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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29612/2025 del 20/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione dell'ordinanza del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio. Il ricorrente contestava che la decisione fosse fondata solo su due conversazioni intercettate lette in modo parziale, senza tener conto dell'astio e dei precedenti contrasti tra le parti, dell'assenza di elementi oggettivi sui luoghi e sulle modalità (numero di colpi, direzione, altezza degli spari) e dell'assenza del reperimento dell'arma; sosteneva che elementi come il rinculo e la dichiarazione di aver sparato per difesa avrebbero reso equivoco il quadro indiziario e avrebbero dovuto incidere sulla valutazione della gravità degli indizi

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato l'ambito di delibazione limitato al controllo della tenuta logica e della completezza della motivazione in ordine alla gravità indiziaria. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato, avendo considerato le intercettazioni (anche la conversazione che riferiva che l'indagato sapeva della pistola della persona offesa), i precedenti rancori, le precedenti esplosioni di colpi contro il portone della vittima e le espressioni dell'indagato interpretate come confessione di intento omicida. La Corte ha inoltre stabilito che il rinculo e la mancata individuazione dell'arma non escludono l'idoneità e la direzione univoca degli atti e che il numero di colpi non è decisivo per l'accertamento dell'animus necandi. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza di riesame avverso misure cautelari; il ricorso ha riguardato la decisione del riesame sulla custodia cautelare. La Corte ha valutato la motivazione del giudice del riesame rispetto alla gravità indiziaria

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Richiama i limiti di specificità del ricorso per cassazione relativamente all'enunciazione dei motivi, cui il ricorrente si doveva attenere per dedurre il vizio di motivazione

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Citato per distinguere il concetto di prova logica/critica da quello di gravità indiziaria ai fini cautelari: la gravità indiziaria in sede cautelare ha portata autonoma e meno estesa rispetto alla prova richiesta per una sentenza definitiva

Massime di principio

  • In un ricorso per cassazione contro un provvedimento del riesame il controllo della Corte è limitato alla verifica della tenuta logica e della completezza della motivazione in ordine alla gravità indiziaria, non a una rinnovata valutazione integrale delle prove
  • Per dimostrare vizio di motivazione è necessario indicare con specificità e chiarezza fatti o elementi documentali la cui omissione o travisamento sia in grado, in modo univoco, di disarticolare la logica argomentativa del giudice di merito
  • Intercettazioni e dichiarazioni ritenute confessionali possono costituire elementi idonei a integrare la gravità indiziaria anche se alcuni dettagli materiali (mancato rinvenimento dell'arma, numero di colpi, limitate lesioni) risultano incerti o mancanti
  • Fattori soggettivi o eventi imprevisti (es. rinculo, movimento della vittima) non escludono di per sé il dolo omicida o l'idoneità degli atti a configurare il tentativo quando gli atti esecutivi appaiono diretti in modo non equivoco alla commissione del reato
  • La maggiore attendibilità tra versioni contrapposte deve essere argomentata dal giudice del merito; la semplice esistenza di contrasti non rende automaticamente viziata la motivazione se il giudice fornisce ragionevoli criteri di preferenza

Testo integrale

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