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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27455/2024 del 10/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che li ha riconosciuti responsabili di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale (CLT Costruzioni Meccaniche di Ciervo Debora). Le censure principali sono: (1) errata qualificazione come amministratori di fatto (mancanza di funzioni deliberative, ruolo meramente esecutivo/occasionale); (2) mancata applicazione dell'attenuante della speciale tenuità del danno per insufficiente prova dell'importo distratto; (3) violazione per mancata contestazione della modalità omissiva (art. 521 c.p.p.) e travisamento delle risultanze circa la natura del fatto; (4) vizio nella determinazione della pena per mancata personalizzazione rispetto alla natura omissiva dei fatti.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili. Ritiene che la Corte d'appello abbia fornito adeguata e congrua motivazione basata su un compendio probatorio consistente (dichiarazioni di più testi, riscontri sulla continuità del trasferimento aziendale e precedente sentenza per fatti analoghi) che mostra una gestione familiare comune con assegnazione di compiti: Pasquini curava profili amministrativi e pagamento stipendi; Francesco Coltelli era referente nel settore produzione e nella gestione del personale. La qualifica di amministratori di fatto è ritenuta corretta alla luce dei principi giurisprudenziali (inserimento organico con funzioni direttive anche in settori specifici). Sull'attenuante della tenuità, la Corte conferma che l'occultamento delle scritture e il passivo accertato (circa 80.000 euro) escludono la tenuità del danno. La determinazione della pena è ritenuta sufficientemente motivata e personalizzata. Conseguentemente, i ricorsi sono dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento normativo collegato alla responsabilità per concorso di persone nei reati; utilizzato per censurare la valutazione del ruolo degli imputati nel contesto gestionale comune

  • art. 216 legge fall.

    Norma richiamata nell'ambito della bancarotta; rilevante per la qualificazione dei fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regole sulla enunciazione dei motivi di ricorso in cassazione; la Corte osserva che i motivi sono formulati nei limiti richiesti

  • art. 219 legge fall.

    Disciplina della circostanza attenuante della speciale tenuità del danno: la Corte evidenzia che non può essere riconosciuta se l'occultamento delle scritture impedisce la ricostruzione del danno

  • art. 2639 cod. civ.

    Definisce i doveri dell'amministratore di fatto; la Corte ricorda che l'amministratore di fatto è gravato degli stessi doveri dell'amministratore di diritto e può essere ritenuto penalmente responsabile

  • art. 40 cod. pen.

    Regola la responsabilità per omissione quando l'inerzia è colpevole e consapevole; la Corte ne trae principio per la responsabilità anche in caso di vigilanza mancata

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Norma sulla motivazione della sentenza; i ricorrenti sostenevano che la Corte aveva ritenuto una omissione non contestata, ma la Cassazione ritiene la doglianza aspecifica e non convincente

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ritiene che la motivazione sia sufficiente se il quadro argomentativo complessivo permette di desumerne i criteri di adeguatezza

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata anche per la correttezza formale dei motivi di cassazione

  • art. 616 c.p.p.

    Norma sulla condanna alle spese per i ricorsi manifestamente infondati: la Corte condanna i ricorrenti al pagamento delle spese e di una somma per la Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La qualifica di "amministratore di fatto" si fonda su elementi sintomatici di inserimento organico e funzioni direttive anche in settori specifici (produzione, personale, amministrazione): non è necessario che il soggetto svolga tutte le funzioni di governo, basta una funzione direttiva significativa e continuativa in un settore aziendale
  • La Cassazione è largamente deferente alla valutazione di merito sui fatti probatori: se la Corte territoriale fornisce congrua motivazione e riscontri (dichiarazioni multiple, riscontri documentali o comportamentali, precedenti analoghi), i motivi che non si confrontano con quelle risultanze sono inammissibili o manifestamente infondati
  • L'attenuante della speciale tenuità del danno non è riconoscibile se l'occultamento o la distruzione delle scritture contabili ha impedito la ricostruzione del danno e ha prodotto un passivo significativo rilevato nelle insinuazioni
  • Per contestare in Cassazione un diverso modo di sussunzione giuridica (ad es. configurare il fatto come omissione invece che come condotta attiva) è necessario che l'impugnazione sia specifica e che mostri come la sentenza impugnata abbia travisato le circostanze di fatto o il quadro probatorio
  • La determinazione della pena è adeguatamente motivata quando il testo della sentenza, nel suo complesso, permette di desumere il criterio di adeguatezza e la personalizzazione: non sempre è richiesta una dettagliata ripetizione di tutti i parametri dell'art. 133 cod. pen.
  • In gruppi aziendali a gestione familiare, la continuità del ruolo e il trasferimento del personale e del compendio aziendale costituiscono elementi forti per l'attribuzione di responsabilità a più membri della famiglia coinvolti nella gestione
  • Per far dichiarare inammissibile un ricorso in Cassazione è cruciale che i motivi si confrontino direttamente con le risultanze probatorie e la motivazione della corte di merito; deduzioni generiche o non attinenti sono destinate a fallire

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