Cassazione Penale, Sentenza n. 35701/2022 del 22/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per i capi 1), 14), 18) e 19). I motivi di ricorso e i motivi aggiunti deducono vizi di motivazione e carenza di gravità indiziaria rispetto al ruolo attribuito all'indagato (promotore/organizzatore e socio occulto), contestano l'individuazione del contributo materiale e soggettivo dell'Aloisio nei reati tributari, la qualificazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis comma 1 (agevolazione della 'ndrangheta) per mancanza di prova della consapevolezza e dell'utilizzo di risorse a favore della cosca, e contestano l'attualità delle esigenze cautelari e l'idoneità della misura (custodia in carcere). I motivi aggiunti sottolineano inoltre la detenzione precedente (2015-2017) e la presunta posizione formale del ricorrente come dipendente di una sola società come elementi che escluderebbero il contributo all'associazione e ai reati contestati.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia fornito motivazione logica, articolata e sufficiente circa l'esistenza dell'associazione dedita a reati tributari e circa il ruolo apicale e il contributo individuale del ricorrente, valorizzando intercettazioni, conversazioni ambientali e telefoniche, riscontri documentali e attività di osservazione. La Corte ha altresì ritenuto fondata la qualificazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis comma 1 in relazione ai legami con la cosca ARENA-NICOSCIA e all'uso delle attività imprenditoriali per agevolare detenuti e famiglie della cosca, e ha confermato la sussistenza e l'attualità delle esigenze cautelari (pericolosità, recidiva/inaffidabilità delle misure alternative, reiterazione dell'attività illecita). Conseguentemente è stata confermata l'adeguatezza della custodia cautelare in carcere. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
Riferimento alla fattispecie di associazione criminale: la Corte ha ritenuto provata, nella fase cautelare, l'esistenza di un'associazione stabile finalizzata a reati tributari e ad altri illeciti
art. 416-bis cod. pen. comma 1
Aggravante per l'agevolazione di associazioni mafiose: la Corte ha condiviso la qualificazione in quanto l'attività imprenditoriale del gruppo avrebbe favorito la cosca ARENA-NICOSCIA (mantenimento dei detenuti, false documentazioni, alibi)
art. 3 L. 146/2006
Richiamata nel capo relativo all'associazione con legami con la 'ndrangheta; la normativa sulla criminalità organizzata è stata impiegata per contestualizzare i rapporti con gruppi mafiosi
artt. 110, 81 cpv., 61 n.2 cod. pen.
Richiami relativi alla concorso di persone nel reato, alla continuazione e alle circostanze aggravanti: utilizzati per inquadrare la responsabilità e la penetrazione organizzativa
d.lvo n. 74/2000 (art. 2 e art. 10-quater)
Norme penali tributarie (induzione di elementi passivi fittizi, omesso versamento, utilizzo di crediti inesistenti): la Corte ha ritenuto la gravità indiziaria rispetto ai reati fiscali contestati
art. 640-bis cod. pen.
Autoriciclaggio/riciclaggio collegati a reati tributari: richiamato in relazione alle condotte economiche e alla gestione dei proventi illeciti
art. 105 comma 2 D.lvo 50/2016
Richiamato in relazione alle regole sul subappalto negli appalti pubblici: la Corte ha ritenuto che il sistema descritto eludeva tali vincoli
art. 51 comma 3 cod. proc. pen.
Presunzione relativa sull'esistenza di esigenze cautelari per taluni reati: la Corte ha richiamato la necessità di adeguata motivazione per mantenere la misura
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che prevede la condanna alle spese processuali: applicata per l'inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- Le intercettazioni e le conversazioni, anche se non coinvolgono direttamente e in prima persona l'imputato, possono essere valorizzate per inferire il suo ruolo nell'organizzazione se inserite in un quadro indiziario coerente e accompagnate da riscontri
- Per contestare efficacemente misure cautelari in Cassazione è necessario un confronto puntuale e motivato con le argomentazioni del giudice di merito; mere riformulazioni o letture alternative dei fatti sono inammissibili
- L'aggravante per agevolazione di associazioni mafiose (art. 416-bis comma 1) ha natura soggettiva ma può essere desunta dalla consapevolezza e dal comportamento concretamente finalizzato ad agevolare la cosca (es. false assunzioni, alibi, sostegno ai detenuti)
- La carenza di motivazione specifica circa il contributo personale dell'indagato alla organizzazione può essere superata se il giudice di merito mostra come il contributo emerga da un insieme coerente di indizi (conversazioni, osservazioni, documentazione e comportamenti ripetuti)
- Per la sussistenza e l'attualità delle esigenze cautelari la valutazione del giudice può fondarsi su precedenti penali, la persistenza dell'attività illecita nonostante controlli e violazioni delle prescrizioni precedenti; questi elementi giustificano la custodia quando le misure alternative risultano inadeguate
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