Cassazione Penale, Sentenza n. 18838/2026 del 25/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Bologna che aveva confermato gli arresti domiciliari disposti dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna. Tre censure: 1) doglianza sulla gravità indiziaria e sulla corretta quantificazione e natura della sostanza (presunta assenza di perizia tossicologica e contestazione della qualificazione del fatto come non di lieve entità); 2) doglianza sulla mancanza delle esigenze cautelari (sosteneva l'assenza del pericolo attuale di reiterazione, essendo l'ultima condanna risalente al 2020); 3) contestazione della scelta della misura e del mancato confronto del Tribunale del riesame con le osservazioni difensive, denunciando motivazione apparente e formule di stile.
La decisione
Ricorso dichiarato inammissibile come manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la valutazione del giudice di merito sulla gravità indiziaria: dagli accertamenti emergeva che il 7/9/2025 l'indagato, già noto, si era dato alla fuga a bordo di un monopattino gettando un involucro contenente due panetti di hashish per complessivi 197 grammi, materiale poi recuperato; l'indagato aveva poi ammesso il possesso. In attesa di consulenza tossicologica, è stato valorizzato l'esito positivo del narcotest (reagente Swipper 3300) e la rilevanza del peso della sostanza. Quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale ha correttamente ritenuto concreto il pericolo di reiterazione posto che l'imputato aveva sei condanne definitive per reati in materia di stupefacenti tra il 2007 e il 2025 e l'arresto è intervenuto a due mesi dal passaggio in giudicato dell'ultima condanna (episodio 2020); risultava anche un precedente per evasione. Per tali ragioni gli arresti domiciliari sono stati ritenuti misura cautelare minima adeguata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Decisione resa il 18.02.2026.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
Norma fondamentale che incrimina la detenzione illecita di stupefacenti; la misura cautelare è stata disposta in relazione a questo reato sulla base degli indizi raccolti (possesso di circa 197 g di hashish).
art. 273 c.p.p. (comma 1-bis)
Disciplina l'applicazione delle misure cautelari personali; la Corte richiama il richiamo normativo a criteri di valutazione degli indizi e la diversa rilevanza, in sede cautelare, di alcuni commi dell'art. 192 c.p.p.
art. 192 c.p.p. (commi 2, 3 e 4)
La Corte distingue tra il livello probatorio richiesto per la decisione di merito (comma 2, che richiede precisione e concordanza degli indizi) e quello più contenuto necessario per le misure cautelari (commi 3 e 4 richiamati dall'art. 273 c.p.p.): per la custodia cautelare è sufficiente un giudizio di 'qualificata probabilità'.
art. 616 c.p.p.
Norma richiamata per l'onere delle spese processuali e la condanna del ricorrente al pagamento delle stesse.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000
Richiamata nel passaggio relativo alla determinazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle ammende e alla valutazione dell'assenza di dolo nella presentazione del ricorso.
Massime di principio
- Per l'adozione di misure cautelari personali la soglia probatoria è più bassa che per la condanna in sede di merito: è sufficiente un giudizio di 'qualificata probabilità' (gravi indizi), non la precisione e la concordanza richieste dall'art. 192 c.p.p., comma 2.
- In sede di legittimità la Corte di cassazione non può riesaminare i fatti né sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle risultanze probatorie: il controllo è limitato alla verifica della presenza di ragioni giuridiche espresse e dell'assenza di manifesta illogicità della motivazione.
- Elementi come il comportamento di fuga, il ritrovamento materiale della sostanza e l'ammissione dell'indagato costituiscono indizi rilevanti e rafforzano la gravità indiziaria nella fase cautelare.
- In assenza di perizia tossicologica definitiva, il narcotest eseguito dalla polizia (es. reagenti come lo Swipper) può essere valorizzato ai fini della valutazione cautelare della natura stupefacente della sostanza.
- Precedenti penali e condanne definitive ravvicinate nel tempo rispetto al fatto contestato sono elementi idonei a giustificare il pericolo di reiterazione e quindi misure cautelari più restrittive.
- Le doglianze difensive che propongono una diversa valutazione dei fatti o una ricostruzione alternativa delle prove non sono idonee, di per sé, a fondare l'accoglimento del ricorso per cassazione contro misure cautelari; occorre denunciare specifiche violazioni di legge o manifesti vizi logici nella motivazione.
- La scelta della misura deve essere motivata razionalmente e proporzionata; tuttavia, se il giudice di merito espone ragioni congrue e non manifestamente illogiche, il sindacato di legittimità è limitato.
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