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Sentenza

Sentenza n. 14521/2026 - Roma, Sezione 4

per l'accertamento della illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Roma sull'istanza del sig. -OMISSIS- di accesso alle misure di accoglienza per richiedenti asilo.

Giustizia amministrativa202608007

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IVSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dalla Prefettura di Roma sull'istanza di accesso alle misure di accoglienza per richiedenti asilo

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha agito per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Roma sulla richiesta di accesso alle misure di accoglienza per richiedenti asilo. Il ricorso, inizialmente portato in camera di consiglio anche ai fini della delibazione di una domanda cautelare, è stato definito con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., dopo che le parti sono state informate della possibilità di immediata definizione nel merito. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha comunicato di avere accolto l'interessato presso il Centro di Accoglienza Straordinario Mondo Migliore di Roma, dando atto della cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché l'amministrazione ha adottato, nelle more del giudizio, il provvedimento richiesto, con piena soddisfazione dell'interesse del ricorrente. Le spese di lite sono state compensate, considerata la peculiarità della materia e l'adozione del provvedimento favorevole prima della definizione del giudizio. Il ricorrente è stato ammesso in via definitiva al gratuito patrocinio. Il compenso del difensore è stato liquidato in euro 991,90, oltre al rimborso forfettario del 15% e agli altri oneri di legge, applicando le riduzioni indicate in sentenza.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    in sede di decisione della domanda cautelare, purché siano trascorsi almeno venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso, il collegio, accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, sentite sul punto le parti costituite, può definire, in camera di consiglio, il giudizio con sentenza in forma semplificata

    Consente al collegio di definire immediatamente il giudizio nel merito, in camera di consiglio e con sentenza semplificata, quando siano trascorsi almeno venti giorni dall'ultima notificazione, il contraddittorio e l'istruttoria siano completi e le parti siano state sentite.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, quando soddisfa integralmente l'interesse del ricorrente, comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 130 d.P.R. 115/2002

    In materia di gratuito patrocinio, gli importi determinati secondo i parametri forensi sono dimezzati.

  • art. 5, comma 6, d.m. 55/2014

    È stato utilizzato per individuare lo scaglione di riferimento relativo al valore indeterminabile della controversia.

  • art. 4, commi 1 e 4, d.m. 55/2014

    È stato applicato per la riduzione del compenso, rispettivamente in relazione alla natura e alle caratteristiche della causa e all'assenza di particolari questioni di fatto o di diritto.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto e tale provvedimento soddisfa integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Il giudizio può essere definito con sentenza semplificata in camera di consiglio, ai sensi dell'art. 60 c.p.a., se sono trascorsi almeno venti giorni dall'ultima notificazione del ricorso, il contraddittorio e l'istruttoria sono completi e le parti sono state previamente sentite sulla definizione immediata.

Come è indicizzato

MaterieAccoglienza e centriTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti specialiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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