Cassazione Penale, Sentenza n. 13467/2023 del 30/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Due ricorsi distinti: (A) Il Procuratore della Repubblica impugna la parte dell'ordinanza del Tribunale che ha annullato la gravita' indiziaria in relazione all'art. 512-bis (intestazione fittizia/ interposizione) per la presunta errata interpretazione delle captazioni e per l'omessa valutazione dell'apporto probatorio circa la disponibilità dei beni da parte del Ciulla. Richiama la giurisprudenza secondo cui non è necessaria la provenienza illecita delle risorse per integrare l'art. 512-bis. (B) Cesare Ciulla impugna la conferma della misura cautelare in carcere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa (artt. 110, 416-bis), deducendo insufficienza e genericità degli indizi, mancanza del contributo volontario e causale, e mancata attualità delle esigenze cautelari alla luce del tempo trascorso e della sua attività lavorativa lecita.
La decisione
La Corte di legittimità dichiara inammissibili entrambi i ricorsi. In particolare: (A) il ricorso del Procuratore della Repubblica è inammissibile perche' il Tribunale ha fornito una motivazione non manifestamente illogica nel ritenere non provato il contributo del Ciulla all'intestazione fittizia della società; la rivalutazione delle captazioni è questione di fatto, non sindacabile in cassazione salvo manifesta illogicità. La Corte richiama però i principi di diritto sull'art. 512-bis relativi alla non rilevanza della provenienza illecita della provvista ai fini dell'integrazione del reato, ma ritiene che nel caso concreto non sia dimostrato l'apporto. (B) il ricorso di Cesare Ciulla è inammissibile per genericità: il Tribunale ha fondato la conferma della misura su un quadro indiziario complessivo (condanne pregresse, dichiarazioni di collaboratori, rapporti con soggetti mafiosi, anomalie contabili e rapporti societari) e ha correttamente applicato il principio secondo cui la presunzione cautelare nel concorso esterno può essere mantenuta valutando la prognosi di ripetibilità del condotta. Conseguenze pratiche: resta l'ordinanza del Tribunale (annullamento limitato per il capo 2 e conferma per il capo 1); Cesare Ciulla viene condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma equitata di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; disposti adempimenti di cancelleria ai sensi dell'art. 94, co. 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 512-bis cod. pen.
Il reato di trasferimento/ intestazione fraudolenta di valori è integrato anche ove i beni non provengano da delitto: rileva l'intento di occultare la disponibilità per eludere misure di prevenzione; per società di nuova costituzione occorre dimostrare che le risorse destinate ai conferimenti siano riconducibili al soggetto occulto e la finalità elusiva
art. 416-bis cod. pen.
La fattispecie di associazione mafiosa e il concorso esterno richiedono la valutazione del contributo esterno, la sua consapevolezza e rilevanza causale; la sussistenza degli indizi è valutata complessivamente dal giudice di merito
artt. 110, 81 cpv. cod. pen.
Richiamati quali norme applicabili ai concorsi di reato e alla continuazione/ partecipazione; utilizzate nella descrizione dei capi d'imputazione
art. 12-quinquies d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (conv. L. 7 agosto 1992, n. 356)
Normativa richiamata in giurisprudenza per i principi sull'intestazione fittizia di beni e la necessità, in caso di attività preesistente, di dimostrare la provenienza delle risorse e lo scopo elusivo
art. 274 e 275 cod. proc. pen.
Norme sulle esigenze cautelari e sulla valutazione della loro attualità; la Corte conferma che la presunzione cautelare opera anche nel concorso esterno ma può essere superata da elementi prognostici sulla ripetibilità
art. 94, co. 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Adempimenti di cancelleria previsti in caso di declaratoria di inammissibilità
Corte costituzionale, n. 57/2013 (richiamata)
Richiamata in tema di presunzione cautelare ma il Consesso interpretativo del giudice di merito resta centrale per l'attualità delle esigenze cautelari
Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. 2 n. 28300/2019; Sez. 1 n. 42530/2018; Sez. 2 n. 19649/2021; Sez. 3 n. 44938/2021; Sez. 6 n. 27685/2011)
Principi utilizzati: la non rilevanza della provenienza illecita per l'art. 512-bis; i limiti alla valutazione in cassazione delle captazioni (questione di fatto rimessa al giudice di merito); i criteri per valutare l'integrazione dell'intestazione fittizia e la sussistenza delle esigenze cautelari nel concorso esterno
Massime di principio
- La valutazione del contenuto delle intercettazioni è questione di fatto e spetta principalmente al giudice di merito; in Cassazione è sindacabile solo per manifesta illogicità o contraddittorietà
- Per il reato di intestazione fittizia (art. 512-bis) non è necessario che le risorse impiegate provengano da reato: fondamentale è dimostrare la riconducibilità delle risorse al soggetto che intende occultare la titolarità e la finalità di eludere misure di prevenzione, soprattutto in caso di nuova impresa societaria
- Nel giudizio cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa la presunzione cautelare può operare ma il giudice deve valutare prognosticamente la ripetibilità della condotta, l'attualità degli interessi comuni e la persistenza di legami con il sodalizio; non è necessario provare la completa rottura del vincolo, ma occorre argomentare l'assenza di condizioni di pericolo
- Censure che si limitano a chiedere una diversa interpretazione dei fatti (es. delle captazioni) senza indicare un vizio logico-manifesto della motivazione del giudice di merito sono inammissibili in Cassazione
- La sussunzione di attività economiche come strumenti di drenaggio di risorse verso organizzazioni mafiose richiede un quadro indiziario complessivo (anomalie contabili, rapporti societari anomali, collaborazioni e dichiarazioni, pattern operativi) e non si regge su singoli elementi isolati
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