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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27955/2023 del 27/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore deduce nullità assoluta del giudizio perché, all'udienza del 19/01/2022, nonostante il Tribunale fosse a conoscenza dello stato detentivo dell'imputato e quindi del suo legittimo impedimento, non fu disposta la traduzione né il rinvio, ma venne comunque incardinato il processo e ammesso il giudizio abbreviato richiesto dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, pur essendo vero che l'udienza del 19/01/2022 fu affetta da nullità per mancata traduzione dell'imputato detenuto, la successiva udienza del 31/01/2022 si svolse con la traduzione dell'imputato e con la sua esplicita rinuncia a comparire, e la richiesta di giudizio abbreviato fu ribadita dal difensore; di conseguenza la sentenza emessa dopo la regolare udienza successiva non è affetta da invalidità derivata. La Corte ha inoltre osservato che il ricorrente non ha dimostrato il nesso di dipendenza tra l'atto nullo e le attività successive né l'incidenza decisiva della nullità sul compendio probatorio. Ha condannato il ricorrente alle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 185 cod. proc. pen.

    la nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendono da quello dichiarato nullo

    La norma richiede un nesso di dipendenza tra l'atto nullo e gli atti successivi perché questi ultimi siano invalidati; il giudice deve disporre la rinnovazione dell'atto se necessario e possibile.

  • Sezioni Unite, sent. n. 7635 del 30/09/2021 (Rv. 282806)

    La restrizione dell'imputato... documentata o comunicata al giudice integra un impedimento legittimo a comparire che impone il rinvio del procedimento e la traduzione dell'imputato

    La Corte ha stabilito che la conoscenza, da parte del giudice, dello stato detentivo costituisce legittimo impedimento: in tal caso il processo va rinviato e il giudice deve attivarsi per assicurare la partecipazione dell'imputato non rinunciante.

  • Sez. U., n. 23868 del 23/04/2009 (Rv. 243416)

    Principio secondo cui chi eccepisce l'invalidità di atti processuali deve dimostrare la loro incidenza decisiva sul giudicato impugnato; l'eccezione generica e senza nesso di dipendenza è inadeguata.

  • d.lgs./legge n. 150 del 2022

    Ha modificato il regime di procedibilità per il reato di furto aggravato prevedendo la procedibilità a querela; la Corte osserva però che la sopravvenienza di tale regime non incide automaticamente sul giudicato sostanziale né sull'inammissibilità del ricorso.

  • Giurisprudenza sulla nullità per mancata traduzione (ex Sez. U. n. 35399/2010 e Sez. 3 n. 9756/2022)

    La celebrazione di udienze alle quali l'imputato detenuto non è stato tradotto comporta nullità assoluta degli atti di quella udienza; tuttavia l'effetto invalidante si estende agli atti successivi solo se sussiste dipendenza diretta o se l'imputato non sia stato successivamente messo in condizione di partecipare.

Massime di principio

  • Se il giudice è a conoscenza dello stato detentivo dell'imputato, deve considerarlo un legittimo impedimento e disporre il rinvio e la traduzione, salvo che l'imputato rinunci inequivocabilmente a comparire.
  • La nullità per mancata traduzione invalida gli atti della specifica udienza, ma produce effetti invalidanti sulle fasi successive solo se è dimostrabile un nesso di dipendenza tra l'atto nullo e gli atti successivi.
  • Chi propone ricorso per nullità processuali ha l'onere di specificare e dimostrare come la nullità abbia inciso in modo decisivo sulla decisione impugnata; deduzioni generiche o astratte sono insufficienti.
  • La sanatoria della partecipazione (es. successiva traduzione e rinuncia espressa dell'imputato) rende utilizzabili le attività svolte nella successiva udienza e può eliminare l'effetto invalidante dell'udienza precedente.
  • La modifica della procedibilità del reato intervenuta dopo il giudicato (es. art. di legge che rende il reato procedibile a querela) non è di regola idonea a incidere sul 'giudicato sostanziale' e non travolge automaticamente l'inammissibilità di un ricorso.

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