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Sentenza

Sentenza n. 642/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento del Dirigente del Settore Demanio Marittimo del Comune di Morciano di Leuca, prot. n. 0009812 del 29.12.2020, avente ad oggetto “proroga licenza Concessione Demaniale Marittima n. 9/2008” nella parte in cui proroga la durata della c.d.m. n. 9/2008 soltanto per tre anni, ovvero sino al 31.12.2023; - della deliberazione della Giunta Comunale di Morciano di Leuca n. 189 del 29.12.2020, recante come oggetto la “Legge n. 145/2018, art. 1, co. 682-683 - D.L. n. 34/2020 convertito nella Legge n. 77/2020, art. 182, co. 2. Richieste di proroga concessioni demaniali marittime. Atto di indirizzo”, con la quale l'Amministrazione Comunale ha deliberato come atto di indirizzo al Responsabile di settore di prorogare le concessioni demaniali marittime sino al 31.12.2023; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, antecedente e/o successivo, comunque lesivo per la ricorrente, ancorché non conosciuto; nonché per l'accertamento e la declaratoria del diritto della ricorrente ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033, giusta applicazione dell'art.1, commi 682-683, L. n. 145/18. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Ditta Individuale Eymess Luna Diana il 24/3/2021: - del provvedimento del Dirigente del Settore Demanio Marittimo del Comune di Morciano di Leuca, prot. n. 0009812 del 29.12.2020, avente ad oggetto “proroga licenza Concessione Demaniale Marittima n. 9/2008” nella parte in cui proroga la durata della c.d.m. n. 9/2008 soltanto per tre anni, ovvero sino al 31.12.2023; - della deliberazione della Giunta Comunale di Morciano di Leuca n. 189 del 29.12.2020, recante come oggetto “Legge n. 145/2018, art. 1, co. 682-683 - D.L. n. 34/2020 convertito nella Legge n. 77/2020, art. 182, co. 2. Richieste di proroga concessioni demaniali marittime. Atto di indirizzo”, pubblicata sull'Albo Pretorio a decorrere dal 08/01/2021 per giorni 15, con la quale l'Amministrazione Comunale ha deliberato come atto di indirizzo al Responsabile di settore di prorogare le concessioni demaniali marittime sino al 31.12.2023; di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, antecedente e/o successivo, comunque lesivo per la ricorrente, ancorché non conosciuto; nonché per l'accertamento e la declaratoria del diritto della ricorrente ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033, giusta applicazione dell'art.1, commi 682-683, L. n. 145/18.

Giustizia amministrativa202100351

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento dirigenziale che ha prorogato una concessione demaniale marittima sino al 31 dicembre 2023 e deliberazione comunale di indirizzo relativa alla medesima proroga

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento dirigenziale e la deliberazione della Giunta comunale nella parte in cui la concessione demaniale marittima è stata prorogata soltanto sino al 31 dicembre 2023, chiedendo l'annullamento degli atti e l'accertamento del diritto a ottenere una proroga sino al 31 dicembre 2033. Ha dedotto la violazione dell'art. 1, commi 682 e 683, della legge n. 145/2018, l'eccesso di potere e la violazione della direttiva servizi, la violazione dell'art. 6 della legge regionale Puglia n. 17/2015, il difetto di istruttoria e l'erronea presupposizione, nonché la violazione della legge n. 241/1990 e ulteriori profili di eccesso di potere. Con atto del 23 marzo 2026, prima della trattazione del merito, la ricorrente ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio di disponibilità dell'azione e in ragione del mutato contesto normativo di riferimento. Il Collegio ha rilevato che il regime di proroga delle concessioni demaniali marittime è direttamente disciplinato da norme di legge aventi natura di leggi-provvedimento; il rapporto concessorio è quindi conformato direttamente dalla legge, mentre gli atti dirigenziali impugnati hanno natura meramente attuativa e sono sostanzialmente privi di autonoma lesività. Anche la richiesta di accertamento del diritto alla proroga trova fonte e limite direttamente nella disciplina legislativa. Le spese di lite sono state compensate per ragioni equitative.

Norme richiamate

  • art. 1, commi 682-683, l. 145/2018

    La disciplina legislativa della proroga delle concessioni demaniali marittime costituisce la fonte diretta del rapporto concessorio e delimita anche il contenuto dell'eventuale diritto alla proroga.

  • art. 182, comma 2, d.l. 34/2020, convertito dalla l. 77/2020

    È richiamato quale fonte normativa collegata alla disciplina delle proroghe delle concessioni demaniali marittime.

  • art. 6 l.r. Puglia 17/2015

    La sua violazione è stata dedotta dalla ricorrente, ma la sentenza non ne offre una specifica interpretazione.

  • l. 241/1990

    La sua violazione è stata dedotta dalla ricorrente, senza che la sentenza sviluppi una specifica applicazione dei relativi istituti.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza, senza incidere sulla ratio decisoria.

Massime di principio

  • Quando il regime di proroga di una concessione demaniale marittima è direttamente conformato da norme di legge aventi natura di leggi-provvedimento, gli atti amministrativi successivi che si limitano ad attuare tale disciplina sono sostanzialmente privi di autonoma lesività, salvo specifici profili ulteriori di esercizio del potere amministrativo.
  • Il diritto alla proroga di una concessione demaniale marittima trova direttamente la propria fonte e il proprio limite nella disciplina legislativa applicabile; non può quindi essere riconosciuto in misura diversa da quella stabilita dalla legge attraverso la sola impugnazione dell'atto amministrativo attuativo.
  • La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione, in un contesto normativo sopravvenuto che incide direttamente sulla materia controversa, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio di disponibilità dell'azione.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interessePrincipio di legalità e tipicità

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