Cassazione Penale, Sentenza n. 30295/2022 del 01/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del GIP che aveva rigettato l'opposizione proposta dal terzo interessato alla restituzione di una somma in dollari statunitensi sequestrata nella cassaforte del fratello Ciro Gargiulo (indagato per il reato di cui all'art. 4 d.lgs. 74/2000). Il ricorrente, tramite difensore, sosteneva di essere il titolare del denaro, dimenticato in Italia dal fratello stabilmente dimorante negli USA, e denunciava vizio di motivazione e illogicità del provvedimento per presunta mancata valutazione degli elementi probatori.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto da un difensore privo della procura speciale richiesta per stare in giudizio quale rappresentante del terzo interessato ai sensi dell'art. 100 c.p.p. Ha richiamato giurisprudenza consolidata sul punto. In conseguenza della declaratoria di inammissibilità ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma equitativamente fissata in Euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; non sono emersi elementi per ritenere la causa di inammissibilità dovuta a colpa grave della parte.
Norme richiamate
art. 263, comma 5, cod. proc. pen.
Norma richiamata per descrivere l'opposizione proposta dal terzo interessato avverso il decreto di rigetto della restituzione; disciplina le opposizioni in materia di sequestro/provvedimenti cautelari
art. 100 cod. proc. pen.
Interpretata come norma che richiede la procura speciale per il difensore che assiste il terzo interessato nella domanda di restituzione di beni in sequestro: la carenza di tale procura rende inammissibile il ricorso
art. 616 cod. proc. pen.
Predisposto come base per l'obbligo di pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso
art. 4 d.lgs. 74/2000
Norma penale relativa al reato per il quale era indagato il fratello (contestazione che ha giustificato il sequestro probatorio)
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176
Richiamata in relazione alle richieste scritte trasmesse dal Pubblico Ministero nel procedimento di cassazione; disciplina procedure transitorie/peculiari per il rapporto con il P.M. in Cassazione
Massime di principio
- Per il terzo interessato che chiede la restituzione di beni sequestrati è indispensabile che il difensore abbia procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p.; l'assenza di tale procura può comportare l'inammissibilità del ricorso, anche se la questione di merito appare fondata.
- Gli errori o le carenze di natura formale e di rappresentanza processuale (procura mancante, difensore non legittimato) sono spesso decisivi e possono impedire l'esame del merito; prima di proporre ricorsi è necessario verificare e allegare tutte le procure e formalità richieste.
- La Corte di Cassazione applica sanzioni economiche previste dal codice (es. art. 616 c.p.p. e versamento alla Cassa delle Ammende) in caso di inammissibilità, salvo elementi che dimostrino assenza di colpa grave; pertanto è opportuno valutare il rischio di tali esborsi prima di impugnare.
- Nel contestare un provvedimento di sequestro è utile documentare in primo grado il titolo di proprietà e gli elementi che giustificano la restituzione; ma anche a fronte di prove documentali, la correttezza formale dell'impugnazione rimane condizione di ammissibilità.
- La presenza di precedenti giurisprudenziali consolidati sulla necessità della procura speciale impone prudenza difensiva: indicare sempre nel ricorso e allegare la procura specifica per evitare inammissibilità inevitabili.
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