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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43968/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato la misura cautelare (obbligo di presentazione alla P.G.) disposta dal G.I.P. nei confronti di Pagano, indagato per associazione a delinquere e riciclaggio. Il Procuratore deduceva violazione di legge in tema di compatibilità tra dolo eventuale e dolo specifico e sulla responsabilità dell'amministratore di diritto per violazioni tributarie e per reati di ricettazione/riciclaggio anche in presenza di gestori di fatto; censurava inoltre omessa motivazione circa il rinvenimento della documentazione contabile in possesso dei Giordano e i rapporti concreti tra Pagano e i gestori di fatto, rilevando che Pagano era amministratore unico nel periodo 9/12/2014-10/4/2015 durante il quale dalla Tao Service sarebbero stati effettuati bonifici per circa €68.000 per false fatturazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure, confermando che la mera ricopertura della carica di amministratore di diritto non è di per sé sufficiente a fondare la gravità indiziaria per i reati di associazione a delinquere e di riciclaggio: occorre prova di condivisione delle finalità elusive o della consapevolezza dell'uso strumentale della società. La Corte ha inoltre distinto la responsabilità negli illeciti tributari (dove l'amministratore di diritto ha specifici obblighi che possono portare a responsabilità concorsuale o per omesso impedimento) dalle condotte di riciclaggio/autoriciclaggio, per le quali non è possibile estendere automaticamente la clausola dell'art. 40 c.p. senza indizi specifici del concorso morale. In mancanza di elementi capaci di dimostrare i rapporti concreti tra Pagano e i gestori di fatto (Giordano) e la consapevolezza delle finalità illecite, la misura cautelare annullata dal tribunale del riesame è confermata.

Norme richiamate

  • art. 648-bis c.p. (riciclaggio)

    Le condotte di sostituzione dei proventi illeciti costituiscono un quid pluris rispetto alla sola evasione fiscale; per la responsabilità dell'amministratore di diritto occorre prova della consapevolezza che la società sarebbe stata utilizzata per tali operazioni.

  • art. 648-ter c.p. (autoriciclaggio) / 648 ter1 citato nel testo

    Analogamente al riciclaggio, per l'autoriciclaggio è necessaria la prova di indici che rivelino il concorso morale dell'amministratore di diritto nell'utilizzo della società per reimpiego di proventi illeciti.

  • art. 40, secondo comma, c.p. (omesso impedimento)

    La Corte esclude l'applicazione generalizzata della clausola dell'art. 40 c.p. a tutti i reati societari: tale estensione è possibile solo se sussiste un obbligo giuridico specifico di impedire il reato. Non esiste, in assenza di norma, un obbligo ampio che imponga all'amministratore di diritto di vigilare sulla violazione di qualsiasi norma penale dagli altri soggetti.

  • art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato)

    La responsabilità dell'amministratore di diritto per i reati commessi da altri nella società deve essere valutata in base ai criteri generali del dolo nel concorso di persone: è necessario dimostrare il concorso morale (consapevolezza e volontà) o altra forma di dolo.

  • d.lgs. n. 74/2000, artt. 5, 8 e 10 (reati tributari)

    Per i reati tributari la giurisprudenza ammette che il dolo specifico dell'amministratore di diritto possa desumersi dai rapporti con l'amministratore di fatto: l'amministratore di diritto ha obblighi precisi (tenuta scritture, dichiarazioni, pagamento imposte) che possono fondare responsabilità anche a titolo concorsuale o per omesso impedimento.

Massime di principio

  • La sola nomina ad amministratore di diritto non basta a fondare responsabilità per associazione a delinquere o riciclaggio: serve prova di condivisione o consapevolezza delle finalità illecite.
  • Per i reati tributari gli obblighi giuridici specifici dell'amministratore di diritto possono giustificare una responsabilità anche per omissione (omesso impedimento), mentre per il riciclaggio occorrono indici specifici del concorso morale.
  • Non è possibile estendere automaticamente l'art. 40 c.p. a tutti i reati societari: va verificato l'effettivo obbligo giuridico di impedire il singolo reato.
  • Nelle valutazioni cautelari è decisiva la concretezza dei rapporti tra amministratore di diritto e amministratori di fatto (possesso di documenti, effettivi poteri gestori, ruoli e comunicazioni); assenza di tali elementi indebolisce la gravità indiziaria.
  • La prova della responsabilità per reati commessi tramite una società richiede elementi temporali e fattuali che collegano l'amministratore alla gestione reale dell'impresa e alla consapevolezza dell'uso illecito; mere inferenze giurisprudenziali non suppliscono a fatti concreti.
  • In situazioni analoghe, prima di adottare misure cautelari gravi contro un amministratore di diritto, l'organo giudicante deve riscontrare indizi specifici di consapevolezza o partecipazione morale, non limitarsi alla posizione formale ricoperta.

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