Cassazione Penale, Sentenza n. 27003/2025 del 23/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
D'Amico era stata condannata in appello per omicidio colposo (art. 589 c.p.) per un incidente mortale ritenuto causato da cavalli di sua proprietà. La Corte d'appello capovolse l'assoluzione di primo grado valorizzando la mera rilettura delle dichiarazioni testimoniali rese in istruttoria senza procedere all'escussione diretta dei testimoni. La Corte EDU ha accertato la violazione dell'art. 6 CEDU perché la decisione di condanna si fondò su valutazioni di fatto che richiedevano la valutazione diretta della credibilità dei testimoni. Sulla base della sentenza europea divenuta definitiva, la ricorrente ha chiesto la revoca delle sentenze interne e la rimozione degli effetti pregiudizievoli mediante la procedura prevista dall'art. 628-bis c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta ex art. 628-bis ritenendo che la violazione dell'art. 6 CEDU fosse di "natura e gravità" tale da avere un'incidenza effettiva sulla condanna. Ha quindi revocato la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila n. 190/2015 e la successiva sentenza di legittimità n. 18201/2016 e ha disposto la riapertura del processo in grado d'appello, disponendo la nuova celebrazione davanti alla Corte d'appello di Perugia, affinché si conformi ai principi affermati dalla Corte EDU (in particolare valutazione diretta dei testimoni e rinnovazione dell'istruttoria se necessaria).
Norme richiamate
art. 628-bis c.p.p.
Strumento straordinario introdotto per conformare l'ordinamento interno alle decisioni della Corte EDU: consente al condannato vittorioso a Strasburgo di chiedere la revoca della sentenza, la riapertura del processo o l'eliminazione degli effetti pregiudizievoli quando la violazione abbia per "natura e gravità" un'"incidenza effettiva" sulla decisione interna. La Cassazione ha applicato la norma disponendo la revoca delle sentenze e la riapertura del processo in appello.
art. 589 c.p.
Norma penale che punisce l'omicidio colposo; è il reato originariamente contestato alla ricorrente. La valutazione della responsabilità penale è stata ritenuta dubbia alla luce della violazione procedurale accertata dalla Corte EDU.
art. 6 CEDU (diritto a un giusto processo)
La Corte EDU ha ritenuto violato il diritto a un giusto processo perché la Corte d'appello ha deciso su questioni di fatto determinanti senza escutere i testimoni di persona, limitandosi a rileggere le deposizioni; la Cassazione ha dato esecuzione a tale principio ritenendo la violazione incidente sull'esito.
Sentenza Corte Costituzionale n. 113/2011
Richiamata per il contesto: la Consulta aveva già rilevato profili di illegittimità nella regolamentazione dei rimedi interni per adeguare l'ordinamento alle decisioni della Corte EDU, indicando la necessità di strumenti adeguati; contestualizza l'intervento legislativo successivo.
Sentenza Corte Costituzionale n. 210/2013
Richiama l'orientamento della Consulta su come, in certi casi, il rimedio debba essere individuato tramite il procedimento di esecuzione piuttosto che la revisione; utilizzata nel quadro interpretativo che ha portato all'introduzione dell'art. 628-bis.
Legge delega n. 134/2021 e d.lgs. 150/2022 (riforma Cartabia)
Sono il fondamento legislativo dell'introduzione dell'art. 628-bis; la Corte ne tiene conto per motivare la compatibilità e la portata del nuovo rimedio straordinario.
Rec (2000)2 del Comitato dei Ministri
Riferimento internazionale usato per spiegare il concetto di rimedio interno appropriato nei casi di violazioni convenzionali gravi che generano seri dubbi sull'esito del procedimento; usato per definire il parametro dell'"incidenza effettiva".
Massime di principio
- Una sentenza della Corte EDU che accerti violazioni procedurali rilevanti (es. mancata escussione diretta di testimoni centrali) può giustificare la riapertura del processo interno se la violazione ha avuto un'incidenza effettiva sull'esito.
- Il rimedio previsto dall'art. 628-bis c.p.p. è uno strumento straordinario finalizzato a conformare l'ordinamento italiano alle sentenze della Corte EDU: può portare alla revoca delle sentenze irrevocabili e alla riapertura del giudizio quando non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto, o altrimenti alla trasmissione degli atti al giudice competente per ulteriori verifiche.
- Il concetto di "incidenza effettiva" non richiede la prova che, senza la violazione, l'esito sarebbe stato necessariamente opposto, ma che la violazione abbia avuto un peso concreto tale da far sorgere seri dubbi sull'esito o da poter ragionevolmente condurre a un esito più favorevole per l'imputato.
- Quando la violazione concerne la valutazione della credibilità dei testimoni, i giudici di merito chiamati a rivedere la vicenda devono, di regola, procedere all'escussione diretta dei testimoni o motivare adeguatamente l'impossibilità di farlo; la semplice lettura di verbali può risultare insufficiente alla luce dei principi CEDU.
- La procedura ex art. 628-bis richiede il rispetto di condizioni formali (presentazione entro 90 giorni dalla definitività della decisione della Corte EDU, tramite interessato o procuratore speciale) e si articola in una fase di ammissibilità e verifica dell'incidenza e in una fase decisoria sui provvedimenti da adottare.
- La Corte di Cassazione può, ove ritenuto opportuno, revocare direttamente le sentenze impugnate e disporre la rinnovazione del giudizio nel grado in cui si è verificata la violazione, senza che sia sempre necessario il rinvio ad altro giudice per l'eliminazione degli effetti pregiudizievoli.
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