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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38782/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il reclamo proposto contro il decreto del magistrato di sorveglianza che aveva respinto la richiesta di riconoscimento della liberazione anticipata per il periodo dal 6/12/2018 al 6/12/2019. Il reclamo era stato depositato dall'avvocato Biagio Leuzzi, al quale era stata notificata la decisione, ma che non risultava nominato come difensore del ricorrente nel procedimento. Il motivo di ricorso sosteneva che, essendo stata notificata la decisione all'avvocato Leuzzi, questi fosse legittimato a proporre reclamo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che la legittimazione a proporre reclamo spetti al difensore nominato (di fiducia o d'ufficio) e non possa desumersi dalla sola ricezione della notifica della decisione. L'ordinanza impugnata, che aveva accertato l'assenza della nomina dell'avvocato Leuzzi prima della presentazione del reclamo, non è stata contestata nel ricorso. La Corte ha altresì osservato che, se l'ufficio non avesse mai notificato la decisione ad un difensore nominato, rimaneva l'obbligo di procedere alla notifica/nomina in quanto la decisione non era ancora divenuta inoppugnabile. Conseguentemente è stata pronunciata l'inammissibilità del ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; non è stata disposta la condanna alla Cassa delle ammende per carenza di profili di colpa relativi alla notifica.

Norme richiamate

  • art. 69-bis ord. pen.

    La decisione del magistrato di sorveglianza è adottata de plano e comunicata alle parti; le parti così informate sono legittimate a proporre reclamo al Tribunale di sorveglianza. La comunicazione deve avvenire anche al difensore; se la parte è priva, va nominato d'ufficio un difensore, il quale è titolato a proporre reclamo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità o rigetto del ricorso.

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 12581 del 25/02/2021 (DILETTO)

    Sez. U, n. 12581 del 25/02/2021, DILETTO, Rv. 280736

    Conferma che l'istanza al magistrato può essere proposta personalmente, ma la decisione deve essere comunicata anche al difensore; il difensore nominato (di fiducia o d'ufficio) è legittimato a proporre reclamo. La mera notifica non equivale a nomina.

Massime di principio

  • La legittimazione a proporre reclamo contro provvedimenti del magistrato di sorveglianza spetta esclusivamente al difensore nominato (di fiducia o d'ufficio); la sola ricezione della notifica da parte di un avvocato non lo rende automaticamente legittimato.
  • La notifica della decisione a un avvocato non nominato rileva quale termine di decorrenza per l'impugnazione, ma non sostituisce la nomina formale del difensore.
  • Se risulti che non è stato mai notificato un difensore nominato, l'ufficio rimane tenuto a provvedere alla notifica/nomina fintanto che la decisione non sia divenuta inoppugnabile; ciò può consentire la proposizione del reclamo successivamente alla nomina/notifica corretta.
  • In presenza di un accertamento processuale negativo (es. assenza di nomina del difensore) non contestato nel gravame, il ricorso è destinato a essere dichiarato manifestamente infondato.
  • La pronuncia di inammissibilità può comportare la condanna alle spese processuali; tuttavia, l'eventuale irregolarità delle notifiche senza responsabilità comprovata dell'imputato non giustifica automaticamente sanzioni ulteriori (es. somme alla Cassa delle ammende).

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