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Sentenza

Sentenza n. 242/2026 - Trieste, Sezione 1

per l’accertamento e la dichiarazione giudiziale, previo annullamento di qualsiasi eventuale contrario atto, del diritto del ricorrente al riconoscimento del beneficio di cui all’art. 6 bis del decreto legge n. 387/1987 e, quindi, al ricalcolo dell’indennità di buonuscita mediante l’inclusione nella relativa base di calcolo dei sei scatti stipendiali di cui alla normativa appena citata (oltre rivalutazione ed interessi), condannando altresì parte resistente a porre in essere tutti i relativi e conseguenti incombenti.

Giustizia amministrativa202500528

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. ISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: diniego, espresso o implicito, del riconoscimento dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo dell’indennità di buonuscita

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento del diritto al beneficio previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e il conseguente ricalcolo dell’indennità di buonuscita, con inclusione nella base di calcolo dei sei scatti stipendiali, oltre rivalutazione e interessi. L’INPS si è costituito resistendo. La controversia riguardava, in particolare, la spettanza del beneficio anche in caso di cessazione dal servizio a domanda; l’incidenza dell’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997; gli effetti dell’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990 da parte dell’art. 2268, comma 1, n. 872, del Codice dell’ordinamento militare; nonché il rilievo del termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso con sentenza semplificata ex art. 74 c.p.a., richiamando la propria giurisprudenza consolidata e quella conforme del Consiglio di Stato. Ha accertato il diritto del ricorrente a percepire i benefici economici previsti dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e il correlato obbligo dell’INPS di rideterminare l’indennità di buonuscita includendo nella base di calcolo i sei scatti stipendiali. Il giudice ha ritenuto che l’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997 riguardi esclusivamente la base pensionabile e non il calcolo dell’indennità di buonuscita; che l’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990 non abbia fatto rivivere la formulazione originaria dell’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987, sicché non opera la limitazione del beneficio alle sole cessazioni per età, inabilità permanente o decesso; e che il termine del 30 giugno non abbia natura decadenziale, essendo funzionale soltanto alla decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo. L’INPS è stato condannato al pagamento di € 1.000,00 per spese di lite, oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato dopo il passaggio in giudicato.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987

    la domanda di collocamento in quiescenza deve essere prodotta entro e non oltre il 30 giugno dell'anno nel quale sono maturate entrambe le predette anzianità

    La disposizione riconosce il beneficio dei sei scatti stipendiali e il termine previsto per la domanda è funzionale alla decorrenza del collocamento a riposo, senza natura decadenziale rispetto alla fruizione del beneficio.

  • art. 4 d.lgs. n. 165/1997

    La norma riguarda la sola base pensionabile definita ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 503/1992 e non disciplina il calcolo dell’indennità di buonuscita.

  • art. 2268, comma 1, n. 872, d.lgs. n. 66/2010

    L’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990 non determina la reviviscenza della precedente formulazione dell’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987.

  • art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987

    La limitazione del beneficio alle cessazioni per età, inabilità permanente o decesso non è ritenuta vigente, non essendo rivissuta a seguito dell’abrogazione della disposizione sostitutiva.

  • art. 74 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando la controversia è decisa sulla base di giurisprudenza consolidata.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    Impone all’amministrazione soccombente il rimborso del contributo unificato versato, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza.

Massime di principio

  • Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta agli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile o militare anche quando la cessazione dal servizio avvenga a domanda.
  • L’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, riferendosi alla base pensionabile, non incide sulla determinazione della base di calcolo dell’indennità di buonuscita e non esclude l’inclusione dei sei scatti stipendiali prevista dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
  • L’abrogazione della disposizione che aveva sostituito l’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987 non comporta la reviviscenza della precedente disciplina limitativa; pertanto, non può essere reintrodotta per via interpretativa l’esclusione del beneficio nei casi di cessazione a domanda.
  • Il termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 per presentare la domanda di collocamento in quiescenza non è decadenziale rispetto al beneficio economico, ma attiene esclusivamente alla possibilità di far decorrere il collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenziale
RamiPubblico impiego e concorsi
IstitutiTermini del procedimento

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