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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13979/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Tribunale di Benevento ha sollevato questioni preliminari di competenza territoriale nel procedimento relativo a più imputati (associazione a delinquere e reati connessi). Le questioni puntavano sulla tempestività dell'eccezione di incompetenza (se mera integrazione di eccezione già proposta o questione nuova), sugli atti utilizzabili per valutare la competenza (ad es. atti di indagine nel fascicolo del PM), sul criterio di radicamento della competenza per il reato di associazione a delinquere (luogo di inizio della consumazione vs luogo di maggiore manifestazione dell'attività criminosa) e sull'effetto della decisione sulla competenza (se comporterebbe lo spostamento dell'intero processo anche per reati connessi, con profili di violazione del principio del giudice naturale). Il Tribunale ha rimesso gli atti alla Corte con richiesta di pronuncia pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il rinvio pregiudiziale. Ha ritenuto che l'istituto di cui all'art. 24-bis c.p.p. sia applicabile solo in presenza di una concreta e astrattamente configurabile situazione di conflitto di competenza tra due o più giudici ovvero quando il giudice investito, pur ritenendosi competente, non possa risolvere la questione con i normali strumenti e abbia motivato compiutamente tale impossibilità. Il Tribunale di Benevento ha invece rimesso gli atti in via esplorativa, senza assumere una posizione motivata sulle alternative procedurali e utilizzando impropriamente lo strumento per questioni accessorie. Per tali ragioni il rinvio è stato dichiarato inammissibile e gli atti sono stati restituiti al Tribunale di Benevento.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    L'istituto è un meccanismo preventivo di rimessione alla Corte di legittimità della questione di competenza territoriale; è utilizzabile dal giudice procedente solo se sussiste una situazione astrattamente configurabile di conflitto o se il giudice, ritenendosi competente, dimostra l'impossibilità di risolvere la questione con gli ordinari rimedi e compie un'analisi funditus degli elementi concreti rilevanti. Non è uno strumento esplorativo né una delega generalizzata al giudice di legittimità.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    I canoni interpretativi sviluppati dalla giurisprudenza per l'applicazione dell'art. 30 sono richiamati per definire i limiti e le condizioni del rinvio pregiudiziale; servono a evitare che eccezioni di incompetenza tempestive vengano ignorate e diventino vizi occultati del processo.

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Riferimento alla norma che disciplina le richieste delle parti al giudice; la Corte distingue tra una richiesta generica ai sensi dell'art. 121 e una effettiva eccezione di incompetenza che il giudice deve decidere motivatamente.

  • Giurisprudenza recente (es. Cass. Sez. 1, n. 20612 del 12/04/2023 e altre pronunce citate)

    La Corte richiama orientamenti della Cassazione che hanno delimitato l'uso dell'art. 24-bis: il giudice che rimette deve motivare compiutamente, effettuare una delibazione di non manifesta infondatezza e non trasferire al giudice di legittimità ricostruzioni fattuali che esulano dalla sua cognizione.

Massime di principio

  • Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è ammissibile solo se esiste una concreta possibilità di conflitto di competenza tra giudici o se il giudice procedente, motivando compiutamente, non può risolvere la questione con gli ordinari mezzi e la questione non è manifestamente infondata.
  • Il giudice che ritiene di essere competente deve procedere; se ritiene di essere incompetente, deve trasmettere gli atti al giudice che ritenuto competente; il rinvio alla Corte non può essere usato come stratagemma esplorativo o come sostituto della decisione motivata del giudice di merito.
  • La parte che solleva eccezione di competenza deve farlo tempestivamente; eccezioni tardive o che non introducono elementi nuovi possono essere considerate mera integrazione e valutate alla stregua di ordinarie eccezioni procedurali.
  • La rimessione non deve essere impiegata per risolvere questioni accessorie o complesse di fatto che richiedono acquisizione probatoria: la Corte di legittimità non è deputata a ricostruire fatti processuali che esulano dalla sua cognizione.
  • Quando è in gioco la competenza territoriale per reati associativi, il criterio da adottare (luogo di inizio della consumazione vs luogo di massima manifestazione dell'attività criminosa) deve essere valutato dal giudice di merito con analisi fattuale motivata prima di ipotizzare il rinvio pregiudiziale.
  • Se il rinvio viene dichiarato inammissibile, gli atti devono tornare al giudice che ha originariamente sollevato la questione perché decida con le ordinarie modalità e motivazioni.

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