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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06665/2024 del 13/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietari)

La controversia

La controversia nasceva dalla domanda di due confinanti che chiedevano di accertare l'avvenuto acquisto per usucapione della propriete0 di una particella di terreno intestata alle convenute, utilizzata secondo gli attori per l'accesso alla spiaggia e al lago. Le convenute si opponevano e proponevano azione negatoria servitutis per far dichiarare l'inesistenza di servite0 di passaggio sul fondo. Gli attori introducevano inoltre una domanda riconvenzionale su riconvenzionale per ottenere l'accertamento di una servite0 di passo a piedi a favore del loro fondo. Il Tribunale respingeva le domande degli attori e accoglieva la negatoria; la Corte d'appello confermava il rigetto della domanda principale ritenendo insussistente il requisito dell'apparenza della servite0, necessario per l'usucapione, poiche8 non risultavano opere visibili e permanenti specificamente destinate all'esercizio del passaggio. In cassazione i ricorrenti deducevano: 1) motivazione apparente ex art. 132 c.p.c., sostenendo che la Corte territoriale non avesse valutato adeguatamente gli elementi di fatto sintomatici dell'asservimento; 2) violazione e falsa applicazione dell'art. 1061 c.c., perche8 la nozione di 'opere' sarebbe stata intesa in modo troppo restrittivo, dovendosi ricomprendere anche situazioni di fatto naturali (come la conformazione dei terreni) sintomatiche dell'asservimento. Le controparti proponevano ricorso incidentale condizionato sulla tardivite0 e inammissibilite0 della reconventio reconventionis.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perche8 la motivazione della sentenza di appello non era meramente apparente, essendo invece idonea a rendere percepibile il percorso logico-argomentativo seguito; inoltre la censura, in sostanza, mirava a sollecitare una rivalutazione del merito e delle prove, preclusa in sede di legittimite0. Ha dichiarato manifestamente infondato il secondo motivo, affermando che, per l'usucapione o la destinazione del padre di famiglia, il requisito dell'apparenza della servite0 richiede segni visibili di opere permanenti obiettivamente e inequivocabilmente destinate all'esercizio del diritto, non essendo sufficiente la sola esistenza di una strada, di un percorso o la mera conformazione naturale dei luoghi. La situazione morfologica dei fondi, anche se idonea a rendere comodo il passaggio, non sostituisce le opere necessarie a rendere manifesta l'asservimento del fondo servente. Conseguentemente il ricorso incidentale condizionato e8 stato dichiarato assorbito. La Corte ha altresec condannato i ricorrenti principali alle spese, a una somma ulteriore ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c., e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.c.

    Il vizio di motivazione apparente richiede che la motivazione sia solo graficamente esistente ma oggettivamente inidonea a rendere percepibile il fondamento della decisione; non ricorre quando il giudice espone il percorso logico seguito.

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    La censura per nullite0 della sentenza per motivazione apparente e8 ammissibile solo se la motivazione non raggiunge il minimo costituzionale; altrimenti la doglianza attiene al merito o al vizio di cui all'art. 360, n. 5 c.p.c.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    La doglianza per violazione di legge non puf2 tradursi in una richiesta di nuova valutazione del fatto o delle prove.

  • art. 1061 c.c.

    Per l'usucapione e la destinazione del padre di famiglia, l'apparenza della servite0 richiede opere visibili e permanenti, obiettivamente e non equivocamente destinate al suo esercizio; non bastano la mera idoneite0 del percorso o la conformazione naturale dei luoghi.

  • art. 348-ter c.p.c.

    Quando la sentenza di appello conferma quella di primo grado sulle medesime questioni di fatto, il controllo di legittimite0 sul vizio motivazionale e8 ulteriormente limitato.

  • art. 360-bis c.p.c.

    Il ricorso e8 inammissibile quando la decisione impugnata e8 conforme alla giurisprudenza consolidata della Corte e i motivi non offrono elementi per mutare l'orientamento.

  • art. 96, commi 3 e 4 c.p.c.

    In caso di definizione del giudizio in conformite0 alla proposta ex art. 380-bis c.p.c. e di ricorso manifestamente infondato/inammissibile, puf2 essere disposta la condanna a una somma ulteriore; la somma ex comma 4 e8 dovuta anche in favore della Cassa delle Ammende.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La decisione e8 stata resa nel procedimento accelerato per ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Sussistendo i presupposti, la parte ricorrente principale deve versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato come parametro per la quantificazione dell'ulteriore importo dovuto in caso di rigetto/inammissibilite0 del ricorso.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione apparente sussiste solo quando la sentenza, pur formalmente motivata, non consenta di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; non basta che la motivazione sia ritenuta insufficiente o non condivisibile.
  • In cassazione non e8 consentito trasformare una censura di violazione di legge in una richiesta di rivalutazione del merito o delle prove.
  • Per l'acquisto per usucapione di una servite0 apparente, il requisito dell'apparenza richiede segni visibili di opere permanenti, obiettivamente destinate all'esercizio del diritto e idonee a rendere manifesto e non equivoco il peso sul fondo servente.
  • La mera conformazione naturale dei luoghi o l'esistenza di un percorso di fatto utilmente praticabile non bastano a integrare l'apparenza della servite0 se manca un quid pluris che evidenzi la specifica destinazione dell'opera all'esercizio del diritto reale.
  • Quando la sentenza d'appello conferma quella di primo grado sulle stesse questioni di fatto, la possibilite0 di dedurre in cassazione il vizio motivazionale risulta ulteriormente circoscritta.
  • Il ricorso definito come manifestamente infondato secondo il rito accelerato puf2 comportare, oltre alle spese, la condanna alla somma ulteriore ex art. 96 c.p.c. e l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieServitf9ImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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