Ordinanza n. 258/2026 - Bari, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive e ripristino dello stato dei luoghi, nonché successivo accertamento di inottemperanza con sanzione amministrativa pecuniaria di 20.000 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale di demolizione adottata ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 e, con motivi aggiunti, l’atto di accertamento dell’inottemperanza all’ordine demolitorio, corredato dalla relazione della Polizia Locale e dall’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001. La questione cautelare si fonda sul fatto che, rispetto alle opere contestate, i ricorrenti avevano presentato il 25 ottobre 2024 una domanda di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, rimasta priva di qualsiasi riscontro da parte del Comune. Nonostante l’assenza di decisione sulla domanda di sanatoria, l’Amministrazione ha dapprima adottato l’ordinanza di demolizione e successivamente l’accertamento di inottemperanza.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia sia dell’ordinanza di demolizione sia del successivo accertamento di inottemperanza con sanzione pecuniaria. In sede di delibazione sommaria, il Collegio ha ritenuto favorevolmente apprezzabili le ragioni dei ricorrenti, valorizzando il mancato riscontro dell’Amministrazione alla domanda di permesso di costruire in sanatoria presentata prima dell’adozione degli atti repressivi. Il TAR ha riservato alla fase di merito ogni valutazione sulla pertinenza dello strumento di cui all’art. 36-bis rispetto alla tipologia degli abusi realizzati e ha ritenuto opportuno definire il contenzioso nel merito re adhuc integra. L’udienza pubblica è stata fissata al 15 giugno 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
Disciplina l’ordinanza di demolizione delle opere edilizie abusive e l’accertamento dell’inottemperanza.
art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001
Prevede la sanzione amministrativa pecuniaria applicata dal Comune in conseguenza dell’accertata inottemperanza all’ordine di demolizione.
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
Costituisce la base normativa della domanda di permesso di costruire in sanatoria presentata dai ricorrenti; il TAR ha riservato al merito la valutazione della sua pertinenza rispetto agli abusi.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale e ha costituito la base processuale per la sospensione degli atti impugnati.
Massime di principio
- Quando il privato presenta una domanda di sanatoria edilizia relativa alle opere oggetto di un procedimento repressivo, l’amministrazione deve esaminarla e fornire un riscontro prima di adottare o portare a ulteriore esecuzione gli atti repressivi, ove la domanda sia potenzialmente pertinente agli abusi contestati.
- In sede cautelare, il mancato esame di una domanda di sanatoria edilizia presentata prima dell’ordinanza di demolizione può integrare un elemento idoneo a rendere favorevolmente apprezzabili le ragioni del ricorrente e a giustificare la sospensione dell’ordine demolitorio e degli atti conseguenti.
- La sospensione cautelare dell’ordinanza di demolizione può estendersi al successivo accertamento di inottemperanza e alla sanzione pecuniaria quando tali atti presuppongono l’efficacia e l’eseguibilità dell’ordine demolitorio sospeso.
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