Cassazione Penale, Sentenza n. 31278/2025 del 18/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale relativo a un procedimento di misure di prevenzione e alla successiva confisca (decreto di confisca n. 32/2023) emessa dal Tribunale di Salerno. La Corte d'appello di Salerno aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore del Tribunale di Taranto ritenendo che, essendo il procedimento penale principale attratto a Taranto, anche la competenza per la prevenzione dovesse radicarsi in quel distretto. Il Tribunale di Lecce sollevava invece il conflitto sostenendo che il provvedimento di sequestro (n. 1/23, 26/01/2023) emesso dal Tribunale di Salerno era ormai definitivo e che l'eccezione di incompetenza territoriale era stata sollevata tardivamente (decadenza ex art. 7, comma 10-bis, d.lgs. 159/2011), per cui la competenza doveva ritenersi in capo al Tribunale di Salerno.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza del Tribunale di Salerno. Ha ritenuto dirimente che l'eccezione di incompetenza territoriale (sollevata in primo grado dalla sola difesa di Liccardi) è stata proposta dopo l'esaurimento della fase introduttiva (che si era conclusa all'udienza del 27/04/2023 con la verifica della regolare costituzione delle parti) e quindi è incorsa nella decadenza prevista dall'art. 7, comma 10-bis, d.lgs. 159/2011. Per questo motivo l'ordinanza della Corte d'appello di Salerno, che aveva accolto l'eccezione e annullato il decreto di confisca in conseguenza, è viziata; la competenza territoriale rimane quindi in capo al Tribunale di Salerno. Gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Salerno per la decisione sugli appelli avverso il decreto di confisca n. 32/2023.
Norme richiamate
d.lgs. 159/2011, art. 7, comma 10-bis
La Corte ha applicato questa norma per affermare la decadenza dall'eccezione di incompetenza territoriale se non sollevata nella fase introduttiva; ha ritenuto che la fase introduttiva si fosse esaurita all'udienza di costituzione (27/04/2023) e quindi l'eccezione sollevata successivamente era inammissibile.
d.lgs. 159/2011, art. 7, comma 10-quater (menzionato)
La norma era stata richiamata dalla Corte d'appello di Salerno nella valutazione della competenza, ma la Suprema Corte ha ritenuto inapplicabile la diversa ricostruzione temporale sostenuta da Salerno rispetto alla decadenza prevista dal comma 10-bis.
d.lgs. 159/2011, art. 10, comma 2-bis (menzionato)
Richiamato nella ricostruzione della Corte d'appello salernitana in relazione alla trasmissione degli atti; la Corte suprema non ha posto rilievo decisivo su tale riferimento perché ha risolto la questione sulla base della decadenza procedurale.
d.lgs. 159/2011, art. 27, comma 6-bis (menzionato)
Il Tribunale di Lecce aveva invocato questa disposizione nella sua argomentazione sulla competenza, ma la decisione finale si è basata principalmente sulla decadenza dall'eccezione e sulla consequenziale conservazione della competenza in capo al Tribunale di Salerno.
Codice di procedura penale, art. 28 e ss. (conflitto di competenza)
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto ai sensi delle norme sul conflitto di competenza tra uffici giudiziari e ha deciso la controversia con le modalità previste dal codice.
d.lgs. 159/2011, art. 1, lett. b) (menzionato)
Citata nella parte fattuale per qualificare la pericolosità sociale dei proposti (evasori seriali); la Corte ha comunque deciso la questione della competenza sulla base di criteri processuali e di decadenza, non modificando la qualificazione sostanziale della pericolosità.
Massime di principio
- L'eccezione di incompetenza territoriale nei procedimenti di misure di prevenzione deve essere sollevata nella fase introduttiva (subito dopo la verifica della regolare costituzione delle parti): se non tempestivamente proposta, la parte decade dal sollevarla (art. 7, comma 10-bis, d.lgs. 159/2011).
- La competenza per la fase di confisca è collegata alla competenza relativa al sequestro di prevenzione: se il sequestro è definitivo e la relativa competenza non è stata tempestivamente impugnata, la competenza per i provvedimenti successivi (es. confisca) segue quella originaria.
- Nella distinzione tra pericolosità qualificata (es. associazione con intimidazione) e pericolosità per serialità/continuità negli illeciti, il criterio territoriale può variare: per tipologie ‘semplici’ prevale il luogo in cui si sono verificate la maggior parte delle condotte rilevanti; per pericolosità qualificata può essere centrale il luogo in cui la forza intimidatrice si è manifestata.
- Decisioni di merito basate su un errato riconoscimento della tempestività di eccezioni procedurali possono essere cassate o rimesse se la regolarità formale della fase introduttiva dimostra la decadenza dell'eccezione.
- In presenza di questioni di competenza tra uffici diversi, è opportuno verificare tutta la procedura pregressa (sequestro, eventuali pronunce di legittimità, termini processuali) prima di sollevare eccezioni territoriali, per evitare la perdita del diritto di eccepire.
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