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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12087/2023 del 22/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia che aveva rigettato la richiesta di riesame contro l'ordinanza del GIP del 30/05/2022 che aveva disposto il sequestro preventivo fino a euro 320.973,02 quale profitto dei reati tributari contestati. Scarfone è indagato per avere, quale legale rappresentante della Skarfo Trading s.r.l. e socio di fatto della ditta individuale di Paolo Paris, emesso o fatto emettere fatture per operazioni inesistenti (presunte consulenze relative all'approvvigionamento di DPI non conformi) e aver indicato elementi passivi fittizi nella dichiarazione fiscale 2020, consentendo l'evasione d'imposta.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi proposti (presunta illogicità motivazionale e omessa considerazione della neutralità finanziaria dell'operazione) esorbitavano dai limiti di cui all'art. 325 c.p.p. e chiedevano in realtà un nuovo giudizio di merito sulle risultanze probatorie. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale che aveva indicato intercettazioni e comportamenti che dimostravano l'accordo fraudolento e la qualità di "socio di fatto" del ricorrente, nonché che la presunta neutralità finanziaria non esclude il vantaggio fiscale per il singolo contribuente. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma equitativa di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 322-ter e art. 12 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei reati tributari

    Usate come fondamento per disporre il sequestro preventivo dei proventi ritenuti derivanti da reati tributari; la Corte ha ritenuto sussistenti i presupposti per il sequestro alla luce delle risultanze probatorie

  • art. 110 cod. pen. e art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    concorso nel delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti

    Imputazione di concorso nei reati di emissione di fatture false: la Corte accetta che le evidenze possano sostenere l'ipotesi di collaborazione tra Scarfone e Paris

  • art. 2 d.lgs. n. 74/2000

    contestazione per evasione d'imposta tramite indicazione di elementi passivi fittizi

    Norma utilizzata per configurare la frode fiscale dovuta all'indicazione di costi fittizi nelle dichiarazioni

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    limiti del ricorso per cassazione avverso provvedimenti di riesame delle misure cautelari reali

    La Corte interpreta la norma nel senso che il ricorso per cassazione può contestare solo le ipotesi di 'violazione di legge' intesa come mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente, non l'illogicità manifesta della motivazione

  • art. 606, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamata nella sentenza come il rimedio processuale corretto per denunciare il vizio di illogicità manifesta della motivazione (cioè non mediante l'art. 325 c.p.p.)

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 28 ottobre 2020 (conv. in legge n. 176/2020) e successive proroghe

    procedura scritta per il trattamento del ricorso

    Norme procedurali che hanno consentito il trattamento del ricorso con procedimento scritto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per giustificare l'irrogazione di una somma a titolo equitativo alla cassa delle ammende, ove non si ritenga che il ricorso sia stato proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • In cassazione avverso provvedimenti di riesame delle misure cautelari reali i motivi devono inquadrare violazioni di legge (mancanza o motivazione meramente apparente): la mera censura di "illogicità manifesta" è inammissibile se proposta sotto la veste dell'art. 325 c.p.p.
  • Non è possibile ottenere in Cassazione una rivalutazione integrale del merito o delle risultanze probatorie: questi profili devono essere dedotti nei gradi di merito o con il corretto motivo di cui all'art. 606 c.p.p. se ammesso
  • La sussistenza di elementi indiziari (intercettazioni, scambi di messaggi, comportamenti coerenti) può legittimare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto di reati tributari
  • La presunta "neutralità finanziaria" di un'operazione non esclude la configurabilità di reati fiscali né l'esistenza di un vantaggio fiscale per il singolo contribuente; la rilevanza penale va valutata rispetto all'effetto sull'imposizione di chi ha beneficiato dell'indicazione di costi fittizi
  • Il ricorrente condannato all'inammissibilità può essere anche sanzionato con spese e somme a favore della cassa delle ammende se non sussistono giustificazioni sufficienti per l'inammissibilità

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