Cassazione Civile, Sentenza n. 10078/2025 del 16/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Noi Due s.r.l. ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Bologna che aveva dichiarato inammissibile il ricorso volto alla determinazione dell'indennità relativa al terreno occupato. La società deduceva che la Corte d'appello aveva erroneamente applicato/interpretato l'art. 54 del d.P.R. 327/2001 e l'art. 29 d.lgs. 150/2011 (termine di 30 giorni) alle acquisizioni sananti ex art. 42-bis, mentre l'istituto dell'acquisizione sanante è diverso dall'espropriazione ordinaria e la relativa determinazione dell'indennità va valutata con regole specifiche; inoltre la ricorrente sosteneva che la produzione in giudizio del provvedimento di acquisizione sanante sopravvenuto costituisce condizione dell'azione permettendo l'esame del merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo, con assorbimento degli altri, e ha censurato la Corte d'appello per non aver valutato la sopravvenuta produzione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis. La Cassazione ha affermato che l'acquisizione sanante è un procedimento speciale che assorbe gli effetti dell'espropriazione e che il provvedimento definitivo costituisce condizione dell'azione: quindi, una volta prodotto in giudizio, il procedimento può essere esaminato dal giudice. Conseguentemente la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società (annullando l'ordinanza dichiarativa di inammissibilità) e ha rimesso la causa al giudice di merito per il riesame alla luce del provvedimento acquisitivo sopravvenuto.
Norme richiamate
d.P.R. 327/2001, art. 42-bis
procedura di acquisizione sanante
L'art. 42-bis disciplina una procedura espropriativa speciale ed "extra ordinem" che, con un unico provvedimento motivato, assorbe gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità e del decreto di esproprio; il provvedimento definitivo di acquisizione sanante costituisce condizione dell'azione per la determinazione dell'indennità.
d.P.R. 327/2001, art. 54
termini per l'opposizione alla stima (disciplinato ratione temporis con art.29 d.lgs.150/2011)
Nell'espropriazione ordinaria l'art.54 (e le sue modifiche) individua termini dilatori e perentori per l'opposizione alla stima; tuttavia la sua perentorietà non è automaticamente estensibile all'acquisizione sanante, data la diversa natura dell'istituto.
d.lgs. 150/2011, art. 29
stabilisce il termine di 30 giorni per l'opposizione dalla notifica del decreto di esproprio o della stima peritale
L'art.29 riproduce la disciplina procedurale dell'opposizione nella materia espropriativa ordinaria (termine perentorio di 30 giorni); la Corte chiarisce però che tale termine non si applica all'acquisizione sanante ex art.42-bis, per la quale opera invece il termine prescrizionale ordinario.
d.P.R. 327/2001, art. 27
deposito della relazione di stima e termine di 30 giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito
Nell'espropriazione ordinaria il termine di 30 giorni dopo l'avviso di deposito è di natura dilatoria (consente di prendere visione della stima e decidere se opporsi); in generale l'opposizione può essere proposta anche prima della scadenza del termine dilatorio.
d.P.R. 327/2001, artt. 20, 21, 23
disciplina della determinazione provvisoria e definitiva dell'indennità e del decreto di esproprio
Queste norme regolano il procedimento ordinario di esproprio (distinguendo indennità provvisoria e definitiva) e giustificano l'applicazione dei termini dilatori/perentori nella materia ordinaria, differenziandola dall'istituto dell'art.42-bis.
c.p.c., art. 702-bis
ricorso per la tutela d'urgenza (usato in materia di restituzione/indennità)
L'azione ex art.702-bis può essere esperita per ottenere la determinazione dell'indennità, ma è improponibile contro la mera avvio del procedimento di acquisizione sanante; è invece ammissibile quando sia intervenuto il provvedimento definitivo che costituisce condizione dell'azione.
Costituzione, art. 42
garanzia del giusto indennizzo per l'espropriazione
Riconosciuto come principio di fondo che legittima l'azione del proprietario volta ad ottenere la determinazione del giusto indennizzo; orienta l'interpretazione favorevole alla tutela del diritto al risarcimento.
Massime di principio
- La procedura di acquisizione sanante ex art.42-bis d.P.R. 327/2001 è un procedimento speciale che, con un unico atto, conclude il procedimento e determina il trasferimento della proprietà: il provvedimento definitivo costituisce condizione dell'azione per la determinazione dell'indennità.
- La mera comunicazione di avvio della procedura di acquisizione sanante (anche se contiene una stima) non è impugnabile con un ricorso per la determinazione dell'indennità davanti al giudice ordinario: è necessario l'atto definitivo di acquisizione sanante per rendere proponibile l'azione.
- Se, nel corso del giudizio, sopravviene il provvedimento definitivo di acquisizione sanante, tale provvedimento può essere prodotto in ogni stato e grado del giudizio e il giudice può quindi esaminare il merito della domanda (il provvedimento è condizione dell'azione).
- Nell'espropriazione ordinaria vanno distinti termini dilatori (art.27 comma 2 / art.54 comma 1) e termini perentori (art.54 comma 2 / art.29 d.lgs.150/2011); la regola dei 30 giorni per l'opposizione è applicabile all'esproprio ordinario, ma non automaticamente estensibile all'acquisizione sanante.
- In presenza di occupazioni illegittime regolate dall'art.42-bis, la determinazione giudiziale dell'indennità mira al ristoro effettivo del danno e può essere disciplinata dal termine prescrizionale ordinario: chi intende tutelare il proprio credito deve verificare se è stato emesso il provvedimento acquisitivo e agire di conseguenza.
- Prassi consigliata: contestare formalmente la stima e monitorare l'iter amministrativo; se viene adottato il provvedimento di acquisizione sanante, produrlo in giudizio e chiedere la determinazione dell'indennità; in assenza di provvedimento definitivo, evitare di instaurare immediatamente l'azione ordinaria per indennità, salvo valutare rimedi amministrativi o impugnazioni diverse ove fattibile.
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