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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28478/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Lecce dell'11/03/2025 che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo di euro 17.340. Il ricorrente lamentava carenza di motivazione in ordine alla qualificazione della somma come profitto del reato e alla concretezza/attualità del pericolo di dispersione del denaro, considerato che i fatti di reato si erano svolti tra maggio 2020 e maggio 2021.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il Tribunale di Lecce avesse correttamente qualificato la somma come profitto del reato sulla base del quadro indiziario emerso nell'ordinanza applicativa della misura (ruolo di cassiere nell'associazione, disponibilità di somme ben superiori a quelle sequestrate) e avesse adeguatamente motivato il periculum, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite circa la necessità di motivare il pericolo di dispersione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Fondamento della cognizione del Tribunale per il riesame avverso misure cautelari; la procedura di riesame è stata esercitata ai sensi di questa norma.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Disciplina del sequestro preventivo finalizzato alla confisca; è richiesto che il provvedimento contenga motivazione anche sul periculum in mora, in rapporto alla finalità di anticipare l'effetto ablativo della confisca.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca; la confisca 'diretta' di somme richiede prova della derivazione causale del bene rispetto al reato, non potendo la sola natura del bene giustificare la misura.

  • artt. 73 e 74 D.P.R. n. 309/1990

    Delitti di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: reati per i quali il ricorrente è sottoposto a misura cautelare, costituendo il contesto del quadro indiziario che ha giustificato il sequestro.

  • Ordinanza Sezioni Unite n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade, Rv. 281848-01)

    Principio secondo cui il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una concisa motivazione anche sul periculum in mora, collegandolo alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio.

  • Informazione provvisoria Sez. U n. 13783 del 26/09/2024 (Massini, Rv. 287756)

    Richiamata per il principio che la confisca diretta di somme di denaro richiede prova della loro derivazione causale dal reato e non può essere dedotta dalla mera natura del bene; il Tribunale ha comunque ritenuto la qualificazione come profitto sulla base del quadro indiziario.

Massime di principio

  • Per qualificare somme di denaro come 'profitto del reato' ai fini della confisca è necessario, in linea generale, un quadro di elementi che colleghino la provenienza del denaro al reato; non sempre la sola natura del bene è sufficiente.
  • Il giudice può fondare la qualificazione del denaro come profitto anche sul quadro indiziario desumibile dall'ordinanza cautelare (es. ruolo nell'associazione, disponibilità di ingenti somme) se tale quadro risulta concreto e logico.
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede motivazione anche sul pericolo di dispersione (periculum in mora): occorre indicare ragioni concrete che giustifichino l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla definizione del processo (es. capacità di trasferire fondi all'estero, contatti internazionali, spregiudicatezza dell'imputato).
  • Documenti o deduzioni presentate tardivamente (es. note pervenute dopo la chiusura della camera di consiglio) possono essere considerate inammissibili e non valutabili.
  • Se un ricorso è ritenuto manifestamente infondato la Corte può dichiararlo inammissibile e condannare il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende).

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