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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42856/2024 del 22/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado: il ricorrente contestava la sua condanna per riciclaggio e ricettazione (capo 1 e 2) e denunciava vizi di motivazione e violazione di legge su più punti. In particolare: mancata prova che gli strumenti trovati fossero idonei all'alterazione dei telai; la disponibilità dei veicoli sarebbe stata solo temporanea per riparazioni (quindi assenza di materiale possesso), richiesta di derubricazione da riciclaggio a tentata ricettazione o ad altri reati minori (contravvenzioni artt. 709 e 712 c.p. o falso), critica sul calcolo e motivazione degli aumenti per continuazione e domanda di riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto le censure in gran parte generiche o riconducibili a ricostruzioni alternative non consentite in sede di legittimità. Sul merito: ha confermato che, alla luce delle dichiarazioni degli agenti e del complesso probatorio (disponibilità esclusiva del piazzale, presenza di levigatrici e strumenti, ciclomotori con telai abrasi riscontrati in più occasioni, e il ruolo professionale del ricorrente), sussisteva la responsabilità per riciclaggio; ha inoltre confermato la ricettazione per documenti e targhe contraffatti e per un veicolo specifico, osservando che la consapevolezza della provenienza illecita può essere desunta da indizi idonei. Ha ritenuto infondate le richieste di derubricazione e le censure sul calcolo della continuazione (aumento minimo ritenuto vicino al minimo edittale, perciò non richiedente articolata motivazione) e ha negato le attenuanti generiche ritenendo prevalenti gli elementi che indicavano un'attività organizzata.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p. (ricettazione)

    La consapevolezza della provenienza illecita del bene può essere desunta da indizi e prove indirette, tali da generare la certezza della provenienza illecita per una persona di media diligenza; non è necessaria la conoscenza completa delle circostanze del reato presupposto

  • art. 81 c.p. (continuazione)

    Il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e motivare gli aumenti per le fattispecie satelliti; tuttavia, quando l'aumento è in misura molto contenuta e prossima al minimo edittale, l'onere motivazionale è attenuato

  • art. 62-bis c.p. (circostanze attenuanti generiche)

    La sola condizione di incensurato o l'assenza di collegamenti con la criminalità organizzata non bastano automaticamente a giustificare le attenuanti generiche; il giudice valuta il complesso dell'attività e le modalità della condotta

  • artt. 709 e 712 c.p. (contravvenzioni richiamate dal ricorrente)

    La Corte ha ritenuto implausibile la derubricazione a contravvenzioni in assenza di prove concrete che inducano a ritenere che il fatto costituisca reato meno grave; le mere asserzioni difensive non sono sufficienti

  • Giurisprudenza: Sez. U, Sentenza n. 47127 del 24/06/2021

    Richiamata in tema di reato continuato e onere motivazionale: precisa che il grado di dettaglio motivazionale richiesto sui singoli aumenti dipende dalla loro entità, con minori esigenze quando gli aumenti sono prossimi al minimo

Massime di principio

  • Per la configurabilità della ricettazione/riciclaggio non è necessario disporre della prova della partecipazione materiale all'alterazione del bene: la consapevolezza della provenienza illecita può essere desunta da un insieme concordante di elementi (possesso esclusivo/continuativo, strumenti in officina, più ritrovamenti con alterazioni).
  • La mera affermazione che i veicoli fossero temporaneamente affidati per riparazioni non esclude automaticamente la responsabilità: occorre valutare la concreta disponibilità, la ripetizione del fenomeno e le modalità (piazzale esclusivo, quantitativi, comportamenti del titolare).
  • Le richieste di derubricazione a reati minori (tentata ricettazione, contravvenzioni, falso) richiedono elementi probatori specifici; la Corte non è tenuta a preferire una ricostruzione difensiva alternativa priva di riscontri oggettivi.
  • In tema di continuazione (art. 81 c.p.) il giudice deve motivare l'aumento di pena, ma se l'aumento è contenuto e prossimo al minimo l'onere motivazionale è attenuato e la formula sommaria può essere sufficiente.
  • Le attenuanti generiche non si riconoscono automaticamente per lo status di incensurato: il giudice deve confrontarsi puntualmente con le modalità della condotta e l'eventuale organizzazione dell'attività illecita.

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