Cassazione Penale, Sentenza n. 8538/2023 del 27/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Napoli che, accogliendo in parte l'istanza ex art. 35-ter Ord. pen., aveva riconosciuto un indennizzo complessivo di 8.968 euro per le condizioni inumane/degradanti della detenzione a Santa Maria Capua Vetere, dovute al prolungato carente approvvigionamento di acqua corrente (mancato allaccio alla rete idrica e soluzioni alternative giudicate insufficienti: serbatoi con potabilizzazione, bottiglie d'acqua). Il Ministero contestava l'esistenza di tali carenze sostenendo che la fornitura era sempre garantita tramite misure sostitutive, che le criticità erano occasionali, che l'Amministrazione aveva curato manutenzione e potabilità (verificata dall'Autorità sanitaria) e che altri parametri detentivi compensavano la situazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo proposto si riducesse a censure di carattere motivazionale (ricontestazione dei fatti e della valutazione del giudice di merito), che non sono sindacabili in cassazione nel procedimento previsto dagli artt. 35-bis e 35-ter Ord. pen., dove il sindacato è limitato a profili di violazione di legge e all'inesistenza o mera apparenza della motivazione. Il Tribunale di sorveglianza aveva fornito adeguata motivazione e riscontri sui gravi e protratti disservizi idrici; pertanto l'ordinanza che aveva concesso l'indennizzo resta confermata.
Norme richiamate
art. 35-ter Ord. pen.
Riferimento alla norma che disciplina l'istanza di ristoro per condizioni detentive inumane/degradanti; il ricorso per cassazione avverso le decisioni successive a tale procedura è sottoposto a sindacato di legittimità limitato.
artt. 35-bis e 35-ter Ord. pen.
artt. 35-bis e 35-ter Ord. pen.
Nel procedimento successivo a reclamo giurisdizionale ex artt. 35-bis e 35-ter il controllo di legittimità è circoscritto a violazioni di legge e all'eventuale inesistenza o mera apparenza della motivazione; non è consentita la rivalutazione dei fatti o della motivazione del giudice di merito.
Massime di principio
- Nei ricorsi in Cassazione contro provvedimenti adottati in sede di reclamo giurisdizionale ex artt. 35-bis/35-ter Ord. pen. il sindacato è limitato a profili di illegittimità di diritto: evitare censure che siano in realtà contestazioni di merito o della motivazione fattuale.
- Le censure motivazionali (contestazione della valutazione dei fatti o della loro gravità) risultano inammissibili in questa sede; il ricorrente deve invece individuare un preciso vizio di diritto o l'assenza/mera apparenza della motivazione.
- Per ottenere o difendere un ristoro per condizioni detentive (es. mancanza di acqua), è determinante provare la gravità e la protrazione della carenza, nonché l'insufficienza delle misure alternative; la documentazione tecnica (rapporti ASL, verbali di manutenzione, registri guasti, testimonianze) è cruciale.
- Anche se altre condizioni materiali (metratura, servizi, riscaldamento) risultano adeguate, una violazione riguardante un servizio essenziale come l'acqua può avere efficacia lesiva autonoma e giustificare l'indennizzo.
- La strategia difensiva dell'Amministrazione dovrebbe mirare a dimostrare errori di diritto, carenze procedurali o l'effettiva continuità del servizio con prove documentali, piuttosto che una semplice ricostruzione alternativa dei fatti.
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