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Sentenza

Sentenza del 13/04/2016 n. 7240 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'imposta di registro applicabile a una sentenza del Tribunale di Perugia che aveva dichiarato il Consorzio Agrario Provinciale di Perugia creditore della Federconsorzi per L. 37.321.287.096 e aveva condannato le parti chiamate in causa al pagamento. L'Agenzia delle Entrate aveva liquidato l'imposta in misura proporzionale, qualificando il provvedimento come sentenza di condanna. La CTR, invece, aveva ritenuto applicabile l'aliquota prevista per le sentenze di accertamento, considerando che il credito non fosse concretamente eseguibile per effetto del concordato preventivo e della falcidia concordataria. L'Agenzia ha contestato tale interpretazione, sostenendo che la natura fiscale della sentenza dovesse essere determinata esclusivamente dal suo contenuto e dagli effetti intrinseci, senza considerare vicende esterne relative alla successiva esecuzione del credito. Federconsorzi ha chiesto, in via incidentale, l'applicazione dell'imposta fissa.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che la CTR non si fosse conformata al principio di diritto già enunciato dalla precedente sentenza di cassazione con rinvio n. 4601/2009. La CTR aveva infatti qualificato la pronuncia come sentenza di accertamento sulla base dell'impossibilità di procedere all'esecuzione forzata e della falcidia concordataria, elementi estranei al contenuto intrinseco della sentenza. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale di Perugia, affinché riesamini la qualificazione tributaria del provvedimento attenendosi al principio secondo cui rilevano esclusivamente contenuto ed effetti propri della sentenza. Il secondo motivo dell'Agenzia e il ricorso incidentale di Federconsorzi sono stati dichiarati assorbiti. Le spese sono state rimesse al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 8, comma 1, lett. b), della prima parte della tariffa

    Provvedimenti dell'autorità giudiziaria recanti condanna al pagamento di somme o valori

    Le sentenze che contengono una condanna al pagamento di somme sono soggette a imposta di registro proporzionale in ragione del loro contenuto intrinseco, indipendentemente dal fatto che il credito possa essere riscosso integralmente o soltanto parzialmente.

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 8, comma 1, lett. c), della prima parte della tariffa

    Sentenze di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale

    La disposizione è applicabile alle pronunce meramente dichiarative o di accertamento, ma non può essere utilizzata quando la sentenza, per il proprio contenuto, dispone una condanna al pagamento.

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 8, comma 1, lett. d), della prima parte della tariffa

    Atti e provvedimenti non recanti trasferimento, condanna o accertamento di diritti a contenuto patrimoniale

    L'applicazione dell'imposta fissa presuppone che il provvedimento non abbia natura di condanna al pagamento né di accertamento patrimoniale, circostanza che deve essere verificata in base al contenuto della sentenza.

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 20

    Interpretazione degli atti in base alla loro intrinseca natura e agli effetti giuridici

    Ai fini dell'imposta di registro l'atto deve essere qualificato sulla base della sua natura e dei suoi effetti giuridici propri, senza valorizzare elementi estranei all'atto o vicende successive.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    Il giudice di rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione

    Il giudice al quale la causa è rinviata non può discostarsi dal principio di diritto stabilito dalla Cassazione e deve riesaminare la controversia rispettando i limiti interpretativi fissati nella sentenza di annullamento.

  • Codice di procedura civile, art. 360, n. 3, n. 4 e n. 5

    Motivi di ricorso per cassazione relativi a violazione di legge, nullità della sentenza o del procedimento e vizio di motivazione

    Le parti hanno utilizzato tali motivi per contestare, rispettivamente, la violazione delle norme sull'imposta di registro, la mancata osservanza del principio di diritto nel giudizio di rinvio e l'insufficiente motivazione sulla richiesta di applicazione dell'imposta fissa.

Massime di principio

  • Per determinare l'imposta di registro su una sentenza occorre guardare principalmente al dispositivo e al contenuto intrinseco della pronuncia: se il giudice ordina il pagamento di una somma, la sentenza ha natura di condanna anche se il credito sarà poi difficilmente o parzialmente eseguibile.
  • Le vicende successive o esterne alla sentenza, come concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, falcidia concordataria o concreta incapienza del debitore, non modificano di regola la natura tributaria originaria del provvedimento.
  • La distinzione tra sentenza di condanna, sentenza di accertamento e provvedimento soggetto a imposta fissa deve essere effettuata in base agli effetti giuridici propri dell'atto, non in base al risultato economico effettivamente conseguito dal creditore.
  • Nel giudizio di rinvio il giudice deve attenersi rigorosamente al principio di diritto formulato dalla Cassazione; non può riproporre la medesima interpretazione già censurata utilizzando argomenti o elementi esterni alla pronuncia.
  • Quando una sentenza contiene sia un accertamento del diritto sia un ordine di pagamento, la presenza della condanna patrimoniale può determinarne la tassazione come sentenza di condanna, secondo la specifica disciplina applicabile.

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