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Sentenza

Sentenza n. 3729/2026 - Napoli, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300173

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare presentata ai sensi dell'art. 103 d.l. 34/2020

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'emersione, motivato dalla condanna pronunciata nel 2009 per tentata rapina in concorso, ritenuta ostativa ai sensi degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, d.lgs. 286/1998. Ha dedotto che, già prima della domanda di emersione, erano decorsi oltre cinque anni dall'irrevocabilità della condanna, senza ulteriori reati, e che aveva presentato istanza di riabilitazione. In sede procedimentale aveva quindi chiesto all'Amministrazione di considerare tali circostanze e di svolgere un adeguato approfondimento istruttorio. Dopo il diniego, il Tribunale competente ha dichiarato estinti il reato e i relativi effetti penali per effetto della riabilitazione, con provvedimento intervenuto circa un mese dopo l'atto impugnato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha ritenuto che l'Amministrazione, alla luce del lungo tempo trascorso dalla condanna e delle circostanze rappresentate dal ricorrente nella fase partecipativa, avrebbe dovuto svolgere un maggiore approfondimento istruttorio sulla situazione concreta, anche in relazione alla riabilitazione richiesta. La riabilitazione intervenuta successivamente non cancella retroattivamente il fatto storico della condanna e non rende automaticamente illegittimo il diniego al momento della sua adozione; tuttavia, considerato l'effetto estintivo sugli effetti penali e lo stretto rapporto temporale tra diniego e provvedimento giudiziale, costituisce una sopravvenienza rilevante, da valutare nella rideterminazione amministrativa. La nuova valutazione dovrà considerare concretamente la natura e l'effettività dei vincoli familiari, i legami familiari e sociali con il Paese d'origine e, per lo straniero già presente in Italia, la durata del soggiorno sul territorio nazionale. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 103 d.l. 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla l. 17 luglio 2020, n. 77

    Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

    Disciplina la procedura di emersione dal lavoro irregolare sulla cui base è stata presentata l'istanza.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    È richiamato quale fondamento della natura ostativa della condanna penale ai fini dell'ingresso e del soggiorno dello straniero.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    È richiamato quale ulteriore base normativa del diniego, ma la posizione deve essere rivalutata alla luce della riabilitazione e delle circostanze personali concrete.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La fase partecipativa ha consentito al ricorrente di rappresentare l'avvenuta presentazione dell'istanza di riabilitazione e il decorso del termine rilevante; tali elementi imponevano un maggiore approfondimento istruttorio.

  • art. 683 c.p.p.

    Costituisce la base processuale del provvedimento giudiziale che ha accertato la riabilitazione e dichiarato estinti il reato e i suoi effetti penali.

  • artt. 163 ss. c.p.

    Sono richiamati in relazione alla sospensione condizionale della pena inflitta per la condanna penale.

Massime di principio

  • Nel procedimento di emersione dal lavoro irregolare, quando il diniego si fonda su una condanna penale risalente e l'interessato rappresenta tempestivamente il decorso del periodo rilevante per la riabilitazione e l'assenza di ulteriori reati, l'Amministrazione deve svolgere un'istruttoria concreta e non limitarsi al mero dato formale della condanna.
  • La riabilitazione pronunciata dopo l'adozione del diniego non elimina retroattivamente il fatto storico della condanna e non determina, da sola, l'illegittimità originaria dell'atto; tuttavia, quando è temporalmente prossima al diniego e produce l'estinzione degli effetti penali, costituisce una sopravvenienza rilevante che l'Amministrazione deve valutare nella riedizione del potere.
  • La rivalutazione della posizione dello straniero deve tenere conto, in concreto, della natura e dell'effettività dei vincoli familiari, dei legami familiari e sociali con il Paese d'origine e, se lo straniero è già presente in Italia, della durata del soggiorno sul territorio nazionale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimo affidamento

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