Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 06918/2025 del 15/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un privato conveniva in giudizio le amministrazioni statali chiedendo, ai sensi dell'art. 938 c.c., che fosse accertato il suo acquisto della proprietà di un'area già demaniale sulla quale un edificio risultava in parte sconfinante, con determinazione dell'importo da corrispondere ai convenuti. Il Tribunale rigettava la domanda principale e accoglieva la riconvenzionale dello Stato; la Corte d'appello confermava il rigetto, ritenendo insussistenti i presupposti dell'accessione invertita, in particolare la buona fede del costruttore e, autonomamente, la tempestività dell'azione. Nel ricorso per cassazione il soccombente deduceva: violazione dell'art. 2935 c.c. per avere la Corte fatto decorrere il termine per agire dalla realizzazione dello sconfinamento anziché dalla sdemanializzazione dell'area; violazione dell'art. 2729 c.c. per avere escluso la buona fede sulla base di presunzioni reputate inidonee; vizio motivazionale per motivazione apparente sull'assenza della buona fede; violazione dell'art. 92 c.p.c. in tema di spese. Le amministrazioni resistevano e proponevano ricorso incidentale condizionato sulla legittimazione dell'avente causa del costruttore.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto infondati il secondo e il terzo motivo perché, in tema di accessione invertita ex art. 938 c.c., la buona fede del costruttore non si presume ma deve essere provata da chi invoca l'istituto; la relativa valutazione è riservata al giudice di merito ed era, nel caso concreto, sorretta da motivazione non apparente e non illogica. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse, poiché la decisione di merito era fondata su due rationes autonome e bastava che restasse ferma quella relativa alla mancanza di buona fede. È stato inoltre respinto il motivo sulle spese, ritenute correttamente regolate in base alla soccombenza complessiva. Il ricorso incidentale condizionato è rimasto assorbito. La ricorrente principale è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità e ai conseguenti oneri ex art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 938 c.c.

    L'azione di accessione invertita richiede la prova della buona fede del costruttore; l'istituto deroga in via eccezionale al principio dell'accessione e non opera su suolo demaniale prima della sdemanializzazione.

  • art. 2935 c.c.

    È stata invocata per sostenere che la prescrizione decorresse solo dal momento in cui l'azione fosse concretamente esercitabile; la Corte non ha accolto la censura perché assorbita dalla definitività dell'altra ratio.

  • art. 2729 c.c.

    Richiamato per contestare la valutazione presuntiva sulla buona fede; la Corte ha ribadito che, nel caso dell'art. 938 c.c., il punto decisivo è la prova della buona fede, non la sola correttezza del ragionamento presuntivo.

  • art. 1147 c.c.

    È richiamato in contrapposizione all'art. 938 c.c.: nel possesso la buona fede è presunta, mentre nell'accessione invertita non lo è.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale invocata per i motivi di violazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Norma processuale invocata per il vizio di motivazione; la Corte ha escluso che la sentenza impugnata fosse affetta da motivazione apparente.

  • art. 92 c.p.c.

    Le spese sono state ritenute correttamente poste a carico del soccombente secondo l'esito globale della lite.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nell'accessione invertita ex art. 938 c.c. la buona fede del costruttore non si presume: deve essere allegata e provata da chi invoca il trasferimento coattivo della proprietà del suolo occupato.
  • La buona fede rilevante ai fini dell'art. 938 c.c. consiste nel ragionevole convincimento di edificare sul proprio fondo e si esclude quando, secondo l'ordinaria diligenza, il costruttore avrebbe dovuto quantomeno dubitare della legittimità dell'occupazione sin dall'inizio.
  • La valutazione sulla sussistenza della buona fede e sull'apprezzamento delle prove è riservata al giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo nei limiti del vizio motivazionale o della violazione di legge, non per ottenere una nuova lettura del compendio probatorio.
  • Quando la decisione di merito si fonda su rationes decidendi autonome e ciascuna sufficiente da sola a sorreggerla, l'infondatezza o l'inammissibilità della censura contro una di esse rende priva di interesse l'impugnazione diretta contro l'altra.
  • La sanatoria o il condono edilizio non provano di per sé la buona fede del costruttore ai fini dell'accessione invertita, poiché attengono alla posizione dell'ente che rilascia il titolo e fanno salvi i diritti dei terzi.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.