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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30976/2024 del 29/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva rigettato il reclamo avverso il decreto di proroga per due anni del regime detentivo speciale di cui all'art. 41-bis (decreto del Ministro della Giustizia del 25/09/2023). Contestava la sussistenza dei presupposti per la proroga, sostenendo che il Tribunale aveva fondato la decisione su una motivazione apparente e contrastante con le risultanze processuali, non avendo adeguatamente valutato le censure difensive e gli elementi che dimostravano l'assenza di un ruolo consortile attuale ed egemonico del ricorrente nella cosca De Maio-Brandimarte, e rilevando altresì l'effetto attenuante del lungo periodo di carcerazione dal 2015.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesto fondamento infondato. Ha ritenuto che il sindacato in cassazione sia limitato alla violazione di legge ai sensi del comma 2-sexies dell'art. 41-bis e che non sia consentita una rivalutazione sui fatti e sulle prove. Il Collegio ha ritenuto congrua la valutazione effettuata dal Tribunale di Sorveglianza, che aveva analiticamente considerato la persistenza dei collegamenti consortili di Brandimarte con la cosca De Maio-Brandimarte (anche alla luce delle condanne per associazione finalizzata al narcotraffico, delle note informative sulla operatività della cosca, della missiva di un congiunto e degli sviluppi processuali riguardanti il nipote Vincenzo). La Corte ha confermato che il lungo periodo di detenzione non è decisivo per escludere il rischio di mantenimento di collegamenti esterni e ha ritenuto insuscettibili di accoglimento le censure che impongano una rivalutazione probatoria. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    il Tribunale di sorveglianza... decide "in camera di consiglio, nelle forme previste dagli artt. 666 e 678 c.p.p., sulla sussistenza dei presupposti per l'adozione del provvedimento e sulla congruità del contenuto dello stesso rispetto alle esigenze di cui al comma 2"; comma 2-sexies: ricorso per cassazione per violazione di legge

    La Corte interpreta l'art. 41-bis (comma 2-sexies) nel senso che il ricorso in cassazione è limitato alle sole questioni di violazione di legge e di carenza di motivazione nei requisiti minimi (coerenza, completezza, logicità). Non è ammessa la rivalutazione dei fatti o della prova; il controllo concerne l'adeguatezza della motivazione e la verifica che, sulla base degli elementi indicati, sia possibile ritenere la sussistenza della capacità del detenuto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata e la congruità delle misure.

  • artt. 666 e 678 c.p.p.

    Richiamati come le forme procedurali per la decisione in camera di consiglio sul reclamo: indicano le modalità di trattazione del reclamo davanti al Tribunale di Sorveglianza e la formalità del procedimento, senza incidere sul merito della verifica in cassazione.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione avverso decisioni sulla proroga del 41-bis è limitato alla sola violazione di legge e alla mancanza o incongruenza della motivazione: non è possibile chiedere la riconsiderazione dei fatti o delle valutazioni di merito.
  • Per disporre o prorogare il 41-bis il giudice deve indicare elementi fattuali sintomatici di attualità del rischio di collegamenti con la criminalità organizzata (profilo criminale, ruolo nel sodalizio, operatività del gruppo, nuove incriminazioni, indici di persistenza dei contatti).
  • Un lungo periodo di detenzione non esclude di per sé la possibilità di mantenere collegamenti esterni; si valutano indicatori sintomatici (messaggi di congiunti, attività criminose di familiari, informative di polizia, sentenze e procedimenti collegati).
  • La modifica degli assetti organizzativi della consorteria non ha automaticamente efficacia attenuante sul ruolo storicamente svolto dal detenuto e sulla valutazione della sua pericolosità sociale, salvo indici concreti e documentati di dissociazione.
  • La motivazione del provvedimento deve avere requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità: la sua mera apparente razionalità o la mancanza di passaggi logici essenziali può integrare vizio rilevabile in Cassazione.

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