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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12834/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza che li aveva condannati per tentativo di furto aggravato, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, deducendo violazione di legge in relazione all'art. 81 c.p. (continuazione) e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento del vincolo della continuazione tra il furto e la resistenza. Sostenevano che la resistenza sarebbe rientrata nel medesimo disegno criminoso eventualmente programmato qualora fossero stati sorpresi a rubare, e che le condotte fossero state non occasionali né estemporanee.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per essere manifestamente infondati. Ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici del merito che hanno escluso la continuazione tra furto e resistenza, avendo rilevato che la resistenza è stata posta in essere in modo subitaneo ed estemporaneo al fine di assicurarsi l'impunità (configurando l'aggravante del nesso teleologico). I ricorrenti non hanno dato alcuna prova concreta di un programmato "piano" di comportamento violento in caso di scoperta. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La Corte interpreta l'art. 81 c.p. nel senso che la continuazione richiede un unico programma criminoso deliberato fin dall'inizio; va esclusa quando almeno uno dei reati risulti occasionale o estemporaneo non parte integrante di un disegno unico.

  • art. 61 n.2 c.p. (aggravante del nesso teleologico)

    aggravante del nesso teleologico

    La Corte valorizza l'aggravante del nesso teleologico quando il secondo reato è stato commesso anche per assicurarsi l'impunità dal primo; tale valutazione giustifica l'esclusione della continuazione se il secondo fatto risponde a finalità specifiche successive e non a un disegno unitario iniziale.

  • Giurisprudenza richiamata (Cass. Sez. 3, Sent. n. 896 del 17/11/2015, Rv. 266179-01)

    Sez. 3, Sentenza n. 896 del 17/11/2015 Rv. 266179 - 01

    Precedente utilizzato per confermare il principio che la continuazione può essere esclusa quando il reato successivo (es. resistenza) non sia stato deliberato al momento del primo fatto (es. cessione di stupefacente) ma nasca come reazione non programmata.

Massime di principio

  • La continuazione ai sensi dell'art. 81 c.p. richiede prova di un unico programma criminoso deliberato fin dall'inizio: la sola contiguità spazio-temporale e un nesso funzionale non sono sufficienti.
  • Se il reato successivo è realizzato in modo subitaneo, estemporaneo o come reazione per assicurare l'impunità, può essere qualificato come atto occasionale e dunque non rientrare nella continuazione.
  • L'aggravante del nesso teleologico (art. 61 n.2 c.p.) può essere invocata per dimostrare che un secondo reato è finalizzato a garantire l'impunità dal primo, facendo così escludere l'unicità del disegno criminoso.
  • In sede di impugnazione alla Corte di Cassazione occorre dedurre fatti concreti e specifici a sostegno della tesi di pianificazione unitaria; mere ipotesi astratte non sono sufficienti e rendono il ricorso inammissibile o infondato.
  • La valutazione sulla riconducibilità o meno alla continuazione è principalmente una valutazione di merito; la Cassazione controlla la logicità e la coerenza della motivazione e la presenza di elementi fattuali a supporto.

Testo integrale

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