede prognosi favorevole e il giudice, nell'esercitare la discrezionalità, deve comunque tener conto dei criteri dell'art. 133 cod. pen.
Massime di principio
- La conversione di una pena detentiva breve in pena pecuniaria non richiede una prognosi favorevole sulla futura condotta del condannato: il giudice può comunque sostituire la pena con quella pecuniaria indipendentemente dall'assenza di pericolo di recidiva rilevante per le misure con prescrizioni.
- Per la concessione di semidetenzione o libertà controllata è necessaria una valutazione prognostica favorevole circa l'osservanza delle prescrizioni; in presenza di elementi che rendono probabile l'inadempimento, la sostituzione deve essere negata.
- Nell'esercizio della discrezionalità relativa alle sanzioni sostitutive il giudice deve applicare i criteri dell'art. 133 cod. pen. (modalità del fatto, intensità del dolo, precedenti, personalità del reo, condizioni di vita), e tali criteri possono legittimamente ostare alla concessione del beneficio.
- La presenza di precedenti specifici e la gravità e ripetitività delle modalità di commissione del reato costituiscono elementi ostativi rilevanti ai fini della concessione delle sanzioni sostitutive.
- Errori di motivazione limitati e non decisivi rispetto al dispositivo (es. richiamo erroneo a un requisito non necessario per la pena pecuniaria) non determinano l'annullamento della decisione se sussistono altre ragioni adeguatamente motivate che sostengono il rigetto della richiesta.
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