Cassazione Penale, Sentenza n. 41031/2025 del 19/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Milano del 19/03/2025 che, in sede di rinvio dopo precedenti annullamenti, aveva ordinato la confisca per equivalente limitata all'importo di euro 819.000,00 riconducibile al profitto del reato di riciclaggio. La difesa deduce violazione di legge e vizi di motivazione (art. 606 c.p.p. lett. b) ed e)) sostenendo che la Corte territoriale: a) ha sostituito la motivazione con un riepilogo della condanna; b) ha esteso per analogia la simulazione ad atti non contestati e non provati; c) non ha valutato adeguatamente gli investimenti personali (compreso il versamento di 168.000 euro dal padre e il finanziamento soci di 1.595.078,60 euro) la cui origine lecita era stata ritenuta in altro procedimento; d) ha applicato erroneamente art. 238-bis e altri istituti processuali, arrivando a determinazioni inconciliabili circa l'effettività del finanziamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello, in sede di rinvio, abbia fornito una motivazione di merito non manifestamente illogica e congrua rispetto alle questioni indicate nella sentenza rescindente: in particolare ha giudicato plausibile la valutazione sulla simulazione dell'operazione relativa ai 168.000 euro e plausibile la ricostruzione indiziaria circa la natura e la provenienza delle somme che hanno determinato il finanziamento soci di 1.595.078,60 euro. La Corte di cassazione ha sottolineato che la confisca per equivalente deve essere commisurata al profitto effettivamente conseguito dal soggetto destinatario dell'illecito, ma ha ritenuto che la Corte territoriale abbia correttamente applicato la prova logica e gli indici probatori disponibili, esaminando anche la sentenza di primo grado e la documentazione acquisita. Conseguenza pratica: confermata la confisca pari a euro 819.000,00 disposta dalla Corte di Appello.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Individua i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizi di motivazione). La Corte ha valutato che le critiche alla motivazione della Corte d'appello non superano il vaglio di legittimità, essendo le valutazioni di merito non manifestamente illogiche.
art. 238-bis cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa per sostenere che una precedente sentenza di assoluzione/precedente accertamento dovesse vincolare la rivalutazione. La Corte ha ritenuto che, pur essendo stata esaminata la sentenza di primo grado, la valutazione sulla possibile simulazione e sulla provenienza delle somme potesse essere nuovamente esaminata alla luce degli elementi indiziari emersi.
art. 648-bis cod. pen.
Norma che disciplina il reato di riciclaggio. La condanna definitiva per riciclaggio costituisce il contesto fattuale per la misura della confisca per equivalente; la Corte ha considerato la ricostruzione complessiva dell'operazione di entrata e uscita di somme illecite.
art. 12-quinquies D.L. 306/92
Norma richiamata nel primo procedimento relativo all'intestazione fittizia di beni; nel primo giudizio il Tribunale aveva escluso l'acquisto delle quote con denaro altrui, circostanza che la difesa invocava come vincolante ma che la Corte di cassazione ha ritenuto non precludente l'analisi degli indici di simulazione emergenti nel procedimento sul riciclaggio.
art. 27 Cost.
Principio costituzionale invocato dalla difesa (es.: principio di personalità della responsabilità penale e divieto di analogia in malam partem). La Corte ha assicurato che non è stata effettuata un'illegittima estensione analogica di responsabilità senza adeguati indizi.
principio di diritto (sentenza rescindente della Corte di cassazione 19561/22 e seguenti)
Principio enunciato dalla Cassazione: la confisca per equivalente va commisurata al vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dal 'riciclatore' e non all'intera somma provento del reato presupposto. La Corte ha richiamato tale principio ma ha ritenuto che l'ammontare di 819.000 euro fosse coerente con la ricostruzione del profitto effettivo dopo valutazione indiziaria.
Massime di principio
- La confisca per equivalente in materia di riciclaggio deve essere riferita al vantaggio effettivamente conseguito dal soggetto destinatario dell'illecito e non automaticamente all'intero provento del reato presupposto; il giudice deve quantificare il profitto tenendo conto sia degli investimenti personali leciti sia delle utilità restituite agli originari investitori.
- In sede di rinvio la Corte di appello può rivedere e integrare la motivazione; le valutazioni di merito fondate su indici e prova logica non sono sindacabili in cassazione salvo che risultino manifeste illogicità o travisamenti probatori.
- La simulazione di operazioni patrimoniali può essere accertata attraverso una valutazione complessiva degli indici (causali 'distoniche', movimenti 'vorticòsi' di denaro, intercettazioni, perquisizioni, incongruenze reddituali) anche quando vi siano atti formali che apparentemente documentano pagamenti; la mera presenza di un'annotazione contrattuale non esclude la verifica della effettiva esecuzione e della sua natura.
- I risultati di precedenti procedimenti tra soggetti connessi (assoluzioni o accertamenti) devono essere considerati ma non impediscono al giudice, alla luce di nuovi elementi indiziari, di ritenere che alcune operazioni siano simulate o abbiano natura diversa da quella formale.
- Non è permesso al giudice di estendere per analogia in malam partem responsabilità o effetti penali senza adeguata base indiziaria: tuttavia indizi concordanti e una valutazione unitaria possono giustificare conclusioni sulla natura illecita di singole operazioni anche se non tutte erano state originariamente contestate.
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