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Ordinanza

Ordinanza n. 144/2026 - Firenze, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: - del provvedimento di demolizione n. 148/2026 prot. n. 79152 del 20.02.2026 relativo progetto n. 7098/2025 avente ad oggetto “archiviazione della richiesta di permesso a costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 2 comma 1 della L. n. 241/1990, dichiarazione di inagibilità ai sensi dell’art. 222 del R.D. n. 1265/1934 e ordine di demolizione e rimessa in pristino ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. n. 380/2001 e dell’art. 199 della L.R. n. 65/2014”, adottato dal Comune di Firenze e notificato in data 23.02.2026; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché incognito alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202600429

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di archiviazione della richiesta di permesso di costruire in sanatoria, dichiarazione di inagibilità e ordine di demolizione e rimessa in pristino

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il provvedimento comunale notificato il 23 febbraio 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. L'atto disponeva l'archiviazione della richiesta di permesso di costruire in sanatoria, la dichiarazione di inagibilità e l'ordine di demolizione e rimessa in pristino ai sensi dell'art. 33 del d.P.R. n. 380/2001 e dell'art. 199 della l.r. n. 65/2014. Nella fase cautelare, la ricorrente ha fatto valere, secondo quanto emerge dall'ordinanza, la rilevanza di richieste di proroga precedentemente presentate, protocollate il 7 ottobre 2025 e il 22 dicembre 2025, sostenendo implicitamente che tali richieste potessero incidere sull'efficacia o sull'esecuzione del provvedimento impugnato. Il testo non espone ulteriori motivi di legittimità dedotti nel ricorso.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Allo stato degli atti, il Collegio ha ritenuto mancante la prova della concessione della proroga invocata dalla ricorrente: il provvedimento impugnato dava conto soltanto della presentazione delle due richieste di proroga, senza attestare che esse fossero state accolte. In assenza di tale prova, non è stata ravvisata una base sufficiente per concedere la sospensione dell'efficacia dell'atto. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali nel processo amministrativo.

  • art. 33 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato quale base normativa dell'ordine di demolizione e rimessa in pristino contenuto nel provvedimento comunale impugnato.

  • art. 2, comma 1, l. n. 241/1990

    Richiamato nel provvedimento impugnato in relazione all'archiviazione della richiesta di permesso di costruire in sanatoria.

  • art. 222 r.d. n. 1265/1934

    Richiamato quale base normativa della dichiarazione di inagibilità.

  • art. 199 l.r. Toscana n. 65/2014

    Richiamato quale ulteriore base normativa dell'ordine di demolizione e rimessa in pristino.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la mera presentazione di una richiesta di proroga non dimostra l'avvenuta concessione della proroga e non è sufficiente, da sola, a fondare la sospensione dell'efficacia del provvedimento amministrativo impugnato.
  • La concessione della tutela cautelare deve essere valutata sulla base della prova disponibile in atti; quando il provvedimento impugnato attesta soltanto la presentazione di istanze di proroga e non il loro accoglimento, non può presumersi l'esistenza della proroga.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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