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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10128/2024 del 11/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Carretta impugnava l'ordinanza del Tribunale di Bari (09/08/2023) che, riformando il provvedimento del GIP, aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari ma confermato il resto del titolo cautelare. Il ricorrente deduceva inosservanza e errata applicazione della legge e vizi di motivazione in relazione alla qualificazione della sua condotta come partecipazione a un'associazione finalizzata al narcotraffico (art. 74 d.P.R. 309/90), sostenendo che gli elementi istruttori (annotazione su un biglietto, stabilità dei rapporti, affidamento) non dimostravano un vincolo associativo bensì rapporti di mera fornitura/contrattuali e che il Tribunale non avrebbe adeguatamente verificato la durata, le modalità, il contenuto economico delle transazioni e la volontà cosciente di contribuire al progetto criminoso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha rigettato; ha ritenuto che il Tribunale di Bari avesse correttamente valutato gli elementi probatori (intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori inseriti nella criminalità organizzata) e che risultassero gravi indizi circa la sistematica attività di spaccio del ricorrente per conto del sodalizio, la continuità degli approvvigionamenti, i quantitativi rilevanti, la retribuzione e la conoscenza e riconoscimento del ruolo del ricorrente da parte dei vertici. Pertanto la motivazione del Tribunale è stata ritenuta immune da censure e l'ordinanza impugnata resta confermata; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    La partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti può ricavarsi anche da una stabile e continuativa disponibilità di sostanza che supera il mero rapporto contrattuale fornitore-acquirente; si considerano rilevanti la continuità, i quantitativi, il contenuto economico delle transazioni, la rilevanza oggettiva del partecipante per il sodalizio e la consapevolezza della partecipazione al progetto criminoso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto/inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Un rapporto continuativo e sistematico di approvvigionamento di droga può configurare partecipazione all'associazione di tipo mafioso quando supera la soglia del mero scambio contrattuale e dimostra adesione al progetto criminoso.
  • Per valutare l'intraneità di un acquirente/fornitore occorre considerare insieme durata, continuità, quantitativi trattati, contenuto economico delle transazioni, rilevanza oggettiva del ruolo e conoscenza dei vertici del sodalizio.
  • La circostanza che l'acquirente si rifornisca solo da un singolo elemento del gruppo non esclude la sua appartenenza, se emergono elementi che mostrano riconoscimento da parte dei vertici e un contributo stabile alla struttura.
  • Valutazioni probatorie fondate su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori con conoscenza delle dinamiche mafiose vengono ritenute idonee a sostenere gravi indizi di partecipazione associativa, salvo che non emergano elementi concreti di contrario.
  • In sede di cassazione molte censure attinenti alla valutazione del materiale probatorio possono essere dichiarate inammissibili se consistono in una rivalutazione del merito delle valutazioni di fatto svolte dal giudice di merito.

Testo integrale

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