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Sentenza

Sentenza n. 2046/2026 - Napoli, Sezione 9

per l'annullamento: A) della delibera della Giunta regionale della Campania (di seguito solo “DGRC”) 29 dicembre 2023, n. 800, pubblicata sul B.U.R.C. n. 1 del 2 gennaio 2024, con oggetto: “Assegnazione dei volumi massimi di prestazioni e dei correlati limiti di spesa alle strutture sanitarie private accreditate per l'assistenza specialistica ambulatoriale per l'esercizio 2023 e in via provvisoria per l'esercizio 2024”; B) del decreto del Direttore Generale della Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Giunta regionale della Campania (di seguito solo “Decreto Dirigenziale”) 12 febbraio 2024, n. 130, pubblicato sul B.U.R.C. n. 18 del 19 febbraio 2024, con oggetto “DGRC n. 800 del 29.12.2023” recante: “Assegnazione dei volumi massimi di prestazioni e dei correlati limiti di spesa alle strutture sanitarie private accreditate per l'assistenza specialistica ambulatoriale per l'esercizio 2023 e in via provvisoria per l'esercizio 2024. Adempimenti attuativi”; C) della nota della Giunta regionale della Campania prot. PG/2024/0100008 del 26 febbraio 2024 recante “Oggetto: Decreto Dirigenziale n. 130 del 12.02.2024. Indirizzi”; D) di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, laddove lesivi dei diritti e interessi della società ricorrente;

Giustizia amministrativa202401576

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla parte ricorrente all'udienza pubblica. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti impugnati né sono stati scrutinati i motivi di ricorso. Le spese di giudizio sono state compensate, in conformità alla posizione espressa dalla Regione e alla mancata opposizione dell'ASL.

TAR Campania - Napoli, Sez. IXSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera regionale, decreto dirigenziale e nota attuativa relativi all'assegnazione dei volumi massimi di prestazioni e dei correlati limiti di spesa alle strutture sanitarie private accreditate per gli esercizi 2023 e 2024

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La struttura sanitaria privata accreditata ha proposto ricorso per l'annullamento della delibera della Giunta regionale della Campania n. 800 del 29 dicembre 2023, del decreto dirigenziale n. 130 del 12 febbraio 2024, della nota regionale del 26 febbraio 2024 e degli ulteriori atti presupposti, connessi e consequenziali. Gli atti concernevano l'assegnazione dei volumi massimi di prestazioni e dei limiti di spesa per l'assistenza specialistica ambulatoriale privata accreditata. All'udienza pubblica la parte ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso, chiedendo la compensazione delle spese. La Regione ha aderito alla richiesta e l'ASL non vi si è opposta.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice in relazione alla definizione del giudizio e alla regolazione delle spese.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso comporta la declaratoria di improcedibilità, senza esame dei motivi di legittimità dedotti contro gli atti impugnati.
  • La regolazione delle spese può essere disposta mediante compensazione quando le parti concordano sulla compensazione o non vi si oppongono.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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