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Ordinanza

Ordinanza n. 7302/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM Ministero dell'Interno del 14/07/2020, notificato il 10/09/2020, di diniego della cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202010281

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della cittadinanza italiana adottato dal Ministero dell'Interno

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana adottato dal Ministero dell'Interno e notificato nel settembre 2020. Dall'ordinanza non risultano specificati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nella camera di consiglio istruttoria il Tribunale ha verificato la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione, rilevando che il Ministero aveva depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato e che il ricorrente non aveva prospettato ulteriori elementi.

La decisione

Il Tribunale non ha deciso nel merito il ricorso contro il diniego di cittadinanza. Ha accertato la persistenza dell'interesse alla decisione e la presenza nel fascicolo del procedimento amministrativo depositato dall'Amministrazione ai sensi dell'art. 46 c.p.a. Ha quindi disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per le determinazioni sull'eventuale calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato. L'ordinanza richiama il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a., nonché la necessità di rispettare gli impegni connessi al PNRR. Non risultano decisioni sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    L'Amministrazione ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato, adempiendo all'obbligo richiamato dal giudice.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato per il divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi, nel contesto della gestione delle udienze di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato per il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, nell'organizzazione della trattazione della causa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei diritti o della dignità dell'interessato.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003 a fondamento della protezione dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nelle udienze istruttorie finalizzate alla gestione dell'arretrato, il giudice può verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione prima di calendarizzare la trattazione della causa.
  • Quando l'interesse alla decisione persiste e l'Amministrazione ha depositato il fascicolo del procedimento, il collegio può trasmettere il fascicolo al Presidente del TAR per le determinazioni sulla calendarizzazione dell'udienza di smaltimento, senza definire il ricorso nel merito.
  • Il differimento della trattazione nelle udienze di smaltimento dell'arretrato è soggetto al divieto di rinvio salvo eccezionali motivi, secondo il richiamo operato agli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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