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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12615/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la decisione della Corte d'appello che aveva confermato la loro condanna per concorso in furto aggravato (artt. 110, 624, 625 nn. 2 e 7 c.p.), deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per il rigetto dell'istanza di sostituzione delle pene detentive con lavori di pubblica utilità. Sostenevano che la Corte aveva motivato il diniego con un generico richiamo alla "propensione criminale" senza adeguata valutazione prognostica e senza applicare correttamente i criteri di cui all'art. 133 c.p. e agli artt. 53, 58 e 59 della legge n. 689/1981 (anche alla luce delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 150/2022): gli imputati erano giovani, incensurati, posti agli arresti domiciliari senza violazioni, e quindi avrebbero dovuto beneficiare della sanzione sostitutiva.

La decisione

La Corte di legittimità ha respinto i ricorsi. Ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello non fosse manifestamente illogica: il rigetto della sostituzione è stato adeguatamente giustificato con riferimento alla pluralità e sistematicità dei furti commessi nella stessa notte, al possesso di numerosi arnesi da scasso e alla professionalità dimostrata nel compiere i furti (tecniche per aprire serrature e asportare parti di motore), elementi che, anche in chiave prognostica, rendevano la sanzione sostitutiva inidonea a perseguire la finalità rieducativa. Di conseguenza i provvedimenti impugnati sono stati confermati e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 110, art. 624, art. 625 nn. 2 e 7

    Le norme sono state applicate per configurare il concorso nel reato di furto aggravato (più persone che si impossessano di cose altrui con aggravanti previste dai nn. 2 e 7 di art. 625); queste disposizioni costituiscono il fondamento della condanna penale riconfermata.

  • Legge n. 689/1981

    art. 53, art. 58, art. 59

    Regolano le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi: richiedono la valutazione di "fondati motivi" e un giudizio prognostico motivato quando si nega la sostituzione; l'art. 59 riguarda condizioni soggettive che possono impedire l'applicazione di misure sostitutive.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    art. 71, comma 1, lett. f) (di modifica all'art. 58 legge 689/1981)

    Ha modificato il regime dell'art. 58 legge 689/1981, incidendo sulla nozione di "fondati motivi" e richiedendo adeguata motivazione prognostica quando si nega la sostituzione di pene detentive brevi.

  • Codice penale

    Stabilisce i criteri di determinazione della pena e deve essere tenuto presente anche nella valutazione della possibilità di misure sostitutive, considerando le circostanze personali e la finalità rieducativa.

Massime di principio

  • Il giudice può negare la sostituzione di una pena detentiva breve quando, sulla base di elementi concreti, ritiene che la misura sostitutiva non sia idonea a perseguire la finalità rieducativa: la decisione richiede però motivazione prognostica adeguata.
  • La semplice affermazione di una "propensione criminale" è insufficiente se priva di riferimenti concreti; tuttavia, la presenza di pluralità e sistematicità dei reati, di strumenti da scasso e di un modus operandi professionale possono legittimare il diniego.
  • Età giovane e assenza di precedenti penali sono fattori che favoriscono la concessione di misure alternative, ma non sono decisivi se contrastati da elementi concreti che indicano pericolosità o ripetitività del comportamento criminoso.
  • Il rispetto delle prescrizioni durante misure cautelari (es. arresti domiciliari) è un elemento favorevole ma non determinante: va valutato nel quadro complessivo della personalità e della pericolosità concreta.
  • Nelle impugnazioni è utile richiamare specifici criteri dell'art. 133 c.p. e fornire elementi di fatto che contrastino la prognosi negativa (ad es. percorsi di recupero, lavoro stabile, legami familiari), perché la mera generica richiesta di sostituzione senza puntuali riferimenti probatori ha scarse possibilità di successo.

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