Cassazione Penale, Sentenza n. 38152/2022 del 10/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della condanna per accesso abusivo al sistema informatico (art. 615-ter c.p.), concorso in favoreggiamento (artt. 110 e 378 c.p.) e comunicazione illecita di dati da parte di pubblico ufficiale (art. 12 legge n. 121/1981). Il ricorrente ha sostenuto che l'accesso alla banca dati SDI era autorizzato tramite sue credenziali e dunque non integrerebbe l'art. 615-ter, che al più sarebbe configurabile il reato di cui all'art. 12 legge 121/1981; ha inoltre dedotto l'inesistenza del favoreggiamento perché il reato presupposto sarebbe inesistente per effetto dell'esimente di cui all'art. 384 c.p.; infine ha invocato l'assorbimento dell'art. 12 nella fattispecie di cui all'art. 615-ter richiamando pronunce di legittimità.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'art. 615-ter c.p. è applicabile quando, anche se abilitato, il pubblico ufficiale accede al sistema per ragioni ontologicamente estranee rispetto a quelle funzionali all'esercizio della sua funzione (interpretazione consolidata dalle Sezioni Unite, sentenza Savarese). Nel caso concreto Fersini ha usato l'accesso alla banca dati SDI per finalità estranee al servizio e ha fornito le informazioni a terzi per scopi illeciti; pertanto il reato di accesso abusivo è integrato. La Corte ha altresì ritenuto distinto e successivo il fatto di comunicare i dati a terzi: l'art. 12 legge 121/1981 non si assorbe nell'art. 615-ter quando sono poste in essere condotte materiali diverse e successive. Il concorso nel reato di favoreggiamento (art. 378) è stato ritenuto provato sulla base delle intercettazioni e degli elementi probatori, e l'esimente applicata al materiale autore non si estende ai concorrenti. Il termine di prescrizione non è decorso. Condanna del ricorrente alle spese processuali e alla rifusione delle spese di parte civile, liquidate in euro 3.510,00 oltre accessori.
Norme richiamate
art. 615-ter cod. pen.
Integra il reato chi, pur essendo abilitato, accede o si mantiene in un sistema informatico protetto per ragioni ontologicamente estranee rispetto a quelle per cui gli è attribuita la facoltà di accesso; questo vale in particolare per i pubblici ufficiali che devono limitare l'uso del potere di accesso alle attività connesse alla funzione
art. 378 cod. pen.
L'aiuto finalizzato a favorire l'elusione delle indagini include anche la pressione su terzi per indurli a ritrattare; qualsiasi attività positiva o negativa idonea a favorire l'elusione rientra nella fattispecie
art. 110 cod. pen.
Stabilisce il concorso di persone nel reato; per il concorso è richiesto che il concorrente abbia consapevolezza e volontà di contribuire al favoreggiamento
art. 12 legge n. 121/1981
Punisce il pubblico ufficiale che comunica o fa uso di dati e informazioni in violazione delle disposizioni della legge o al di fuori dei fini previsti; si applica quando vi è comunicazione illecita di dati, ma non assorbe automaticamente altri reati più gravi se sussistono condotte materiali distinte
art. 9 legge n. 121/1981
Limita l'utilizzazione delle informazioni a fini istituzionali previsti (art. 6 lett. a) e vieta la circolazione di informazioni fuori dai casi consentiti)
art. 384 cod. pen.
La causa di non punibilità prevista riguarda la particolare situazione soggettiva del soggetto che compie materialmente l'azione e non si estende ai concorrenti; è una esclusione della colpevolezza per chi materialmente agisce in determinate condizioni
Sez. U. n. 4694/2011 (Casani)
Integra il delitto previsto dall'art. 615-ter colui che, pur essendo abilitato, acceda o si mantenga in un sistema informatico o telematico protetto violando le condizioni e i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l'accesso
Interpretazione originaria che sottolinea la rilevanza della violazione delle condizioni di accesso; successivamente temperata dalla giurisprudenza unitaria
Sez. U. n. 41210/2017 (Savarese)
Per i pubblici ufficiali integra il 615-ter anche l'accesso al sistema effettuato, pur senza violare prescrizioni formali, per ragioni ontologicamente estranee rispetto a quelle per le quali la facoltà di accesso è attribuita (sottolinea lo sviamento di potere)
Sez. U. n. 41588/2017 (La Marca)
Richiama il principio che il principio di specialità (o sussidiarietà) richiede unitarietà naturalistica del fatto; quando ci sono più condotte distinte non opera assorbimento automatico
Massime di principio
- Se un pubblico ufficiale accede a banche dati per finalità estranee al servizio (anche se usa proprie credenziali), si configura il reato di accesso abusivo ex art. 615-ter per sviamento di potere.
- L'accesso illegittimo al sistema e la successiva comunicazione di dati a terzi sono condotte materialmente distinte; possono concorrere tra loro reati diversi (615-ter e art. 12 L.121/1981) senza che uno si assorba automaticamente nell'altro.
- Il favoreggiamento (art. 378) comprende anche condotte consistenti nel fornire informazioni o nell'esercitare pressioni su una vittima per indurla a ritrattare; la responsabilità per concorso richiede consapevolezza e volontà di agevolare l'elusione delle indagini.
- La causa di non punibilità prevista dall'art. 384 c.p. si riferisce alla posizione soggettiva del materiale autore dell'azione e non esclude automaticamente la responsabilità dei concorrenti che hanno fornito apporto volontario e consapevole.
- Nelle contestazioni con più condotte è necessario valutare l'unità naturalistica del fatto: in presenza di più azioni distinte opera il divieto di assorbimento per mera sovrapposizione normativa.
- In fase di valutazione probatoria, elementi quali intercettazioni e scambi informativi possono dimostrare la consapevolezza del pubblico ufficiale nell'aiutare terzi e formare la base per il concorso in reato.
- Bisogna verificare sempre i termini di prescrizione: l'aggravante rilevata e i rinvii udienza possono incidere sul calcolo del decorso prescrizionale.
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