Cassazione Penale, Sentenza n. 19988/2024 del 20/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione tra la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 3 dicembre 2013 (condanna per estorsione, associazione mafiosa, detenzione armi, reati commessi fino al 26/01/2011) e la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 19 settembre 2022 (condanna per traffico di stupefacenti commesso dal 16/06/2010 al 25/06/2012). Il ricorrente deduce violazione di legge (art. 81 c.p.) e vizio di motivazione: sostiene che la Corte territoriale abbia errato nel ritenere una distonia temporale e una disomogeneità delle attività (estorsioni e gestione stupefacenti), non avendo considerato il ruolo apicale assunto dal Paduano nel clan Gionta e l'inerenza del traffico di droga alle finalità del clan; inoltre contesta la valutazione circa un presunto interesse personale nella gestione della partita di stupefacenti come non provata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello di Napoli in diversa composizione. La Cassazione ha ritenuto la motivazione della corte territoriale intrinsecamente contraddittoria e carente: non ha adeguatamente considerato il ruolo apicale del Paduano nell'ambito del sodalizio (circostanza che attenua la presunta distonia temporale e giustifica la possibile unitarietà del disegno criminoso), non ha fornito prove sufficienti dell'esistenza di un interesse personale decisivo nella gestione dello stupefacente e non ha adeguatamente argomentato la disomogeneità rilevata. La Corte ordinaria dovrà quindi rivalutare l'istanza di continuazione dando conto di tutti gli elementi logici e fattuali richiesti dalla giurisprudenza.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Norma sulla continuazione: richiede la riconducibilità dei reati a un comune disegno criminoso, inteso come una rappresentazione originaria della futura commissione di più reati; implica una minima programmazione iniziale delle plurime condotte.
art. 416-bis c.p.
Disciplina dell'associazione di tipo mafioso: la natura programmatica del reato associativo è rilevante ai fini della valutazione della continuità/programmabilità di altre condotte riconducibili al sodalizio.
art. 73 d.P.R. 309/1990
Norma in materia di stupefacenti, contestata nella sentenza del 2022; il traffico di stupefacenti può rientrare nelle finalità operative di un'associazione mafiosa e dunque essere oggetto del comune disegno criminoso.
legge n. 203/1991, art. 7
Richiamata nelle sentenze come parametro procedurale/sanzionatorio connesso ai reati contestati; rilevante nel quadro delle aggravanti e del trattamento sanzionatorio nei reati di criminalità organizzata.
Sez. 1, n. 12914 del 23/02/2022 (massima citata)
Giurisprudenza che chiarisce i requisiti della continuazione: non è richiesta una dettagliata definizione delle modalità, ma è necessaria una minima programmazione e deliberazione iniziale; in sede probatoria valgono regole dell'indizio e valutazione complessiva di più elementi.
Sez. 1, n. 12936 del 03/12/2018 (dep. 2019)
Principio secondo cui la valutazione degli elementi fattuali è rimessa al giudice di merito e può essere sindacata in Cassazione solo se priva di adeguata motivazione.
Corte costituzionale, sent. n. 183 del 9/07/2013
Citata nel provvedimento di rinvio come riferimento procedurale per la composizione o criteri da tenere in conto; richiamo giurisprudenziale accessorio nel P.Q.M.
Massime di principio
- La continuazione richiede un comune disegno criminoso e una minima programmazione iniziale: non è necessario conoscere nel dettaglio le modalità esecutive di ciascun reato.
- Il ruolo apicale o direttivo all'interno di un'associazione mafiosa rafforza la possibilità di ricondurre a un unico progetto criminoso condotte anche eterogenee (es. estorsioni e traffico di stupefacenti).
- La vicinanza temporale aiuta il nesso di continuazione ma non è imprescindibile: la natura programmatica dell'associazione può colmare differenze temporali limitate.
- La prova della continuazione si fonda su una valutazione indiziaria complessiva (contesto temporale e spaziale, modalità esecutive, comunanza di correi, interesse collettivo) che il giudice di merito deve esplicitare con motivazione adeguata.
- La mera asserzione di un interesse personale del singolo richiede specifiche evidenze: la presenza di un interesse collettivo del clan può comunque rendere irrilevante il sospetto di interesse individuale.
- La Cassazione sindaca la valutazione di merito solo quando la motivazione è contraddittoria, insufficiente o priva di adeguato supporto probatorio; è quindi fondamentale per il giudice di merito dare conto dettagliato degli elementi che giustificano o escludono la continuazione.
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