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Ordinanza

Ordinanza n. 40/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - del provvedimento di aggiudicazione approvato con Deliberazione del Direttore Generale dell’Azienda U.L.S.S. n. 7 Pedemontana n. 2007 del 31 ottobre 2025, comunicato il 4 dicembre 2025, con riferimento esclusivo al Lotto n. 5, con il quale è stata aggiudicata la “procedura aperta per la fornitura di sistemi per artroscopia mini-invasiva ed elettrochirurgica, suddivisa in n. 10 lotti”; - dei verbali di gara, relativamente al lotto n. 5, nei quali la Commissione Giudicatrice ha espresso i punteggi relativi alla qualità delle offerte; - di tutti gli atti presupposti, consequenziali e connessi, anche non conosciuti e successivi; - nonché per l’accertamento e la declaratoria ex art. 122 c.p.a., limitatamente al medesimo Lotto n. 5, dell’inefficacia del contratto eventualmente stipulato nelle more del giudizio; - in subordine, per la condanna dell’Azienda Ulss n. 7 Pedemontana al risarcimento del danno in forma specifica, mediante subentro della ricorrente nel contratto eventualmente stipulato e, in ulteriore subordine, per la condanna al risarcimento del danno per equivalente.

Giustizia amministrativa202502460

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione del lotto n. 5 della procedura aperta per la fornitura di sistemi per artroscopia mini-invasiva ed elettrochirurgica, con i relativi verbali di gara

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione del lotto n. 5 disposta in favore di altra impresa, deducendo che il prodotto offerto dall’aggiudicataria fosse difforme dalle caratteristiche tecniche minime essenziali previste dall’art. 3, comma 3.5, del capitolato speciale. In particolare, il capitolato richiedeva, per il sistema di sutura meniscale destinato alle radici meniscali, un sistema composto da drilling tibiale, pinza monouso e barretta di fissazione tibiale. Dalla scheda tecnica dell’offerta dell’aggiudicataria emergeva invece che la pinza passa-suture poteva essere fornita sterile o non sterile e, secondo la stessa stazione appaltante, era una pinza pluriuso. La ricorrente ha inoltre contestato l’applicabilità del principio di equivalenza, sostenendo che una pinza pluriuso non sterile richiedesse operazioni ulteriori di sterilizzazione e non fosse equivalente alla pinza monouso richiesta dalla lex specialis. Sono state formulate anche domande consequenziali relative all’inefficacia del contratto, al subentro e, in subordine, al risarcimento per equivalente.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia dell’aggiudicazione, ritenendo sussistente il fumus boni iuris. Ha considerato che le caratteristiche indicate dal capitolato come “minime essenziali” costituivano condizioni di partecipazione e che la prescrizione relativa alla pinza monouso era chiara e univoca. Poiché l’offerta dell’aggiudicataria riguardava una pinza che poteva essere sterile o non sterile ed era stata qualificata dalla stazione appaltante come pluriuso, il prodotto non risultava sicuramente conforme alla prescrizione della lex specialis. Il TAR ha escluso, in sede cautelare, l’utilità del principio di equivalenza, ritenendo che una pinza pluriuso non sterile non fosse equivalente a una pinza monouso, anche perché richiedeva operazioni aggiuntive per la sterilizzazione e l’utilizzo in sala operatoria. Ha quindi sospeso l’aggiudicazione e inibito, nelle more del giudizio, la stipula del contratto. La trattazione del merito è stata fissata per l’11 marzo 2026. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico dell’Azienda sanitaria, liquidate in 1.000 euro oltre accessori; sono state compensate nei confronti della controinteressata non costituita.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 3.5, capitolato speciale di gara

    «Caratteristiche tecniche minime essenziali»; «Sistema di sutura composto da sistema di drilling tibiale più pinza monouso e barretta di fissazione tibiale»

    Le caratteristiche tecniche qualificate dalla lex specialis come minime essenziali costituiscono condizioni di partecipazione; l’offerta non conforme deve essere esclusa.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la domanda cautelare incidentale proposta nel giudizio.

  • art. 122 c.p.a.

    Richiamato per la domanda subordinata di declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato.

Massime di principio

  • Le prescrizioni della lex specialis qualificate come caratteristiche tecniche minime essenziali costituiscono condizioni di partecipazione alla gara; l’offerta priva di tali requisiti non può essere considerata conforme e deve essere esclusa.
  • Quando il capitolato richiede in modo chiaro e univoco un dispositivo monouso, non è equivalente un dispositivo pluriuso o suscettibile di essere fornito non sterile, se il suo impiego richiede ulteriori operazioni di sterilizzazione per l’utilizzo in ambito operatorio.
  • Il principio di equivalenza non consente di superare una difformità che incida su una caratteristica tecnica minima essenziale espressamente richiesta dalla lex specialis, soprattutto quando il prodotto offerto comporti modalità d’uso e oneri operativi ulteriori rispetto a quelli del prodotto prescritto.
  • In sede cautelare, la dimostrata difformità dell’offerta dell’aggiudicatario rispetto a una prescrizione tecnica minima essenziale integra il fumus boni iuris necessario per sospendere l’aggiudicazione e impedire temporaneamente la stipula del contratto.

Come è indicizzato

MaterieOfferta e valutazioneAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomateriePrincipio di equivalenza
IstitutiTutela cautelareConcorrenza ed evidenza pubblicaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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