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Sentenza

Sentenza del 15/05/2023 n. 13300 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

impugnazione di tre avvisi di accertamento ICI (anni 2009-2011) che avevano qualificato i terreni della società come edificabili e quindi tassati sul valore venale anziché riconoscere l'agevolazione per terreni agricoli applicando il valore catastale. La contribuente deduceva, tra l'altro, che il Comune aveva già riconosciuto con nota del 23/02/2008 la natura agricola per annualità precedenti, e censurava la decisione della CTR che aveva escluso i requisiti soggettivi per fruire dell'agevolazione (in particolare la qualifica di imprenditore agricolo professionale della società/degli amministratori) e aveva valorizzato i terreni sulla base di un presunto progetto edificatorio documentato da un contratto preliminare

La decisione

la Corte di Cassazione ha accolto il quinto motivo di ricorso della contribuente, ritenendo che le agevolazioni ICI previste dal D.Lgs. n. 504/1992, art. 9 si applicano anche alle società di capitali purché ricorrano i requisiti dell'IAP previsti dal D.Lgs. n. 99/2004 (oggetto sociale esclusivamente agricolo e almeno un amministratore con i requisiti di IAP). La Corte ha censurato la CTR per non aver verificato lo statuto della società e la qualifica degli amministratori; per ciò la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata ad altra sezione della CTR del Lazio per nuovo esame su tali accertamenti e per le spese. Sono stati invece rigettati i primi quattro motivi del ricorso e il ricorso incidentale del Comune; la Corte ha altresì rilevato l'obbligo di versamento, da parte del ricorrente incidentale, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato quando dovuto

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992 (ICI), art. 2 e art. 9

    norma madre delle agevolazioni ICI per i terreni agricoli; le agevolazioni previste devono essere applicate compatibilmente con i requisiti soggettivi ed oggettivi posti dalla normativa successiva

  • D.Lgs. n. 99 del 2004, art. 1

    è imprenditore agricolo professionale (IAP) colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell'art. 5 del Regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, dedichi alle attività agricole di cui all'art. 2135 c.c., direttamente o in qualità di socio di società, almeno il cinquanta per cento del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro. Anche le società di capitali possono essere considerate IAP a condizione che lo statuto preveda quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole e che almeno un amministratore sia in possesso della qualifica di IAP.

    estende la possibilità di qualificare come agricola la società (anche di capitali) solo se lo statuto ha oggetto esclusivo agricolo e almeno un amministratore possiede i requisiti IAP; onere della prova grava sul contribuente

  • Regolamento comunale ICI, art. 15

    disciplinazione comunale dell'agevolazione per aree edificabili utilizzate come terreni agricoli; il riconoscimento comunale precedente non è necessariamente vincolante per accertamenti successivi se vengono a mancare i requisiti

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57 e art. 36

    disciplina del divieto di nuove eccezioni in appello (art. 57) e delle regole processuali per il giudizio tributario; la Corte precisa che il divieto non impedisce al giudice di secondo grado di riesaminare fatti e argomentazioni rilevanti per la domanda impugnata

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

    norma richiamata in tema di contributo unificato; la Corte dà atto delle condizioni che impongono versamento di un ulteriore importo in capo al ricorrente incidentale quando ricorrono i presupposti

  • Codice Civile, art. 2697

    principio dell'onere della prova: chi afferma fatti rilevanti per ottenere un beneficio tributario deve provarli; la Corte conferma che l'onere probatorio grava sul contribuente che invoca l'agevolazione

  • Codice di Procedura Civile, artt. 112, 115, 132, 324, 329, 360

    richiamate per i limiti del sindacato in cassazione, per i vizi di omessa pronuncia e motivazione, e per i rimedi di cassazione; la Corte applica i criteri di sinteticità motivazionale e controllo degli errori di diritto e di istruzione del giudizio

  • L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17

    richiamata in relazione all'aggiunta del comma relativo al contributo unificato nel DPR 115/2002; la Corte ne prende atto per il rilievo procedurale sul versamento

  • Altre norme processuali e tributarie richiamate (es. L. n. 212/2000 art.10; D.Lgs. n. 472/1997 art.12)

    richiami formali nella censura della contribuente in tema di sanzioni e affidamento, ma non decisivi ai fini della cassazione che ha rinviato la causa per accertamenti di fatto e di qualifica IAP

Massime di principio

  • Il riconoscimento comunale della natura agricola per annualità precedenti non impedisce al Comune di procedere a successivi accertamenti e ad annullare l'agevolazione per gli anni successivi se vengono a mancare i requisiti: il riconoscimento non assume valore di vincolo assoluto salvo che non costituisca una statuizione minima decisoria idonea a formare giudicato.
  • Le agevolazioni ICI per terreni agricoli possono essere riconosciute anche a società di capitali, ma solo se lo statuto prevede oggetto sociale esclusivo agricolo e almeno un amministratore possiede la qualifica di IAP ai sensi del D.Lgs. 99/2004; l'onere di provare tali requisiti grava sul contribuente.
  • In appello il giudice può riesaminare fatti, prove e argomentazioni relativi alla decisione di primo grado: non tutte le deduzioni nuove sono disciplinate come 'nuove eccezioni' precluse; si distingue tra eccezioni nuove e ulteriori argomentazioni a fondamento della domanda o della difesa.
  • Per valutare la natura edificabile e il valore venale di un terreno non è sufficiente richiamare un contratto preliminare non seguito da atti realizzativi: occorrono elementi concreti (permessi, progetti esecutivi, autorizzazioni) che dimostrino l'effettiva possibilità di sviluppo immobiliare.
  • Vincoli ambientali o di inedificabilità influiscono sulla determinazione del valore venale ma devono essere specificamente valutati e provati: la mera esistenza di vincoli non automaticament e riduce il valore senza una valutazione tecnica e documentale.
  • Se il giudice di merito omette verifiche rilevanti (es. statuto societario, qualifica degli amministratori), la decisione può essere cassata e la causa rinviata per un nuovo esame: il controllo in Cassazione è soprattutto sul corretto inquadramento giuridico e sulla completezza dell'accertamento.
  • L'onere probatorio sul contribuente che invoca agevolazioni tributarie è stringente: occorre documentare in modo chiaro e specifico il possesso dei requisiti soggettivi (statuto, titoli degli amministratori, tempi e redditi di lavoro agricolo) e le condizioni oggettive che giustificano l'applicazione del beneficio.
  • Le contestazioni del soggetto impositore successive al riconoscimento amministrativo precedente sono ammissibili se fondate su verifica e valutazione della perdita dei presupposti: la pubblica amministrazione non è vincolata indefinitamente da riconoscimenti antecedenti se emerge l'assenza continuativa dei requisiti.

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