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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 33252/2021 del 10/11/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza di merito che aveva negato la conversione in contratto a tempo indeterminato del rapporto a tempo determinato (termine ritenuto nullo per mancata specificazione delle ragioni). Alù sosteneva che la società ATO fosse di natura privatistica e imprenditoriale, perciò non applicabile la regola della concorsualità regionale (art.45 L.R. Sicilia n.2/2007) e che, di conseguenza, la nullità del termine avrebbe dovuto comportare la stabilizzazione del rapporto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato l'orientamento per cui le società e le autorità d'ambito per la gestione dei rifiuti rientrano nella sfera di applicazione dell'art.45, comma 2, L.R. Sicilia n.2/2007, che impone l'assunzione del nuovo personale mediante procedure di evidenza pubblica; ciò determina il divieto di conversione del contratto a tempo determinato nullo in rapporto a tempo indeterminato. La Corte ha ritenuto irrilevante ai fini del caso la mera qualificazione formale come soggetto privatistico, privilegiando la nozione di soggetto "sostanzialmente pubblico" e la regola della concorsualità. Spese compensate; data inoltre facoltà all'Autorità di richiedere il contributo unificato aggiuntivo previsto dal d.p.r. 115/2002 art.13 ove dovuto.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (art. 1 e art. 36, comma 5)

    Richiamato come quadro normativo generale sul lavoro nelle pubbliche amministrazioni; l'art.36, comma 5, contiene divieti/limitazioni relativi alle conversioni dei rapporti a termine nei confronti di amministrazioni pubbliche e soggetti a regole di accesso imperativa. La Corte ha ritenuto che, pur non determinando da solo la qualifica dell'ente, le norme fondamentali del d.lgs. 165/2001 influenzano i limiti posti dalle discipline regionali in materia organizzativa.

  • L.R. Sicilia 9 luglio 2007, n. 2 (art. 45, comma 2)

    Le società e le autorità d'ambito assumono nuovo personale solo attraverso procedure di evidenza pubblica.

    Norma imperativa regionale che impone la regola della concorsualità per l'assunzione nelle società/autorità d'ambito per la gestione rifiuti: la violazione di questa disciplina rende nullo il termine del contratto e, per effetto della regola di accesso, impedisce la conversione del rapporto a tempo indeterminato.

  • D.L. 25 giugno 2008, n. 112 (art. 18) conv. L. 6 agosto 2008, n. 133

    Normativa che ha esteso, in particolare condizioni, limiti e divieti di assunzione alle società a partecipazione pubblica; la Corte ha richiamato la disciplina quale parte del quadro normativo che tutela la regolarità e la trasparenza del reclutamento nel settore degli ambiti territoriali.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (art. 23)

    Richiamato in relazione alle ordinanze che hanno determinato la costituzione delle società d'ambito; utilizzato per spiegare l'origine normativa e la funzione pubblica affidata alle società di gestione rifiuti.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art. 13, comma l-quater e comma 1-bis)

    Norma processuale sulla contribuzione unificata: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte della ricorrente dell'ulteriore importo del contributo unificato previsto, ove dovuto.

Massime di principio

  • La qualificazione formale di una società come soggetto privatistico non esclude l'applicabilità di regole pubblicistiche di reclutamento quando l'ente sia 'sostanzialmente pubblico' per funzioni, partecipazione pubblica e modalità di finanziamento/risultati imputati alla finanza pubblica.
  • Se una normativa regionale competente (es. L.R. Sicilia art.45) impone la procedura concorsuale per l'assunzione negli ambiti territoriali, la violazione di tale obbligo rende nullo il termine del contratto a tempo determinato ma impedisce la conversione del rapporto in tempo indeterminato per effetto della norma di accesso imperativa.
  • In conflitti tra disciplina regionale sull'organizzazione degli enti locali e ordinamento civile/statale del lavoro, la Corte può ritenere legittime disposizioni regionali che disciplinano modalità di accesso e organici quando non regolano direttamente il trattamento economico-giuridico dei dipendenti, restando entro i limiti delle norme fondamentali statali (es. d.lgs.165/2001).
  • La nozione di 'sostanziale pubblicità' del datore di lavoro (potere autoritativo, partecipazione pubblica, funzione di servizio pubblico) è centrale per decidere l'applicabilità delle regole di concorsualità anche se l'ente ha forma privatistica.
  • In casi simili è fondamentale verificare la specifica normativa regionale o settoriale che può imporre regole di reclutamento più restrittive rispetto al diritto comune, con l'effetto pratico che la dichiarata nullità del termine non conduce automaticamente alla stabilizzazione del rapporto.

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