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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1206/2024 del 10/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava: 1) la mancanza di gravità indiziaria, per assenza di elementi direttamente riferibili a lui (assenza di controlli, appostamenti o sequestri, identificazione incerta della voce nelle intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia ritenute solo de relato, e video non idoneo a riferirlo con certezza); 2) l'assenza dei presupposti cautelari, rilevando che la recidiva era desunta dal certificato penale senza considerare la mutata condotta di vita (applicazione e successiva revoca anticipata della sorveglianza speciale) e che l'eventuale tentativo di sottrarsi alla cattura non poteva essere provato perché il ricorrente non sarebbe stato consapevole di essere ricercato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le censure riproponessero deduzioni già esaminate dal Tribunale e consistessero in rilievi generici volti a ottenere una diversa lettura del compendio indiziario, non consentita in sede di legittimità. Il giudice ha confermato la sussistenza della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari in ragione dell'operatività di un clan camorristico di cui il ricorrente avrebbe assunto ruolo apicale insieme a Gallo, supportando la ricostruzione con più dichiarazioni di collaboratori e numerose conversazioni intercettate (richieste di orologio di valore, richiesta di un fucile kalashnikov, riferimenti alle estorsioni, ecc.). È stata richiamata la presunzione prevista dall'art. 275, comma 3, c.p.p., valorizzando il cospicuo curriculum criminale e la pronta ripresa dell'attività illecita dopo una lunga detenzione. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata come presunzione a favore della misura cautelare quando sussistono antecedenti e indici che rendono probabile la pericolosità del soggetto: il giudice ha ritenuto che il consistente curriculum criminale e la immediata ripresa dell'attività delittuosa giustificassero il mantenimento della custodia in carcere

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 13980/2015 Cìlìo; Sez. 3, n. 17527/2019 Inegbedion)

    Principi richiamati relativi alla prova in sede cautelare: il compendio indiziario, pur provvisorio, deve avere intrinseca capacità dimostrativa e non essere esaminato nella sede di legittimità con intento riconsiderativo; in presenza di elementi non ambivalenti non trova applicazione il canone del favor rei

Massime di principio

  • In sede di legittimità le censure sul merito probatorio devono indicare argomenti specifici e diretti a dimostrare l'illogicità o la contraddittorietà della motivazione del giudice di merito; rilievi generici volti a una diversa lettura del materiale probatorio sono inammissibili
  • La combinazione di plurime fonti di prova (dichiarazioni di collaboratori, intercettazioni convergenti, riscontri sul territorio e precedenti penali) può essere ritenuta sufficiente a formare gravità indiziaria anche in assenza di sequestri o accertamenti diretti sul soggetto
  • La presenza di un consistente curriculum criminale e la pronta ripresa di attività illecite dopo una lunga detenzione rafforzano la valutazione del pericolo di reiterazione e legittimano l'applicazione della custodia cautelare ai sensi dell'art. 275, comma 3, c.p.p.
  • La mera revoca o cessazione di misure di prevenzione personali (es. sorveglianza speciale) non esclude che indagini successive possano dimostrare la persistenza di collegamenti criminali e, quindi, l'esistenza di esigenze cautelari
  • Contestazioni tecniche come l'identificazione della voce nelle intercettazioni richiedono deduzioni concrete e, se non formulate con specificità (es. analisi fonica, contraddittorio sulle attribuzioni), difficilmente sono idonee a disarticolare la ricostruzione indiziaria
  • Per ottenere l'accoglimento di un ricorso contro misure cautelari in Cassazione è necessario dimostrare vizi di motivazione evidenti o illegittimità di diritto, non semplicemente proporre una diversa valutazione dei fatti

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