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Sentenza

Sentenza n. 9727/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della determinazione dirigenziale prot. n. 3811 dell’11 marzo 2025 di acquisizione gratuita di beni abusivi al patrimonio del Comune di Segni;

Giustizia amministrativa202505688

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale dell'11 marzo 2025 di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di manufatti abusivi e di un'area ulteriore di circa 542 mq, con conferma della sanzione pecuniaria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la determinazione adottata dal Comune in riedizione del potere, successiva all'annullamento parziale di una precedente determina di acquisizione. Con il primo motivo hanno dedotto violazione di legge, travisamento dei fatti ed erronea valutazione dei presupposti dell'acquisizione, sostenendo che né l'originaria ordinanza di demolizione del 2001 né la precedente determina del 2023 potessero legittimamente fondare l'acquisizione, anche per l'intervenuta domanda di condono e per il parziale annullamento giudiziale del provvedimento del 2023. Con il secondo motivo hanno dedotto la violazione della disciplina sugli usi civici, sui boschi e sui beni paesaggistici, sostenendo che il terreno acquisito fosse gravato da usi civici e non fosse quindi acquisibile ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001, poiché appartenente al patrimonio indisponibile o al demanio. Con il terzo motivo hanno dedotto il difetto di motivazione, sostenendo che il Comune non avesse indicato le ragioni di pubblico interesse sottese all'acquisizione gratuita al patrimonio comunale.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. Il primo e il secondo motivo sono stati dichiarati inammissibili perché contestavano l'an dell'acquisizione, ossia la stessa possibilità di procedere all'acquisizione per effetto dell'inottemperanza all'ordine di demolizione. Tale profilo non era stato dedotto nel precedente giudizio, nel quale era stata censurata e annullata soltanto la parte della determina relativa all'individuazione e alla motivazione dell'area ulteriore rispetto all'area di sedime. Il giudice ha quindi ritenuto che il nuovo esercizio del potere fosse circoscritto alla rimozione del vizio accertato e che, per il resto, la decisione acquisitiva si fosse consolidata. Il terzo motivo è stato respinto nel merito. L'acquisizione gratuita delle opere abusive consegue automaticamente all'inottemperanza all'ordine di demolizione, ha natura sanzionatoria ed è espressione di attività vincolata, sicché non richiede una specifica motivazione sulle ragioni di interesse pubblico, essendo l'interesse pubblico in re ipsa. Quanto all'area ulteriore, la nuova determina ne aveva indicato puntualmente collocazione ed estensione, anche mediante planimetria allegata, e aveva specificato le ragioni dell'acquisizione: il mantenimento delle distanze dai terreni confinanti e la necessità di garantire l'accesso dalla viabilità pubblica. I ricorrenti non avevano contestato specificamente tali ragioni, limitandosi a una censura generica. Le spese di lite sono state integralmente compensate per la peculiarità della vicenda processuale.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e dell'area di sedime consegue all'inottemperanza all'ordine di demolizione; l'eventuale area ulteriore deve essere precisamente individuata e giustificata in relazione alla funzionalità e strumentalità rispetto all'acquisizione del bene abusivo.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale fondamento della sanzione pecuniaria di euro 20.000,00 confermata dal Comune.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Richiamato per la fissazione dell'udienza di merito nell'ambito della decisione sulla domanda cautelare.

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla memoria depositata dal Comune in vista dell'udienza pubblica.

  • art. 15, comma 3, l.r. 11 agosto 2008, n. 15

    Richiamato dal provvedimento comunale quale fondamento dell'ingiunzione della sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento amministrativo è annullato soltanto per un vizio circoscritto e l'amministrazione riedita il potere entro i limiti indicati dalla pronuncia, non possono essere dedotti contro il nuovo atto vizi relativi a profili dell'originaria decisione che avrebbero dovuto essere contestati nel primo giudizio e che, non essendo stati impugnati, si sono consolidati.
  • In materia di acquisizione gratuita di opere edilizie abusive, l'acquisizione costituisce una misura sanzionatoria, automatica conseguenza dell'inottemperanza all'ordine di demolizione, ed è espressione di attività vincolata; pertanto non richiede una specifica motivazione sulle generali ragioni di interesse pubblico, che sono insite nella misura.
  • L'acquisizione di un'area ulteriore rispetto all'area di sedime richiede invece che l'amministrazione individui con precisione l'estensione e la collocazione dell'area e indichi le ragioni concrete della sua necessità funzionale, come il rispetto delle distanze urbanistiche o la garanzia dell'accesso al manufatto.
  • Una censura di difetto di motivazione riferita all'acquisizione dell'area ulteriore è infondata quando il provvedimento, anche mediante elaborati grafici allegati, individua l'area e indica specifiche esigenze urbanistiche o di accessibilità, mentre il ricorrente non le contesta puntualmente e formula soltanto doglianze generiche.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaMotivazione del provvedimentoEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del poterePrincipio di legalità e tipicitàOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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