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Sentenza

Sentenza n. 15290/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento (ric.) - della deliberazione della Commissione Straordinaria con i poteri del consiglio comunale di Nettuno n. 85 del 21.12.2023, recante “Disposizioni sull’efficacia delle concessioni demaniali e dei rapporti di gestione per finalità turistico-ricreative e sportive. Adempimento degli obblighi posti in capo alle autorità concedenti - indirizzo per gli uffici”; nonché per l’accoglimento delle seguenti domande: - accertare che il rapporto concessorio di cui è titolare la ricorrente è qualificabile come rapporto pluriennale di durata indefinita riguardo al quale non possono trovare applicazione: il principio chiarito dalla Corte di Giustizia, sez. VI, 7.12.2000, Telaustria Verlags GmbH, C-324/98; la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno; l’art. 3, co. 1, l. n. 118/2022, nella parte in cui dispone la cessazione dell’efficacia di tutte le concessioni demaniali marittime in essere alla data della relativa entrata in vigore; i principi affermati in materia dalla sent. n. 17/2021 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato; - previa disapplicazione della normativa nazionale incompatibile con gli artt. 49, 56 e 63 TFUE, nonché con l’art. 17 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, condannare ex art. 34, co. 1, lett. c) ed e), del c.p.a., il Comune a rilasciare in favore della ricorrente titoli concessori ai sensi dell’art. 36 cod. nav. e del d.l. n. 400/1993, nei quali sia espressamente previsto, allo scadere della durata convenzionale o legale di ciascun rapporto, il loro rinnovo senza soluzione di continuità; (mm.aa.) per l’annullamento - della determina dirigenziale n. 1325 del 30.12.2024, recante «Approvazione disciplinare tipo e criteri di selezione per le procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e sportive», pubblicata sull’Albo Pretorio a far data dal 31.12.2024; nonché per l’accoglimento delle domande già presentate con il ricorso introduttivo.

Giustizia amministrativa202402910

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione della Commissione straordinaria del Comune di Nettuno n. 85 del 21 dicembre 2023, sulle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative e sportive, e determina dirigenziale del 30 dicembre 2024 di approvazione del disciplinare tipo e dei criteri di selezione per l’affidamento delle concessioni

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società concessionaria ha impugnato la deliberazione comunale n. 85/2023, chiedendo anche di accertare che il proprio rapporto concessorio fosse pluriennale e a durata indefinita e che non gli fossero applicabili la direttiva 2006/123/CE, l’art. 3, comma 1, della l. n. 118/2022 e i principi richiamati in materia di concessioni. Ha inoltre chiesto, previa disapplicazione della normativa nazionale ritenuta incompatibile con gli artt. 49, 56 e 63 TFUE e con l’art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, la condanna del Comune al rilascio di titoli concessori con rinnovo senza soluzione di continuità. Con motivi aggiunti ha impugnato la determina dirigenziale del 30 dicembre 2024 relativa al disciplinare tipo e ai criteri di selezione delle concessioni. Il 25 giugno 2026 la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e ha successivamente chiesto che fossero dichiarati improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure e le domande di accertamento e condanna. Ha rilevato che, in applicazione del principio dispositivo, la parte può disporre dell’azione e dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio fino a quando la causa non è trattenuta in decisione. Le spese sono state compensate tra tutte le parti, considerando l’evoluzione normativa e giurisprudenziale della materia, il deposito della memoria comunale successivamente alla dichiarazione di carenza di interesse e la costituzione delle altre amministrazioni con atto di stile.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    pertanto, il ricorso e i motivi aggiunti vadano dichiarati improcedibili, ai sensi dell’art. 35, co. 1, lett. c), c.p.a.;

    La sopravvenuta carenza di interesse della ricorrente determina l’improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, la parte può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio e disporre dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; se la carenza di interesse è sopravvenuta, il ricorso va dichiarato improcedibile.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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