Cassazione Penale, Sentenza n. 30935/2024 del 29/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza di appello che ha confermato la condanna per lavori edilizi abusivi (trasformazione di un posto auto interrato in locale ad uso abitazione di circa mq.24) e ha rimosso la condizione di demolizione per la sospensione della pena. Il ricorrente deduceva: 1) prescrizione del reato per errato calcolo e conteggio delle sospensioni del termine prescrizionale (anche per richieste di sanatoria e rinvii per Covid-19); 2) vizio logico e mancanza di motivazione perché il fatto accertato sarebbe diverso da quello contestato (si sarebbe trattato di un magazzino per attività agricola e non di una casa di civile abitazione); 3) errata esclusione della operatività di una "sanatoria implicita" o indiretta, anche alla luce della sentenza del TAR che aveva annullato il diniego della SCIA in sanatoria per sopravvenuta decadenza/termini.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul punto della prescrizione ha confermato il calcolo operato dal collegio d\'appello, ritenendo corretta la distinzione fra sospensioni disposte per istanza della difesa (che sospendono per l\'intero periodo) e sospensioni disposte d\'ufficio senza presupposti (limitabili a 60 giorni). Il complesso delle sospensioni calcolate ha fatto maturare la prescrizione solo dopo la sentenza di appello, quindi il reato non era prescritto al momento della pronuncia d\'appello. Il motivo relativo alla diversa qualificazione del fatto è stato ritenuto inammissibile perché equivale a nuova valutazione del fatto e delle prove, non consentita in Cassazione. Anche la tesi sulla sanatoria indiretta è stata rigettata: il provvedimento del TAR non manifestava una volontà univoca della pubblica amministrazione a rilasciare la sanatoria, il provvedimento annullatorio non riguardava il medesimo intervento contestato (diversa destinazione d\'uso) e l\'inerzia amministrativa non equivale ad accoglimento secondo la disciplina degli artt. 36 e 45 d.P.R. n. 380/2001. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell\'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 lett. b)
Norma che incrimina l\'esecuzione di lavori edilizi in assenza di titolo: il fatto accertato (realizzazione di locale ad uso abitazione senza titolo) integra la fattispecie prevista.
Codice penale, artt. 157-161 (prescrizione)
Stabilisce i termini prescrizionali per le contravvenzioni (quinquennale) e le regole per il decorso; la Corte ha calcolato il termine tenendo conto delle sospensioni riconosciute.
d.P.R. n. 380/2001, artt. 36 e 45
Disciplina la sanatoria edilizia e i termini di decisione amministrativa; la Corte ha richiamato che la sospensione del termine di prescrizione legata a istanze di sanatoria richiede una verifica dei presupposti e che l\'inerzia amministrativa non equivale ad accoglimento.
Codice di procedura penale, art. 159
Regola gli effetti del rinvio disposto su richiesta della parte: ai fini della prescrizione il rinvio richiesto dalla difesa sospende il termine per tutta la durata del rinvio, salvo il diverso caso del legittimo impedimento.
Decisione Sezioni Unite (Cavallo) e giurisprudenza richiamata (es. Zappalorti, Faraci)
Principio giurisprudenziale secondo cui va distinta la sospensione disposta d\'ufficio (che richiede verifica dei presupposti) da quella derivante da rinvio su istanza della difesa (che sospende il termine per l\'intero periodo richiesto).
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1 (lett. b) e e))
Norme che individuano i motivi di ricorso in Cassazione (violazione di legge e motivazione/contraddittorietà): la Corte ha ritenuto alcuni motivi manifestamente infondati o quali mere richieste di nuovo accertamento dei fatti.
Legge n. 241/1990, artt. 2, 3, 19 e 20
Norme sul procedimento amministrativo richiamate dalla difesa in relazione alla presunta sanatoria implicita; la Corte ha ritenuto che non bastino a fondare un\'equivalenza tra inerzia o pronuncia del TAR e sanatoria indiretta senza chiara volontà della PA.
d.P.R. n. 160/2010, art. 7
Norma richiamata nella materia dei procedimenti amministrativi e comunicazioni: non ha prodotto effetti tali da trasformare in sanatoria l\'annullamento per termine del provvedimento amministrativo impugnato.
Legge Regione Liguria n. 10/2012, art. 10
Richiamata dalla difesa con riferimento alla disciplina locale della materia urbanistico-edilizia; la Corte non l\'ha ritenuta idonea a fondare la tesi della sanatoria indiretta.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma che consente la condanna alle spese per il ricorrente; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e ad un versamento equitativo.
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000
Richiamata nella valutazione sull\'assenza di colpa grave nella determinazione dell\'inammissibilità del ricorso e per motivare l\'entità del versamento a titolo equitativo.
Massime di principio
- Nel calcolo della prescrizione, i rinvii disposti su istanza della difesa sospendono il termine per l\'intera durata del rinvio; il rinvio disposto d\'ufficio per istanza di sanatoria può produrre sospensione limitata se mancano presupposti oggettivi.
- Sezioni Unite (Cavallo) distinguono chiaramente sospensioni legittime (su istanza della parte) da sospensioni non operative quando il giudice, d\'ufficio, dispone rinvii senza che sussistano i presupposti per la sanatoria.
- In Cassazione sono preclusi tentativi di riesame dei fatti e delle prove: i motivi che chiedono una diversa valutazione del testimoniale sono normalmente inammissibili.
- Un provvedimento del TAR che annulli un diniego per motivi procedurali (es. decorrenza dei termini) non equivale necessariamente a una sanatoria o a una manifestazione della volontà dell\'amministrazione di autorizzare l\'intervento; occorre una manifestazione univoca della PA.
- L\'inerzia della pubblica amministrazione non vale automatica accoglienza della domanda di sanatoria quando la disciplina prevede l\'espressa pronuncia entro termini e l\'esito dell\'inerzia è disciplinato come silenzio-rigetto.
- Chi propone ricorso infondato in Cassazione si espone a condanna per le spese e a sanzioni pecuniarie equitative (art. 616 c.p.p.).
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