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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13340/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per i reati di contraffazione (art. 474 c.p.) e ricettazione nella forma lieve (art. 648 c.p.). Il difensore ha dedotto: (i) erronea applicazione della normativa relativa all'art. 474 c.p., sostenendo che i beni (borse "Stella Mc Carteney", portafogli "Louis Vuitton", borse "O.Bag") non recavano marchi contraffatti e che dalla istruttoria non sarebbe emerso che i beni riportassero marchi oggetto di contraffazione; (ii) carenza e manifestà illogicità della motivazione per omesso espletamento di una consulenza tecnica ritenuta decisiva, dato che la casa madre del marchio "Stella Mc Carteney" non aveva fornito chiarimenti formali e le e-mail acquisite erano generiche; (iii) erronea valutazione circa l'art. 648 c.p., poiché l'imputato aveva esibito fatture di acquisto regolari e consegnato la merce agli operanti, fatture che però per la difesa sarebbero idonee a provare la legittima provenienza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere articolato con censure manifestamente infondate o non consentite in sede di legittimità. È stata confermata la ricostruzione di merito: Hu Xiaoxi era stato ritenuto responsabile, nei due gradi, di detenzione e messa in vendita di prodotti contraffatti (149 borse modello "Stella Mc Carteney", 82 portafogli modello "Louis Vuitton" e 21 borse modello "O.Bag") e della fattispecie lieve di ricettazione (art. 648 c.p.). La motivazione di merito, fondata sulle dichiarazioni del teste Caruso (assenza di packaging, scarsa qualità dei materiali, fatture rilasciate da terzi non autorizzati), è stata ritenuta esaustiva e non censurabile. La corte ha inoltre affermato l'inadeguatezza del motivo relativo alla mancata perizia, richiamando il principio secondo cui la mancata acquisizione di una consulenza tecnica non costituisce vizio rimproverabile in cassazione se non emerge che la perizia sarebbe prova decisiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 474 cod. pen.

    La fattispecie è stata interpretata quale tutela della fede pubblica relativa ai marchi e segni distintivi: la riproduzione del modello e la riconducibilità visiva alla creazione originale sono idonee a configurare la contraffazione anche in assenza di etichettature specifiche.

  • art. 648 cod. pen.

    La condotta è stata ricondotta alla ipotesi lieve della ricettazione per aver ricevuto e detenuto, a fini di vendita, merce di illecita provenienza; pacifica la concorrenza tra il delitto di contraffazione e la ricettazione nel caso concreto.

  • art. 517-ter cod. pen.

    Richiamata per distinguere la tutela: tale norma tutela l'interesse del titolare della proprietà industriale (patrimonio privato). La Corte ha ritenuto prevalente la qualificazione ai sensi dell'art. 474 c.p. poiché la contraffazione riguardava la riproduzione del modello e la pubblica fede.

  • art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto non ammissibile il ricorso basato sulla mancata perizia, richiamando il principio che la perizia è mezzo di prova neutro e la mancata sua esecuzione non rientra tra i vizi rimediabili con la cassazione salvo che si tratti di una prova a discarico decisiva.

  • art. 495, comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente nel ragionamento sulla nozione di prova decisiva, per puntualizzare che le nullità e le prove a discarico rilevanti sono quelle espressamente previste dalla norma richiamata dall'art. 606 c.p.p.

  • art. 23, comma 8 del DL 137/2020

    Norma citata in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del Procuratore Generale ai sensi della procedura digitale; utilizzata per segnalare la regolarità della trasmissione degli atti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per la condanna alle spese processuali e per l'irrogazione dell'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende (Euro 3.000) per l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La qualificazione tra art. 474 c.p. e art. 517-ter c.p. dipende dalla tutela privilegiata: pubblica fede/marchi (474) vs patrimonio del titolare (517-ter); in pratica, la riproduzione riconoscibile del modello può integrare la contraffazione anche in assenza di etichette
  • Documentazione di acquisto generica o fatture emesse da soggetti non autorizzati difficilmente escludono la responsabilità: per provare la legittima provenienza è necessario fornire elementi idonei e verificabili (catena di fornitura, rivenditori autorizzati, documentazione dettagliata)
  • La mancata esecuzione di una consulenza tecnica è valutazione di merito e, salvo che la perizia risulti l'unica prova decisiva a discarico, non costituisce motivo efficace di cassazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • Le valutazioni di natura tecnica espresse da testimoni esperti in materia di contraffazione e le considerazioni sulla qualità, packaging e conformazione degli oggetti sono apprezzamenti tipici del giudice di merito e vincolano la cassazione salvo errori di diritto o mancanza assoluta di logica
  • In situazioni analoghe, chi detiene merce suscettibile di contraffazione dovrebbe produrre prove precise e tracciabili della legittima filiera (fatture dettagliate con soggetti identificabili e titoli di vendita da distributori autorizzati) e, se possibile, ottenere documentazione o dichiarazioni formali dai titolari dei marchi
  • La cassazione ha limiti nella sindacabilità del fatto: le critiche rivolte a valutazioni probatorie di merito sono difficilmente accolte se la motivazione è congrua e coerente con gli elementi istruttori

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