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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1299/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per detenzione di cocaina e ricettazione/favoreggiamento, deducendo vizi processuali e di motivazione: 1) illegittimità delle intercettazioni ambientali disposte d'urgenza in carcere (art. 267 c.p.p.) per carenza di motivazione e ritardo nell'attivazione; 2) divieto di utilizzazione delle intercettazioni per reati diversi da quelli per cui furono autorizzate, ai sensi dell'art. 270 c.p.p.; 3) omissione del verbale di trascrizione riassuntiva delle intercettazioni (art. 89 disp. att. c.p.p. e art. 268 c.p.p.); 4) carenze motivazionali circa l'uso di impianti esterni per le captazioni; 5) mancata ricezione dell'avviso di deposito delle intercettazioni (art. 268, comma 6 c.p.p.); 6) travisamento della prova e illogicità sulla ricostruzione dei luoghi del rinvenimento della res illecita; 7) carenza della condotta di detenzione ai sensi dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 (assenza di disponibilità materiale della sostanza); 8) insufficienza della prova del reato presupposto per la ricettazione (art. 648 c.p.); 9) mancato riconoscimento della lieve entità del fatto ex art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990; 10) eccessiva valutazione del valore dei monili e applicazione ingiustificata della recidiva; 11) per la Vescera, contestazione della configurabilità del favoreggiamento reale nella forma tentata e della mancanza del dolo specifico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per carenza di specificità dei motivi o per manifesta infondatezza. In sintesi: 1) le censure sull'urgenza e sulla motivazione del decreto di intercettazione sono inammissibili perché non specificamente confrontate con la motivazione della Corte d'appello; 2) le intercettazioni sono utilizzabili per i reati emersi dalle captazioni anche se diversi da quello per cui furono disposte, salvo il caso astratto previsto dall'art. 270 c.p.p.; 3) sono stati ritenuti esistenti i verbali di trascrizione redatti nel procedimento genetico e trasmigrati nel procedimento attuale; 4) l'impiego di impianti esterni è stato giustificato e adeguatamente motivato; 5) la mancata tempestiva eccezione sull'avviso di deposito è stata considerata tardiva ed aspecifica; 6) la valutazione di merito sui luoghi, sulla dinamica del rinvenimento e sulla responsabilità è riservata al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione; 7) è stata ritenuta provata la detenzione anche indiretta della sostanza (istruzioni impartite dal detenuto per il recupero), con esclusione della lieve entità dati quantità e purezza; 8) la ricettazione è stata ritenuta provata nella sua componente di consapevolezza della provenienza illecita dei monili, senza bisogno di dimostrare che il ricorrente fosse l'autore del furto presupposto; 9) sono state respinte le doglianze sul valore dei monili e sulla recidiva; 10) il favoreggiamento reale è stato correttamente configurato con riferimento ad azioni idonee ad agevolare il recupero della sostanza anche se infruttuose. Conseguentemente sono state confermate, in sostanza, le statuizioni di merito e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la Corte ha quindi respinto i ricorsi come inammissibili e disposto la condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 267 cod. proc. pen.

    Richiede motivazione specifica per le intercettazioni disposte d'urgenza; la Corte ha ritenuto che le doglianze non si confrontassero con la motivazione di merito e fossero pertanto inammissibili

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Consente l'utilizzo delle intercettazioni in procedimenti diversi salvo il caso dei delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza; la Corte ha interpretato la norma nel senso che si riferisce al regime astratto del reato e non alle concrete possibilità di flagranza, quindi le captazioni sono utilizzabili per reati diversi emersi dalle stesse

  • art. 268 cod. proc. pen.

    Regola la disciplina delle intercettazioni e il relativo deposito; la Corte ha ritenuto infondate le censure relative a omessa comunicazione del deposito quando la contestazione è stata sollevata tardivamente

  • art. 89 disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede il verbale di trascrizione riassuntiva delle intercettazioni; la Corte ha accertato l'esistenza dei verbali redatti nel procedimento genetico e trasferiti nel presente procedimento

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sul traffico e detenzione di stupefacenti; la Corte ha ritenuto integrata la detenzione anche indiretta quando l'imputato ha occultato la sostanza e ha dato istruzioni per il suo recupero dal carcere, escludendo la lieve entità viste quantità e purezza

  • art. 648 cod. pen.

    Reato di ricettazione; la Corte ha ritenuto provata la consapevolezza della provenienza delittuosa dei monili e ha distinto tra autore del furto e ricettatore

  • art. 81, 110 e altre norme del codice penale

    Riferimenti a concorso di persone e continuazione; utilizzati per la qualificazione e determinazione del trattamento sanzionatorio

  • art. 56 e 379 cod. pen.

    Riferimenti al favoreggiamento e alla sua forma tentata; la Corte ha richiamato il principio che il favoreggiamento è reato di pericolo a forma libera e si realizza anche senza il conseguimento dell'effetto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali per i ricorsi dichiarati inammissibili; la Corte ha applicato tale disposizione per la condanna dei ricorrenti

Massime di principio

  • Le doglianze generiche o non specificamente confrontate con la motivazione di merito sono inammissibili in Cassazione: è necessario argomentare punto per punto la decisione impugnata
  • Le intercettazioni disposte in un procedimento possono essere utilizzate per reati diversi quando da esse emergano fatti pertinenti, salvo l'ipotesi astratta prevista dall'art. 270 c.p.p.; la valutazione si concentra sul regime astratto del reato e non sulle concrete possibilità di flagranza
  • I verbali e le trascrizioni redatti nel procedimento 'genetico' possono essere trasferiti e utilizzati in un procedimento successivo se risulta la loro esistenza e fruibilità per le parti
  • L'impiego di impianti esterni per captazioni va adeguatamente motivato ma le critiche tecniche devono confrontarsi specificamente con la motivazione di merito per risultare rilevanti in Cassazione
  • Le eccezioni procedurali relative al deposito delle intercettazioni devono essere sollevate tempestivamente; altrimenti possono essere considerate inesaminate o tardive
  • Per integrare la detenzione di droga non è necessario il contatto fisico diretto: è sufficiente la disponibilità effettiva, anche mediata tramite istruzioni a terzi o occultamento in luoghi di accesso controllabile
  • Il favoreggiamento reale è reato di pericolo: è sufficiente un comportamento idoneo ad agevolare la sottrazione o il recupero di cose illecite, anche se il risultato non si realizza
  • La valutazione della lieve entità in materia di stupefacenti dipende da quantità, purezza e valore economico complessivi; grandi quantità e alto grado di purezza rendono improbabile il riconoscimento della particolare tenuità
  • La Cassazione non procede a una rinnovata valutazione di merito sui fatti (es.: rivalutazione dei luoghi o delle risultanze probatorie) se la questione è sostanzialmente una diversa lettura degli elementi già valutati dal giudice di merito

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