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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31057/2026 del 12/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo di un complesso balneare. I motivi dedotti erano quattro. Con il primo si contestava l'inquadramento giuridico del subingresso nella concessione demaniale: secondo la difesa, la voltura della concessione non integrava una cessione dell'intero compendio aziendale della società fallita, ma un subingresso consentito dall'art. 46 cod. nav., con novazione soggettiva del rapporto concessorio e senza applicazione dell'art. 49 cod. nav. Con il secondo si censurava la motivazione sul dolo concorsuale del legale rappresentante della ricorrente nel delitto di bancarotta patrimoniale, sostenendo che la società aveva acquistato dal legittimo titolare e che mancavano elementi certi per attribuirle la partecipazione al disegno distrattivo originario. Con il terzo si contestava la valutazione del prezzo corrisposto per la cessione dalla precedente cessionaria alla ricorrente, ritenuto incongruo dalla Corte territoriale, deducendo che il corrispettivo era stato fissato all'esito di due diligence e che erano stati trascurati ammortamenti, direttiva Bolkestein, abusi edilizi e demolizioni. Con il quarto si censurava il periculum in mora, sostenendo che i beni erano ormai destinati a ritornare allo Stato a fine concessione, che il Comune avrebbe comunque scelto il futuro concessionario e che non vi era rischio di dispersione o di perdita della pertinenzialità al reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e ha confermato il sequestro preventivo del complesso balneare. Ha ritenuto che il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia cautelare reale è deducibile solo per violazione di legge, comprensiva dei vizi motivazionali radicali, e ha escluso che le censure superassero tale soglia. Sul piano sostanziale ha affermato che l'art. 46 cod. nav. disciplina il subingresso verso l'autorità concedente e non i rapporti tra privati, sicché il subentro nella concessione doveva essere preceduto o accompagnato da un accordo economico; nel caso concreto, il primo passaggio era avvenuto in modo gratuito, configurando una spoliazione della fallita. Ha poi ritenuto che il successivo passaggio alla ricorrente facesse parte del medesimo disegno criminoso, anche per la vicinanza soggettiva tra i protagonisti delle operazioni e per la presenza di un corrispettivo comunque incongruo, desunto dalla consulenza della pubblica accusa e da ulteriori elementi. Quanto al periculum, lo ha ritenuto evidente perché le due cessioni avrebbero mostrato la volontà comune di sottrarre e poi disperdere il compendio aziendale, rendendone più difficile il recupero. La ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 46 cod. nav.

    Quando il concessionario intende sostituire altri nel godimento della concessione deve chiedere l'autorizzazione dell'autorità concedente...

    la norma non regola i rapporti tra privati che si succedono nella concessione, ma disciplina il subingresso verso l'autorità concedente; il subentro presuppone un accordo economico tra le parti e non può essere inteso come semplice restituzione del bene al concedente.

  • art. 49 cod. nav.

    richiamato dalla difesa e ritenuto non decisivo; la Corte osserva che il Tribunale si era limitato a citarlo, ma il cuore della questione restava l'art. 46 cod. nav.

  • art. 64 legge fall.

    citato dalla difesa come norma che, secondo il provvedimento civile richiamato, non inquadrava la cessione nelle ipotesi prospettate; il dato non ha inciso sulla valutazione penale del sequestro.

  • art. 46 e 49 del codice della navigazione

    richiamati congiuntamente nel motivo sul periculum e nella motivazione della Corte per affermare che il bene non perde la sua rilevanza cautelare per il solo fatto di essere destinato a futura concessione amministrativa.

  • art. 125 c.p.p.

    non citato espressamente, ma la Corte richiama il principio per cui il vizio motivazionale è deducibile in cassazione solo se la motivazione è mancante o affetta da radicale illogicità.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo o probatorio sono deducibili soltanto violazioni di legge; sotto tale etichetta rientrano anche i vizi motivazionali solo quando la motivazione sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
  • In tema di concessioni demaniali, l'art. 46 cod. nav. disciplina il subingresso nei confronti dell'autorità concedente e non esaurisce né regola i rapporti economici tra privati cessionari; il subentro, quando riguardi una concessione con azienda collegata, presuppone normalmente un assetto negoziale con corrispettivo.
  • Una cessione gratuita o comunque economicamente incomprensibile di un compendio aziendale ancora produttivo può integrare un segmento di un disegno distrattivo unitario ai fini della bancarotta patrimoniale, specie se inserita in una sequenza di passaggi societari riconducibili agli stessi ambienti gestionali.
  • La partecipazione al concorso nel delitto di bancarotta può essere desunta anche da elementi indiziari complessivi, quali la riconducibilità sostanziale delle società coinvolte, la continuità tra i passaggi negoziali e l'incongruità del prezzo rispetto al valore del bene.
  • Ai fini del sequestro preventivo, il periculum in mora è integrato quando la sequenza dei fatti mostri la volontà di sottrarre e successivamente disperdere il bene o di rendere più difficoltoso il recupero del profitto o del compendio distratto; non è decisivo che il bene sia astrattamente destinato, in futuro, a un nuovo regime concessorio amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaSequestro preventivoImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penaleMisure cautelari
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiNesso di causalitàConcorso di personeOnere della prova

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